MARE ADRIATICO

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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ITALY

mercoledì 20 novembre 2013

Biciclette: un database nazionale contro i ladri


Ogni anno in Italia vengono rubate 320 mila biciclette, pari all’8% di quelle circolanti

Incidere il proprio codice fiscale sul telaio della bici al momento dell’acquisto e poi registrare i dati di marca e modello associati al nome e cognome del proprietario su un database nazionale. È questa una delle proposte della Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) per contrastare un fenomeno dannoso per le persone e per l’economia del nostro paese: il furto di biciclette.
Ogni anno, secondo le stime di Fiab, in Italia vengono rubate circa 320 mila biciclette su 4 milioni di pezzi circolanti (circa l’8% del totale). «Ormai è un fenomeno diffuso, a cui le persone rispondono con rassegnazione», afferma Giulietta Pagliaccio, presidente della Fiab. Non a caso, dall’ultima indagine condotta dalla stessa associazione, che ha coinvolto prefetture, capoluoghi di provincia e 4 mila cittadini ciclisti, è emerso che solo il 40% dei furti viene regolarmente denunciato.
Nella classifica delle paure dei ciclisti al primo posto c’è quella di essere investiti e subito dopo quella di essere derubati. Una preoccupazione che costituisce un disincentivo all’utilizzo della bicicletta e al suo acquisto per un danno economico, secondo Confindustria Ancma e Fiab, di 150 milioni di euro tra mancati introiti per l’industria e transazioni in nero. «Spesso, per timore di subire un furto, i ciclisti preferiscono comprare biciclette economiche di bassa qualità, che però sono meno sicure e che, spesso, sono prodotte al di fuori dell’Italia. Il nostro Paese realizza due ruote di grande pregio, che hanno un costo più elevato rispetto alla media. Per far ripartire questo settore, servirebbe garantire una maggiore sicurezza sull’acquisto e sull’utilizzo dei mezzi», evidenzia Pagliaccio.
Rubare una bicicletta è un reato. Il Codice penale (art. 624) lo punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa da 154 a 516 euro. Chi le vende, poi, si macchia del delitto di ricettazione, punito con la reclusione da 2 a 8 anni e con una multa da 516 a 10.329 euro. Di certo, non è semplice cogliere i ladri di biciclette sul fatto, ma queste sono le misure previste dalla legge. Non è al sicuro nemmeno chi compra mezzi rubati. E cioè chi non ne abbia accertata la legittima provenienza. Chi acquista mezzi «sospetti» può essere punito con l’arresto fino a 6 mesi o con un’ammenda non inferiore a 10 euro.
«In nessun Paese del mondo è stata trovata la soluzione», sottolinea Pierfrancesco Maran, delegato nazionale Anci per la mobilità. «Al momento, in Italia, ogni Comune gestisce questo problema con procedure diverse. C’è invece bisogno di un modello unico che definisca gli standard da adottare a livello nazionale». Alla luce di tutti questi dati, Fiab ha proposto di redigere delle linee guida condivise per combattere i furti e di attivare un sistema volontario di identificazione delle bici rubate attraverso la punzonatura del codice fiscale sulla bici e successiva registrazione dei dati del veicolo e del proprietario in un database pubblico.

corriere.it

lunedì 24 giugno 2013

UDOO MULTITASKING

Udoo, piccolo e multitasking così il computer parla toscano.
Frutto della collaborazione tra Seco e Aidilab, sta scalando le vette di Kickstarter, la piattaforma per il finanziamento dal basso.

L’hanno pensato un anno e mezzo fa e ha già fatto il botto. Si chiama Udoo. E’ un micro-computer nato in Toscana che ha scalato le classifiche di Kickstarter, forse la principale piattaforma web per lanciare il finanziamento dal basso delle idee più rivoluzionarie in circolazione. Ha raggiunto in pochi mesi di esposizione 641.614 dollari e si è piazzato tra i primi quindici progetti al mondo che piacciono di più: 13mo nella categoria Technology e 7mo in quella più propria di Hardware Technology.

Udoo ha grandi ambizioni. Fonde insieme computer tradizionali, smartphone e microcontrollori (quelli che regolano la temperatura dei frigo o delle case, per intendersi) in un unico componente. E’ frutto della collaborazione tra Seco (www.seco.com), un’azienda aretina di microcontrollori, e Aidilab (www.aidilab.com), una società di Interaction Design messa in piedi da docenti ed ex studenti dell’Università di Siena. Daniele Conti, Antonio Rizzo e Maurizio Caporali sono i
capoprogetto. Ma cosa fa Udoo?

E' una sorta di multitasking tecnologico che lavora sia con il sistema operativo Linux che Android e permette un’interazione su più livelli. Lo si può usare per imparare a programmare i comportamenti dei pixel su uno schermo, ma anche gli oggetti che stanno intorno a noi. Servirà nelle scuole per avviare i nativi digitali alla scoperta dell’apprendimento 2.0, ma anche nella domotica fai da te. Attualmente è in fase di beta testing con tester selezionati in 20 università e centri di ricerca di tutto il mondo.

Antonio Rizzo, uno dei fondatori di Aidilab ora in trasferta a San Diego (California), racconta: «Abbiamo in cantiere due progetti. Uno è con il Centro Enel di Pisa per l’ottimizzazione della produzione elettrica con il fotovoltaico. Udoo garantirebbe l’autoregolazione del funzionamento dei pannelli in alta montagna rendendoli più convenienti e più efficienti. Un altro progetto è la domotica fai da te. L’open source renderebbe automatico il regolamento delle temperature nelle stanze in funzione delle stagioni, delle attività lavorative che vi si svolgono interfacciandosi con i sistemi energetici esterni». La filosofia open source hardware va a braccetto anche con i sistemi di educazione. «A Barcellona, in Spagna, pensiamo di realizzare delle soluzioni low cost e open source, ad esempio dei banchi per le scuole. Nel 2014 — chiude Rizzo — lanceremo un concorso di idee aperto a tutti, con le università come punto di riferimento, per l’educazione nelle scuole».

ARTICOLO DA: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/06/17/news/udoo_piccolo_e_multitasking_cos_il_computer_parla_toscano-61229612/


SAMUELE BARTOLINI








BLADE RUNNER 2...TORNERA' DOPO PIU' DI 25 ANNI



Ridley Scott avrebbe scelto: per la sceneggiatura di Blade Runner 2 ha ingaggiato Michael Green, già co-autore dello script di Green Lantern.


Da quando la Alcon Entertainment ha rilevato i diritti sui sequel e gli eventuali prequel di Blade Runner, si sono susseguite in continuazione voci sulla composizione della squadra che avrebbe riportato sul grande schermo il conflitto tra umani e replicanti. Se Bud Yorkin si era ritagliato da subito il ruolo di produttore nell'accordo con Broderick Johnson e Andrew Kosove, co-fondatori della Alcon, il primo tassello del difficile mosaico volto a doppiare la vetta del prototipo è stata la riconferma di Ridley Scott dietro la macchina da presa. Intanto la compagine produttiva si è arricchita, coinvolgendo gli executive producers Frank Giustra e Tim Gamble della Thunderbird Films. La primavera scorsa Scott confermava in un'intervista rilasciata al quotidiano britannico Independent la sua intenzione di coinvolgere ancora Harrison Ford nei panni del cacciatore di taglie Rick Deckard, con ogni probabilità non da protagonista, ma in un ruolo chiave. La compagnia di produzione ha smentito ogni trattativa con l'attore americano e nel frattempo Scott ha dovuto fronteggiare le ire dei fan di mezzo mondo per il mezzo passo falso di Prometheus, specie se considerato nell'ottica di una rivisitazione della mitologia di Alien, come ribadito in più sedi dallo stesso regista inglese. Nell'agosto 2011 Scott aveva dichiarato di voler entrare in produzione con Blade Runner 2 entro un anno e mezzo, ma a quanto pare le vicissitudini degli ultimi mesi hanno dilatato i tempi. Comunque, se non altro sembrerebbe che qualcosa si sia mosso sul versante chiave della sceneggiatura: secondo i rumor riportati da The Wrap, Scott in persona avrebbe scelto Michael Green per occuparsi dello script. Il giovane autore americano non è un esordiente, sebbene il suo nome sia sconosciuto ai più. Dopo il debutto come sceneggiatore di fumetti su testate storiche come la serie Superman/Batman, Green ha collaborato nel ruolo di produttore a Smallville ed è stato inoltre co-produttore esecutivo e sceneggiatore di alcuni episodi di Heroes. Nel 2009 ha creato per la NBC Kings, una riproposizione della storia biblica di Davide ambientata in un presente alternativo, interrotta dopo soli tredici episodi per il deludente riscontro da parte del pubblico. Nel 2011 entra nella squadra di Lanterna Verde di Martin Campbell sotto l'egida del produttore Greg Berlanti (già suo collega nei teen drama Everwood e Jack & Bobby), lavorando alla sceneggiatura con lo stesso Berlanti, Marc Guggenheim e Michael Goldenberg. La superproduzione dedicata allo storico eroe DC Comics viene poco apprezzata dalla critica e risulta fallimentare al botteghino. Malgrado ciò, con la metà di questa stessa squadra (vale a dire Berlanti e Guggenheim), Green è tornato all'opera sulla sceneggiatura di Flash, film attualmente in stato di sviluppo ma vincolato all'incerto destino della Justice League of America. Da cosa partirà per questo delicato incarico, è ancora presto per dirlo. A questo punto, potrebbe essere messa in discussione anche l'idea originaria di Scott di incentrare la storia su un forte personaggio femminile, denominatore comune di una fetta importante della sua produzione. Vale la pena comunque ricordare che Green ha da poco completato in collaborazione con Stuart Hazeldine il copione di Gods and Kings, un biopic dedicato alla figura di Mosè che potrebbe essere girato da Steven Spielberg. Insomma, un autore non proprio dal pedigree del fuoriclasse, ma un mestierante con qualche buon colpo nel suo repertorio e, potremmo azzardare, con un interesse ricorsivo per la tradizione ebraico-cristiana. In ogni caso, forse non esattamente il tipo di curriculum che gli appassionati potrebbero essere disposti a considerare per il seguito di un film divenuto di culto, fondativo del nostro immaginario contemporaneo. D'altro canto autori in partenza molto più titolati hanno già dimostrato di poter rimediare sonore cantonate, come nel caso di Damon Lindelof con Prometheus (o, non dimentichiamo neanche quello, Cowboy & Aliens). Hollywood, a quanto pare, è disposta a concedere un'occasione a tutti. Vedremo se Green saprà giocarsi al meglio la sua prima chance da solista.

ARTICOLO DA: Autore: Giovanni De Matteo - Data: 4 giugno 2013 - Fonte: The Wrap




martedì 18 giugno 2013

LA PUNTUALE AFA DI GIUGNO


http://meteoland.org/focus

Gran sole e gran caldo nei prossimi giorni, le temperature saranno in salita sino a Mercoledì, si potranno toccare i 35/36 gradi nelle zone più interne e nei grossi centri urbani specie in Emilia. Da Mercoledì sera primi disturbi a partire da ovest, Giovedì temporali al nord che potranno essere di forte intensità.
Sarà gran caldo africano ma non durerà...
da minime under 10 con neve sui monti a fine Maggio al rovente alito dell'Africa, il tempo è notevolmente anomalo negli utlimi tempi e diventa difficile prevederne le mosse, cerchiamo di capire se e quanto durerà questa ondata di caldo africano in arrivo. Una forte accelerazione del jet stream alle alte latitudini favorisce la ricomparsa dell'anticiclone delle Azzorre che fondendosi con l'hp Africano sta portando i primi caldi dell'estate 2013. Le temperature sino a Martedì saranno prettamente estive ma senza eccessi, over 30 su molte zone del nord.
Lunedì sera una profonda depressione in pieno Atlantico al largo dell'Iberia provocherà la classica risalita dell'hp Africano che taglierà fuori l'Azzoriano e sfruttando ad est un'altra depressione sui Balcani si instaurerà sull'Italia con classica figura ad omega, sinonimo di blocco e persistenza, ma i modelli sembrano scongiurare il cut- off e la depressione dovrebbe colmarsi. La giornata peggiore sarà Martedì quando la lingua calda porterà su alcune zone del nord temperature prossime ai 40 gradi, ma già da Mercoledì sera aria fresca di origine atlantica irromperà sul nord Italia provocando contrati termici elevati che potranno dar luogo a temporali anche di forte intensità, ancora caldo al centro e al sud. In seguito dominerà ancora l'instabilità con periodi soleggiati e temporali almeno sino a Domenica 30, data da confermare vista l'elevata distanza temporale, come detto prima dovrebbe essere scongiurato il rischio di blocco ma il tempo ultimamente è molto schizofrenico. Buona estate a tutti.



http://www.sat24.com/image.ashx?country=eu&type=zoom&format=640x480001001&sat=ir

GRAZIE A METEOLAND...



lunedì 17 giugno 2013

FUMO PASSIVO

Fumare fa male al cuore, proprio e degli altri. Lo dimostrano due ricerche presentate a Monaco durante l'ultimo congresso dell'European Society of Cardiology, secondo cui le arterie degli adolescenti fumatori hanno l'aspetto di quelle di un cinquantenne malmesso e chi subisce il fumo passivo vede crescere non poco il rischio di ictus e infarti. ADOLESCENTI – La prima ricerca è stata condotta in Svizzera nell'ambito dello Swiss Study on Air Pollution And Lung and Heart Disease In Adults (SAPALDIA), per il quale sono state arruolate circa 10mila persone; i ricercatori sono andati ad analizzare 350 figli dei partecipanti, di età compresa fra gli otto e i vent'anni, per capire quanto fossero esposti al fumo attivo e passivo e soprattutto quali conseguenze ciò avesse avuto sulle loro arterie. I ricercatori innanzitutto si sono accorti che il 15 per cento dei ragazzi fumava, anche se di rado (con una leggera prevalenza fra le femmine); uno su tre, inoltre, era esposto al fumo passivo da almeno dieci anni. Poi, valutando lo spessore del rivestimento della carotide in tutti i ragazzini, la dottoressa Julia Dratva che ha coordinato lo studio si è accorta che i giovanissimi esposti al fumo hanno già le arterie più ispessite del normale. «La correlazione è netta soprattutto per chi fuma, inoltre all'aumentare della durata della cattiva abitudine cresce anche lo spessore dei vasi – spiega Dratva –. Nella maggioranza dei casi i ragazzi fumavano solo da due, tre anni; eppure, anche dopo un periodo relativamente breve di sigarette si possono notare alterazioni significative nella struttura delle arterie, indicative di uno sviluppo precoce di aterosclerosi. Resta invece da capire se smettere di fumare possa far regredire i danni cardiovascolari». FUMO PASSIVO – Danni a cui va incontro, purtroppo, anche chi fumatore non è ma viene suo malgrado esposto al fumo passivo: una ricerca turca presentata a Monaco ha mostrato che dopo un'ora passata in una stanza piena di fumo le piastrine tendono ad aggregarsi di più, aumentando di conseguenza il pericolo che si formino trombi. Mehmet Kaya, il ricercatore che ha coordinato lo studio, ha coinvolto 55 non fumatori sani e dopo averli fatti stare a respirare fumo per un'ora ha misurato nel sangue tre parametri: il volume medio delle piastrine, indicativo della loro tendenza ad attivarsi (aumenta per esempio durante un evento trombotico acuto); la carbossiemoglobina, ovvero l'emoglobina legata al monossido di carbonio (sostanza che si suppone correlata alle lesioni cardiovascolari da fumo); il lattato, che si forma quando l'apporto di ossigeno alle cellule del sangue è scarso. «Dopo un'ora di fumo passivo tutti e tre i valori sono alterati, ma soprattutto le piastrine mostrano un aumento dell'attivazione e della tendenza ad aggregarsi – spiega Kaya –. Dati che confermano studi precedenti e spiegano il meccanismo con cui anche un'esposizione limitata al fumo passivo fa male a cuore e vasi. È verosimile che stando ancora più a lungo in un ambiente dove si fuma l'effetto sia ancora più marcato: chi non fuma dovrebbe limitare al massimo di esporsi al fumo passivo, se non vuole aumentare il proprio rischio di infarti e ictus». MEMORIA – Senza contare che il fumo passivo potrebbe addirittura provocare "buchi" di memoria: una ricerca appena pubblicata sulla rivista Addiction dimostra infatti che chi è esposto al fumo passivo per una media di 25 ore alla settimana nel giro di quattro-cinque anni sviluppa piccoli "disturbi" di memoria che nei test cognitivi lo portano a ricordare il 20 per cento in meno rispetto ai non fumatori non costretti a stare in ambienti fumosi. «A chi fuma attivamente va ancora peggio: abbiamo verificato che i fumatori nei test di memoria hanno risultati del 30 per cento inferiori rispetto a chi è esposto al fumo passivo – dice Tom Hefferman, il ricercatore inglese che ha condotto la ricerca –. Tutto questo significa che il fumo, attivo o passivo, può compromettere seriamente le attività cognitive nella vita di tutti i giorni».
http://www.corriere.it/salute/cardiologia/12_ottobre_20/fumo-passivo-cuore_c83d7418-070f-11e2-8daa-75c6fff9e45c.shtml

domenica 16 giugno 2013

GRAVE INCIDENTE ALESSIA POLITA

http://www.motoblog.it/post/155481/civ-grave-incidente-per-alessia-polita-la-pilota-in-ospedale
Grave incidente per Alessia Polita, la pilota in ospedale.

La pilota marchigiana non sarebbe fortunatamente in pericolo di vita ma avrebbe riportato varie fratture.
Sabato 15 giugno 2013:

Ore 19.00: La dichiarazione ufficiale del responsabile comunicazione del CIV è la seguente:

“In relazione all’incidente avvenuto questa mattina sul circuito di Misano Adriatico in occasione delle prove ufficiali del CIV, si comunica che Alessia Polita è stata sottoposta oggi, all’Ospedale Bufalini di Cesena, ad intervento neurochirurgico al rachide per frattura da scoppio della dodicesima vertebra dorsale, con lesione del midollo spinale. Attualmente è in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva.”

Alessia Polita, jesina del 1985, è stata trasportata all’Ospedale Bufalini di Cesena in elicottero, dopo un grave incidente alla curva 16 del circuito di Misano Adriatico dove la pilota stava disputando la seconda sessione di prove ufficiali della Stock 600, valide per il 5° round del Campionato Italiano Velocità. La rider marchigiana fortunatamente non è in pericolo di vita, ma pare che sia tenuta in coma farmacologico e abbia subito, oltre ad alcune fratture, anche lesioni alla colonna vertebrale.
Due volte Campionessa Italiana, 27 anni, Alessia era già stata protagonista di un spettacolare, ma fortunatamente non grave, incidente alla variante della Roggia durante le qualifiche della Supersport nell’ultimo GP di Monza, mentre gareggiava come wild card. La curva dell’incidente di Alessia (sorella tra l’altro del pilota Alex Polita) è la stessa dove il tre volte campione Wayne Rainey cadde nel 1993 e al seguito del quale rimase paralizzato.
Riguardo alla dinamica dell'incidente, dopo aver visionato i video ripresi con le telecamere del circuito, il direttore di gara (Raffaele de Fabritiiis) ha dichiarato che la moto sembra aver disarcionato Alessia durante la fase di frenata. De Fabritiiis rileva poi l'anomalia del raggiungimento delle barriere da parte di moto e pilota, cosa mai accaduta prima in quel punto anche per le ampie vie di fuga. Ma ovviamente prima di aver esaminato la moto non si può trarre nessuna conclusione.(http://www.motociclismo.it/grave-incidente-per-alessia-polita-a-misano-moto-55428).













giovedì 13 giugno 2013

NOTIZIE DI CALCIO DA TUTTO IL MONDO...WWW.TUTTOCALCIATORI.NET


NOTIZIE DI CALCIO DA TUTTO IL MONDO, TUTTE LE NEWS DALLA SERIE A,B,C,D UN SITO DI ALTA PROFESSIONALITA' TUTTA LOCALE, TUTTA SAMBENEDETTESE.
AGGIORNATEVI OGNI SECONDO CON QUESTO SITO...
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yellowsubmarine...IL SOTTOMARINO GIALLO rosso: RADIO AZZURRA SAN BENEDETTO DEL TRONTO

http://www.radioazzurra.it/site/

RADIO AZZURRA SAN BENEDETTO DEL TRONTO

http://www.radioazzurra.it/site/flash_player/indiretta_fb.html

IL PUNTERUOLO ROSSO

Rhynchophorus ferrugineus
DA WIKIPEDIA
Il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus Olivier, 1790) è un coleottero curculionide, originario dell'Asia, micidiale parassita di molte specie di palme. Rhynchophorus ferrugineus è originario dell'Asia sudorientale e della Melanesia, dove è responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera. A seguito del commercio di esemplari di palme infette la specie ha raggiunto negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da qui si è diffusa in Medio Oriente (segnalata in Iran, Israele, Giordania e Territori palestinesi) ed in quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo (a partire dall'Egitto dove è stata segnalata per la prima volta nel 1992); risalita sino alla Spagna (prima segnalazione nel 1994), ha successivamente raggiunto la Corsica e la Costa Azzurra francese (2006). La prima segnalazione in Italia è del 2004 e si deve ad un vivaista di Pistoia che aveva importato delle piante dall'Egitto; nel 2005 viene segnalato in Sicilia e quindi in veloce diffusione verso il Nord della penisola: arriva in Campania, portando a morte centinaia di palme secolari in parchi pubblici, quali lo storico lungomare di Salerno, e giardini privati; nel Lazio, torna in Toscana ed è infine anche in Liguria, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria e Sardegna. Per lo storico degli alberi Antimo Palumbo il parassita potrebbe portare all'estinzione delle palme nella città di Roma entro il 2015. La causa della rapida diffusione è principalmente il commercio di esemplari di palma infestati dall'insetto e non riconosciuti tali. Lungo fra i 19 ed i 45 mm, presenta una livrea di colore rosso-brunastro, con macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua base sono inserite le antenne. La larghezza del corpo varia fra gli 11,5 e i 15,5 mm, le elitre presentano una fine striatura e sono di colore più scuro rispetto al pronoto. Lo scutello è lungo circa un quarto delle elitre, piuttosto ampio. Le uova sono sottili, oblunghe, di colore bianco crema, lunghe in media 2.62 x 1.12 mm, la femmina ne depone un numero variabile fra qualche decina e molte centinaia. Le larve sono lunghe 35–50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l'apparato boccale masticatore è ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco, composto da 13 segmenti, non è dotato di zampe. La pupa misura in media 35 mm x 15 mm, ed è inizialmente di color bianco crema e quindi marrone negli stadi più avanzati. Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti nel raggio di 1 km. La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni più giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina può deporre sino a 200 uova per volta. Dopo la schiusa, le larve si dirigono verso l'interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona fogliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni. Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all'esterno del tronco. Dopo l'emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all'interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturità sessuale. Il ciclo vitale completo, dall'uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi. È stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferrugineus possa dare vita, nell'arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari. Presso gli Iatmul, una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, le larve di Rhynchophorus ferrugineus costituiscono un importante elemento della dieta, arrivando a coprire circa il 30% del fabbisogno proteico e costituendo la principale fonte di zinco e ferro. Rhynchophorus ferrugineus colpisce parecchie specie di Arecaceae tra cui le più diffuse palme ornamentali del Mediterraneo, Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera, ma anche specie di interesse economico quali la palma da cocco (Cocos nucifera) e la palma da olio (Elaeis guineensis). Altre specie su cui sono stati segnalati attacchi sono Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Calamus merillii, Caryota maxima, Caryota cumingii, Corypha gebanga, Corypha elata, Livistona decipiens, Metroxylon sagu, Oreodoxa regia, Phoenix sylvestris, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Washingtonia sp.. Occasionalmente può anche attaccare Agave americana e Saccharum officinarum. Alcune specie, quali la palma nana Chamaerops humilis, erano ritenute immuni all'infezione grazie ad una secrezione gommosa che sembrava impedire l'attecchimento del parassita, mentre sono documentati attacchi anche a queste specie. L'infestazione può essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata. I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato "ad ombrello aperto". Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come "scapitozzata". Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio "collasso" della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare. Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus è problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d'infestazione. I trattamenti chimici curativi richiedono l'impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell'infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l'attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. I trattamenti chimici preventivi possono avere una loro efficacia come barriera chimica, tuttavia presuppongono l'impiego di prodotti attivi per contatto, dotati anche di una certa tossicità, e la copertura di tutta la pianta con l'irrorazione. Il trattamento di esemplari di grandi dimensioni, che espone al rischio di fenomeni di deriva, e l'intervento in aree urbane pongono inoltre vincoli nella scelta del principio attivo subordinando l'efficacia alla tutela della salute pubblica. L'impiego di antagonisti naturali è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative: gli Artropodi ausiliari si sono finora rivelati insufficienti a contenere la dinamica della popolazione. Migliori prospettive sono offerte dall'impiego degli entomopatogeni, in particolare Virus agenti della poliedrosi citoplasmatica e Nematodi. L'efficacia di questi ultimi, almeno in ambito sperimentale, sarebbe stata messa in evidenza da ricerche condotte in Spagna nell'impiego sia preventivo sia curativo: la liberazione di adulti su piante preventivamente trattate con Nematodi ha prodotto una mortalità del 100%; sembra inoltre che i Nematodi siano in grado di penetrare nelle gallerie e raggiungere le larve, permettendo perciò un intervento anche in sede curativa. L'impiego delle trappole, largamente sperimentato in diverse regioni dell'Asia, del Medio Oriente e in Spagna, ha messo in evidenza l'utilità accessoria sia nel mass trapping sia nel monitoraggio della popolazione di adulti. Le indicazioni riportate in letteratura sul grado di efficacia sono discordanti, tuttavia mettono in evidenza una maggiore efficacia dell'uso di attrattivi combinati (feromone e attrattivi alimentari a base di zucchero) e l'importanza della disposizione delle trappole in relazione all'altezza. Sulla base dei risultati finora conseguiti è presumibile che la tecnologia debba essere ancora raffinata per migliorare ulteriormente le prospettive di successo. Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilità di sfruttamento della tecnica del maschio sterile. Interessanti sono le prospettive di adozione di tecniche di lotta integrata, sulla base dei risultati di prove condotte in Medio Oriente. In generale la lotta integrata presuppone l'adozione di tecniche combinate che agiscono a vari livelli: monitoraggio della popolazione, ricorso al mass trapping, esame delle palme ai fini di una diagnosi precoce, misure di profilassi che consistono nell'eliminazione dei possibili siti di riproduzione, nella bonifica dei possibili focolai d'infestazione (es. giardini e palmizi abbandonati), mantenimento delle piante in buono stato fitosanitario, ricorso ai trattamenti chimici preventivi e curativi, ricorso a regolamenti che impongono misure fitosanitarie, educazione e divulgazione. L'adozione di tecniche combinate ha permesso di ottenere anche un successo nell'eradicazione (Israele), sia pure in un contesto locale e circoscritto. La letteratura cita anche la possibilità di sviluppo di metodi di diagnosi precoce più o meno singolari, come l'impiego dei cani o il rilevamento del tasso di traspirazione, che nelle palme infestate s'intensifica. In ambienti di recente introduzione, come in Italia, è di fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare l'espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai d'infestazione. In proposito, sulla base delle difficoltà oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e d'intervenire con interventi curativi, si rivelano di particolare importanza le seguenti azioni: il monitoraggio da parte degli Osservatori fitosanitari; il mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie, in quanto la suscettibilità agli attacchi da parte degli insetti xilofagi aumenta nelle piante in condizioni di stress o comunque indebolite; l'adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell'insetto; la distruzione dei focolai d'infestazione, rappresentati da palme attaccate, adottando accorgimenti finalizzati ad impedire lo sfarfallamento degli adulti (rimozione delle palme, allestimento di barriere fisiche di contenimento, distruzione con la trinciatura e con la bruciatura in tempi brevissimi).

VESPA KILLER DELLE API PERICOLO IMMINENTE IN ITALIA

Le vespe killer attaccano l'Italia
Scoperto in provincia di Savona il primo esemplare di una specie "aliena". Attacca gli alveari e mette a rischio impollinazione e produzione alimentare. Dopo aver fatto milioni di danni in Francia, potrebbe essersi insediata sulla Riviera ligure. Hanno un nome suadente, vespe velutine, in realtà sono una sorta di calabroni cinesi, aggressivi e determinati. Che attaccano, uccidono e mangiano le api da miele nostrane. Originarie della Cina, le vespe killer ora sono arrivate in Italia. Per la prima volta, un esemplare maschio è stato catturato in provincia di Savona. C'è allarme nel mondo dell'agricoltura per un nemico, ancora sconosciuto, che crea gravissimi danni. Non solo all'apicoltura, ma a tutto l'ecosistema, perché l'84 per cento delle specie di piante e il 76 per cento della produzione alimentare in Europa dipende dall'impollinazione delle api, le vittime predilette dei calabroni asiatici. Attaccano a volo radente, come gli elicotteri in "Apocalipse Now". Colpiscono le api sentinella di vedetta all'ingresso degli alveari. Ne fanno strage, trascinano via i corpi per poterli poi gustare, con calma, nei loro nidi. In Cina hanno vissuto per decenni vedendosela con api da miele che hanno imparato a difendersi. Adesso le velutine sono arrivate in Italia e si stanno organizzando in colonie, come confermano gli studiosi dell'Università di Torino. Questi killer venuti da lontano sono implacabili, non sono pericolosi per l'uomo ma amano le proteine di cui è composto il corpo delle api. Tutto è successo per caso. Qualcuna è arrivata nel 2004 a Bordeaux, nel sud-est della Francia. Era dentro un carico di vasi ordinati da un coltivatore di bonsai. In Francia hatrovato l'habitat ideale, clima mite, umidità. Si è riprodotta a ritmi impressionanti. E in pochi anni è diventata un'emergenza nazionale: interrogazioni parlamentari, piani del governo, manifestazioni degli agricoltori. Nel biennio 2009-2010 gli apicoltori d'Oltralpe hanno ridotto del 40 per cento la produzione di miele a causa sua, con perdite per milioni di euro. È partita la caccia ai nidi delle velutine, solo nel 2012 ne sono stati distrutti 1500, ogni intervento arriva a costare fino a mille euro. E sono state ritrovate 15.000 carcasse di api da miele, vittime della vespa sterminatrice. Dalla Francia si è diretta al confine con il Belgio, poi è tornata giù, in Spagna, si è fermata nel sud della Francia e da qui è approdata in Italia, sulla Riviera Ligure. È di pochi giorni fa la conferma che a Loano, in una delle postazioni scientifiche sorvegliate dal dipartimento di Scienze agrarie e forestali dell'Università di Torino, è stata catturata una velutina. Segnale che alza il livello di allarme, perché nel giro di pochi chilometri potrebbe essersi già insediata la prima colonia delle killer cinesi. Dall'Esapolis di Padova, importante museo degli insetti, il direttore scientifico Enzo Moretto spiega che la velutina è inserita nella black list mondiale delle specie invasive, redatta dall'Unione mondiale per la conservazione della natura. In Italia potrebbe essere arrivata a bordo di container o Tir. Perché questo simil-calabrone in primavera incomincia a costruire il suo nido, lo fa sorvegliare da sentinelle agguerritissime, e lo ingrandisce via via che la stagione avanza. Lì porta le api nostrane. Del resto, quando attaccano a stormi radenti, c'è poco da fare: le api si trasformano in facili vittime. Tanto più che gli attacchi continuano per giorni e che questa specie di vespa è aggressiva, subdola e astuta. Così alle nostre api da miele non resta che un'arma: il veleno. Può accadere che qualche arnia sacrifichi le sentinelle, per permettere a un'ape assaltatrice di colpire il killer con il pungiglione e ucciderlo. Secondo gli scienziati, però, l'unica difesa efficace è la stessa usata contro i calabroni europei: formare un palla di api che inglobi le velutine, per poterle uccidere una alla volta. Mettendo in conto che le perdite sul campo sono alte, perché per ogni velutina servono almeno 15-20 api, e che queste ultime, più piccole e meno forti, rischiano il massacro. Per ora, il maltempo ha rallentato il suo cammino in Italia. Ma è solo una pausa. Questo è ancora una volta il problema del trasporto mondiale che trasforma alcuni paesi, fino a quel momento indenni, in colonie di insetti "alieni" al luogo di arrivo. UN RINGRAZIAMENTO ALL ARTICOLO DELLA GIORNALISTA DE "LA REPUBBLICA" WANDA VALLI

LA SUPERLUNA ROSA DEL 23 GIUGNO 2013

La luna piena di questo mese ci riserva una bella sorpresa. Il 23 giugno quella che risplenderà in cielo sarà una superluna 'rosa'. Ammireremo dunque la luna più grande del 2013. A dare il benvenuto all'estate sarà dunque una luna oversize. Quel giorno il nostro satellite naturale sarà nel punto più vicino alla Terra di tutto l'anno, il cosiddetto perigeo. La luna si troverà infatti a soli 356.991 km di distanza da noi. Niente di strano. Nel percorrere la sua orbita attorno alla Terra la luna si trova in un momento dell'anno nel punto più lontano rispetto al nostro pianeta (apogeo) e in quello più vicino. In quest'ultimo caso si parla di “luna al Perigeo”. Ed è quello che accadrà questo mese, anche se in realtà un perigeo ed un apogeo hanno luogo ogni mese. Solitamente la distanza media Terra-Luna è di circa 384.400 km. Sebbene quella di quest'anno sarà davvero una luna da guardare con attenzione, non si tratta del record assoluto. Una superluna ancora più vicina è stata osservata il 19 marzo 2011, quando il nostro satellite si trovava a circa 356.577 km di distanza da noi. Ma l'ultimo perigeo significativo fu nel 1993, quando la distanza tra noi e la Luna fu di soli 357.210 chilometri. Quello del 23 giugno sarà comunque un evento da segnare sul calendario, visto che la prossima volta che la Luna raggiungerà simili 'dimensioni' sarà tra più di un anno, il 10 agosto 2014, quando sarà solo di 5 km più vicina alla Terra. Andrà meglio nel 2015 quando il 28 settembre la Luna sarà lontana da noi “solo” 356.877 km ma per ammirarla ancora più da vicino sarà necessario aspettare fino al 14 novembre 2016 quando la Luna disterà dalla Terra solo 356.509 km.

lunedì 4 marzo 2013

PROBLEMA PLASTICA

La plastica entra nella catena alimentare L’esistenza di vasto accumulo di rifiuti in diverse parti degli oceani e in molte coste è ormai un dato evidente, ma le conseguenze di un secolo di inquinamento dei mari sono ancora in parte sconosciute e necessitano nuovi approcci di ricerca. Su Current Biology di questo mese viene fatto il punto della situazione, fra nuove ricerche, ipotesi e soluzioni per risolvere un problema vasto e cruciale. In circa un mese trascorso a setacciare le acque di Honolulu, un gruppo di 38 ricercatori e volontari con a capo la biologa marina Emelia DeForce, ha raccolto circa 70 mila pezzi di plastica, per un totale di 118 tonnellate. L’area interessata è la ormai leggendaria Great Pacific Garbage Patch, l’isola galeggiante di spazzatura, un agglomerato di rifiuti trasportati dalle coste attraverso le correnti oceaniche. Esistono cinque grandi correnti nel mondo, che ruotano in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario in quello australe. Sono le grandi arterie degli oceani, attraverso le quali avvengono gli scambi termici e di nutrienti e lungo le quali s’intrecciano le rotte migratorie di uccelli, pesci e tartarughe. L’intrusione di materiali plastici in queste grandi correnti ha conseguenze varie, come l’ingestione da parte di animali che scambiano buste di plastica per meduse, provocando la morte per soffocamento. Gli Albatros scambiano pezzi di plastica per cibo, dandoli addirittura ai propri piccoli. E non è l’unico uccello marino ad aver inserito la plastica nella propria dieta: il Fulmaro (Fulmarus glacialis) che vive sulle coste del Nord Atlantico e del Nord Pacifico, è considerato addirittura un indicatore per inquinamento da plastica, per l’accumulo di questo materiale nel suo stomaco. Il problema è ancora più esteso se si considera la possibilità che minuscole particelle di plastica siano entrate nella catena alimentare degli oceani e dunque anche dell’uomo. Secondo Anthony Andrady della North Carolina State University, la plastica che negli anni viene decomposta dall’azione del sole e dell’ossigeno, si trasforma in nanoparticelle che penetrano nell’organismo attraverso l’endocitosi. Per questo anche le plastiche biodegradabili non solo non risolverebbero il problema dell’inquinamento, ma addirittura lo moltiplicherebbero per tutti i miliardi di frammenti che penetrano nei tessuti degli esseri viventi. Ricercatori del National Oceanic and Atmospheric Administraton hanno affrontato lo stesso problema analizzando campioni di zooplancton raccolti a largo delle coste americane del Pacifico. Anche le conclusioni di questo studio non sono confortanti: il zooplancton, alla base della catena alimentare oceanica, ha a sua volta ingerito nanoparticelle di plastica. Che si assimilino in maniera chimica attraverso i tessuti o semplicemente mediante ingestione, le particelle hanno conseguenze sugli organismi sia nell’immediato sia per le generazioni future, poiché potrebbero innescare cambiamenti genetici. Se infatti alcuni materiali sono chimicamente inerti, altri sono tossici. Per questo secondo Miriam Doyle , che ha collaborato alla ricerca con il NOAA sul zooplancton del Pacifico, è necessario focalizzare la ricerca sulle tipologie di particelle per capire quale effetto abbiano sull’ambiente. Campagne del NOAA e di molte associazioni ambientaliste hanno spinto negli ultimi anni la stessa industria a riconsiderare i propri comportamenti: nel sito del NOAAs Marine Debris Program si trova una lista di industrie che hanno adottato materiali o tecniche per ridurre l’uso di plastica. Nel frattempo la ricerca prosegue, con dati ancora frammentari, ma con una certezza: le cosiddette isole di plastica sono solo la punta dell’iceberg di un problema tanto più pericoloso quanto più esteso geograficamente e biologicamente.
GRAZIE PER L ARTICOLO TROVATO SUL WEB A: http://gaianews.it/ambiente/la-plastica-entra-nella-catena-alimentare-36367.html E Linda Reali

martedì 4 dicembre 2012

FREQUENZE DIGITALE TERRESTRE ASCOLI PICENO DT1

*Mux 1 Rai (è il primo multiplex dove vengono trasmessi i canali generalisti della televisione pubblica, quindi Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rai News e le radio pubbliche Radio Uno, Radio Due, Radio Tre). Canale: 05 | Banda: VHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 177,50 | Ripetitore: Colle Carbonara Canale: 32 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 562 | Ripetitore: Colle S. Marco Canale: 32 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 562 | Ripetitore: Monte Ascensione *Mux 2 Rai (è il secondo multiplex dove vengono trasmessi i canali tematici della televisione pubblica: Rai Sport 1, Rai Sport 2, Tv 2000, Arturo, e le radio Rai RadioFd4, Rai RadioFd5 ). Canale: 30 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 546 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 30 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 546 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux 3 Rai (è il terzo multiplex dove vengono trasmessi i canali temetici della televisione pubblica: Rai YoYo, Rai Movie, Rai Premium, Rai Gulp, Rai 4). Canale: 26 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 514 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 26 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 514 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux 4 Rai (è il quarto multiplex dove vengono trasmessi i canali tematici e in alta definizione della televisione pubblica: Rai Storia, Rai 5, Rai HD ). Canale: 40 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 626 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 40 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 626 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux 5 Rai (è il quinto multiplex dove vengono trasmessi i canali test della televisione pubblica: Test Rai Uno, Test Rai Due, Test Rai Tre, Rai Storia, e le radio pubbliche Radio Uno, Radio Due, Radio Tre, FD Auditorium ). Non Trasmesso *Mux Timb 1 (è il primo mux di Telecom Italia Media dove vengono trasmessi vari canali: La 5, Mediaset Extra, Real Time, HSE24, QVC, CanalOne, DMAx). Canale: 47 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 682 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 47 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 682 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Timb 2 (è il secondo mux di Telecom Italia Media dove vengono trasmessi i canali Rtl 102,5 Tv, , La7 HD, Doc-U, Padre Pio Tv, Sportitalia, Sportitalia2). Canale: 60 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 786 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 60 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 786 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Timb 3 (è il terzo mux di Telecom Italia Media dove vengono trasmessi i canali: La7, La7d, Frisbee, K2, La7 on demand, Mtv on demand, Padre Pio tv, Mtv HD, Mtv Music HD, La7d HD). Canale: 48 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 690 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 48 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 690 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Mediaset 1 (è il primo mux di Mediaset dove vengono trasmessi tutti i canali: Premium Calcio, Premium Calcio HD, Premium Comedy, Premium Moto Gp, Steel, Disney Channel+1, Cartoon Network). Canale: 52 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 722 | Ripetitore : Monte Ascensione Canale: 52 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 722 | Ripetitore : Colle S. Marco *Mux Mediaset 2 (è il secondo mux di Mediaset dove vengono trasmess i canali: Canale 5, Italia Uno, Rete 4, Iris, Boing, Cartoonito, Class News, Coming Soon). Canale: 36 | Banda : UHF | Polarizzazione: H | MHz: 594 | Ripetitore : Monte Ascensione Canale: 36 | Banda : UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 594 | Ripetitore : Colle S. Marco *Mux Mediaset 4 (è il terzo mux di Mediaset dove vengono trasmessi i canali: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Mediaset Extra, TG Mediaset, La 5). Canale: 49 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 698 | Ripetitore:Monte Ascensione Canale: 49 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 698 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Mediaset 5 (è il quarto mux di Mediaset dove vengono trasmessi i canali in alta definizione: Premium Calcio HD 2, Premium Cinema HD, For You, Disney Channel +1, Canale 5 +1, Italia 1 +1 ) . Canale: 56 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 754 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 56 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 754 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Rete A 2 (è il secondo mux del Gruppo Espresso dove vengono trasmessi i canali: Deejay Tv+2, Inview, Radio Capital Tv, Radioitalia Tv, Repubblica Tv, e le radio Radio Deejay, Radio Capital, Radio m2o). Canale: 42 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 642 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 42 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 642 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Rete A 1 (è il primo mux del Gruppo Espresso dove vengono trasmessi i canali: Deejay Tv, Cielo, Pokeritalia24, Italia 2, Winga Tv, Discovery World, Premium Discovery World e le radio Radio Deejay, Radio Capital, Radio m2o). Canale: 44 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 658 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 44 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 658 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux DFree (il mux di Prima Tv che ospita i canali Premium di Mediaset: Joy, Mya, Steel, Premium Cinema, Premium Emotion, Premium Energy, Disney Channel, Studio Universal, BBC Knowledge). Canale: 50 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 706 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 50 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 706 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux Europa 7 (il mux di Euroa 7 HD in Dvb-T2 che trasmette il pacchetto canali a pagamento dell’offerta Europa 7 HD) Canale: 08 | Banda: VHF | Polarizzazione: H | MHz: 198,50 | Ripetitore: M. Conero Vetta *Mux Tivuitalia (mux di Screen Service che trasmette i canali di Sportitalia, Sportitalia 2, Sportitalia 24). Canale: 27 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz: 522 | Ripetitore: Monte Ascensione *Mux La3 (mux di 3 Italia che trasmette il canale di La3). Canale: 37 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz: 602 | Ripetitore: Colle S. Marco Canali Regionali *Mux Tele A Marche: puoi trovare il canale regionale A Viaggi, Tele A, Tv Capital. Canale: 21 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz : 474 | Ripetitore: Monte Ascensione *Mux RTM: puoi trovare il canale regionale RTM, Videotolentino, Fermo Tv, Picus Tv, Tiziana, Tvp Italia, Tva, Astro Fortuna, Padre Pio Tv. Canale: 22 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz : 482 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 22 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz : 482 | Ripetitore: Monte Piselli *Mux Tv Centro Marche: su queste frequenze puoi trovare i canali regionali Tv Centro Marche. Canale: 41 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz : 634 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 41 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz : 634 | Ripetitore: Colle S. Marco *Mux TVRS: su queste frequenze puoi trovare i canali regionali Ariel Lab, TVRS. Canale: 43 | Banda: UHF | Polarizzazione: H | MHz : 650 | Ripetitore: Monte Ascensione Canale: 43 | Banda: UHF | Polarizzazione: H/V | MHz : 650 | Ripetitore: Colle S. Marco X SAN BENEDETTO DEL TRONTO E' ANCHE DISPONIBILE PUNTA BORE TESINO A GROTTAMMARE

lunedì 3 dicembre 2012

AGLIO OTTIMA MEDICINA NATURALE

L'uso continuato dell'aglio apporta un beneficio al nostro apparato digerente e ai polmoni, evitando infezioni. Per avere tutti questi vantaggi è necessario consumarlo crudo. Se siamo capaci di seguire la dieta che il nostro corpo ci chiede, avremo sicuramente salito molti gradini nel cammino della salute. Ma dobbiamo tenere in considerazione il fatto che non tutte le malattie provengono dalla dieta. La stanchezza, le nevralgie e la cefalea, i dolori muscolari: tutto è frutto della vita che conduciamo quotidianamente. E un ottimo sistema per prevenire questi disturbi è ancora una volta quello di fare ricorso giornalmente al consumo di aglio. Consumare l'aglio crudo è un'ottima misura preventiva, che aiuta a mantenere l'organismo sano. Per quanto sani possiamo essere, prima o poi non potremo comunque evitare di ammalarci, almeno qualche volta. Gli agenti esterni che provocano le malattie sono infatti troppi per poter essere evitati. Vediamo comunque come l'aglio agisce sul corpo in qualità di farmaco. APPARATO DIGERENTE Sappiamo che la digestione ha inizio nella bocca, con la masticazione e grazie all'aiuto della saliva. Incominceremo dunque proprio da questa parte del corpo. Dimostrati i poteri antimicrobici e battericidi dell'aglio, possiamo dire che esso costituisce in primo luogo un insostituibile dentifricio. Questo vegetale impedisce infatti lo svilupparsi dei batteri che producono la carie, per cui utilizzandolo avremo una dentatura migliore. Nel caso di gengive deboli e facili a sanguinare, avremo inoltre un buon disinfettante. L'aglio può poi aiutare le ghiandole salivari, poiché favorisce la secrezione della saliva. Altrettanto si può dire delle affezioni della gola, quali infiammazioni e infezioni provocate dal fumo o da raffreddori mal curati: anche in questo caso il suo potere disinfettante e antisettico favorisce una pronta guarigione. Una volta raggiunto lo stomaco, l'aglio aiuta la secrezione dei succhi gastrici e, di conseguenza, la digestione e l'assimilazione delle sostanze nutritive. Nel caso poi di infezioni intestinali, come la colite o la dissenteria, agisce facendo retrocedere l'infezione e favorendo il ritorno alla normalità. APPARATO RESPIRATORIO Uno dei componenti dell'aglio, volatile, passa attraverso il sangue fino ai polmoni, dai quali viene espulso tramite la respirazione. Questa azione corrisponde a un benefico fattore espettorante, che contribuirà a decongestionare i polmoni e a mantenerli puliti. A livello cellulare, le cellule del sangue, approfittando dei componenti dell'aglio, vedono facilitato il proprio lavoro di trasporto dell'ossigeno, per cui l'intero corpo ne trarrà beneficio. IL CUORE E L'APPARATO CIRCOLATORIO L'aglio possiede la fama di "pulire" il sangue, ossia di permettere l'espulsione degli agenti tossici da questo prezioso liquido. E disporre di un sangue pulito significa ovviamente avere un corpo sano e godere di buona salute. Il sangue è l'incaricato del trasporto a tutte le cellule del corpo dell'alimento e dell'ossigeno necessario alla sopravvivenza. è dunque indispensabile che questo veicolo sia sempre nelle migliori condizioni. L'aglio è inoltre un eccellente regolatore della pressione del sangue, per cui risulta particolarmente indicato per chi soffre di ipertensione, prevenendo l'arteriosclerosi. LA PELLE Per le sue proprietà disinfettanti l'aglio è anche indicato nel trattamento delle affezioni cutanee; comunque in questo campo possiamo disporre di altri prodotti e medicamenti che danno risultati migliori e non presentano l'inconveniente del fastidioso odore che caratterizza questa pianta. L'aglio è utile anche nella cosmesi: nonostante possa sembrare strano, questa pianta, appositamente preparata, una volta applicata sulla pelle la rende morbida e le ridona freschezza. DISTURBI DEL FEGATO Il consumo quotidiano di aglio e la sua presenza costante nella dieta favoriscono l'azione del fegato, ostacolando la comparsa delle malattie che possono interessare questo organo. Esiste poi un rimedio casalingo indicato per i casi di necessità, quando ci rendiamo conto che un eccesso nel cibo o nel bere provoca qualche disturbo. Il rimedio consiste nell'ingerire di primo mattino, a digiuno, del succo di carota (oggi i moderni elettrodomestici ci permettono di ottenerlo senza difficoltà) mescolato con succo di limone e tre o quattro spicchi d'aglio ben pestato. Dal momento che il fegato è preposto anche alla conservazione delle vitamine, con questo apporto supplementare (la carota) garantiremo, contemporaneamente alla cura, anche la prevenzione delle affezioni del fegato provocate da intossicazioni. DISTURBI DEI RENI Per poter svolgere la propria funzione di filtro del sangue il rene utilizza come materia prima l'acqua, che gli dovremo quindi fornire in abbondante quantità. Bere molto, più di quanto non si senta bisogno, è un'ottima abitudine, che favorisce la pulizia di questo organo e dei condotti urinari. L'assunzione di una bevanda a base di aglio (preparata facendo bollire quattro o cinque spicchi d'aglio in un litro d'acqua e poi filtrando il tutto) aiuterà inoltre, grazie alle proprietà di questa pianta, a combattere gli inizi di infezione. Un altro ottimo sistema è quello di aggiungere a tutte le insalate uno spicchio d'aglio, tagliato a pezzetti oppure pestato nel mortaio e stemperato in succo di limone: in questo modo l'insalata risulta più saporita, permettendoci quindi di evitare l'aggiunta di sale. IRRITAZIONI DELLA GOLA Fate gargarismi con un paio di spicchi d'aglio pestati nel mortaio e mescolati al succo di un limone. Tenete la testa ben reclinata, in modo che il liquido vada a contatto con la parte superiore della gola, e successivamente, se non sussistono problemi di stomaco, ingerite il preparato, che in questo modo risulta ottimo per combattere le infezioni. STITICHEZZA Per questo disturbo si consiglia una buona insalata, preparata con lattuga o scarola e condita esclusivamente con succo di limone e aglio tritato. Un'altra ricetta che in alcuni casi può dare buoni risultati consiste nel mescolare gli spicchi d'aglio pestati con un po' di miele. Ricordiamo però, come già avevamo anticipato nelle pagine precedenti, che questi due alimenti sono incompatibili, per cui possono anche provocare coliche. Lo scopo di questo preparato è comunque proprio quello di provocare una reazione che liberi l'intestino. Il procedimento da seguire è questo: sciogliete un cucchiaio di miele in acqua tiepida, aggiungendovi poi gli spicchi d'aglio pestati nel mortaio; il preparato va bevuto al mattino a digiuno. E' importante usare una certa precauzione con le dosi, poiché variano a seconda del peso del soggetto da trattare; si consiglia di studiare le reazioni dell'organismo incominciando con una piccola quantità sia di miele sia di aglio.

giovedì 1 marzo 2012

LA CORRENTE DEL GOLFO RALLENTA...

Allarme confermato: si sta fermando il flusso proveniente
dai Caraibi. Le temperature potrebbero calare fino a 9 gradi
"Rallenta la Corrente del Golfo"
l'Europa rischia il grande freddo
Il fisico Wadhams: sono spariti i "camini del mare"
che muovono l'acqua calda. Ecco i pericoli...

Finora lo scenario della Scandinavia sepolta sotto una coltre glaciale era affidato alla suggestione di film come "L'alba del giorno dopo", il kolossal di Ronald Emmerich uscito l'anno scorso. Ora, per la prima volta, è arrivata una conferma scientifica del rallentamento della Corrente del Golfo, il motore termico che scalda l'Europa nord occidentale.
Peter Wadhams, professore di Fisica degli oceani all'università di Cambridge, è sceso sotto la calotta artica a bordo di un sommergibile della marina britannica e ha scoperto che i mutamenti della circolazione oceanica, ipotizzati in un futuro imprecisato, sono già in atto.
"In passato", ha dichiarato Wadhams al Sunday Times, "noi abbiamo trovato una sorta di grandi "camini" del mare, colonne di acqua densa e fredda che scendevano dalla superficie al fondo marino, 3.000 metri più in giù. Ora sembrano essere quasi scomparsi". Sono rimasti solo due di questi 12 "camini" termici e anche questi due sono così deboli che l'acqua fredda non riesce a raggiungere il fondo del mare.
Se la Corrente del Golfo, che trasporta 27 mila volte più calore di quello prodotto artificialmente in Gran Bretagna, si dovesse arrestare, la temperatura scenderebbe di circa 8-9 gradi. Una prospettiva drammatica legata al maggior afflusso di acqua dolce che deriva dallo scioglimento dei ghiacciai artici.
Il meccanismo termico che scalda l'Europa atlantica è infatti basato sul flusso continuo di acqua calda che parte dal Mar dei Caraibi e arriva fino alle coste della Norvegia. Durante questo percorso la massa di acqua calda, che viaggia in superficie, evapora e diventa sempre più salata finché, arrivata in Scandinavia, incontra un'acqua più dolce e s'inabissa cominciando, in profondità, il viaggio di ritorno verso i tropici. Ora, se l'area di espansione dell'acqua derivante dallo scioglimento dei ghiacciai si allargasse, il tapis roulant termico si accorcerebbe: la Corrente del Golfo si fermerebbe prima. Dove, esattamente, nessuno può dirlo. Nel peggiore dei casi, legato a un riscaldamento di 6-7 gradi, potrebbe arrestarsi molto prima di raggiungere l'Europa nord atlantica che, in questo caso subirebbe un crollo delle temperature.
"È un segnale nuovo e allarmante perché si tratta di un fenomeno non lineare, cioè che procede a salti, con accelerazioni brusche", commenta Vincenzo Ferrara, l'esperto di clima dell'Enea. "Gli effetti sarebbero pesanti perché la Gran Bretagna è alla stessa latitudine del Canada e la Norvegia è alla stessa latitudine della Groenlandia: senza la Corrente del Golfo le temperature di queste zone tenderebbero ad omologarsi. Inoltre, l'aumento delle superfici ghiacciate produrrebbe un effetto moltiplicativo del freddo perché il ghiaccio riflette la luce e rispedisce verso l'atmosfera una quota maggiore di calore".
La minaccia alla Corrente del Golfo corre parallela a un altro processo - sempre conseguenza del riscaldamento climatico a cui dà un contributo fondamentale l'uso di combustibili fossili - che è stato misurato con precisione: lo scioglimento estivo dei ghiacci del Polo Nord. Il pack si è ridotto del 46 per cento negli ultimi 20 anni e, secondo Wadhams, il Polo Nord potrà essere attraversato senza scendere dalla nave in un periodo compreso tra il 2020 e il 2080.

(9 maggio 2005)

FONTE: ANTONIO CIANCIULLO REPUBBLICA.IT SCIENZA


GRANDE LUCIO DALLA PICCOLO GRANDE UOMO





Lucio Dalla (Bologna, 4 marzo 1943 – Montreux, 1º marzo 2012) è stato un cantautore, attore e regista italiano.
Sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica. Musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, suona da clarinettista e sassofonista, e talvolta da tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana.
Bolognese, suo padre fu direttore in città del club di tiro a volo (sarà citato in "Come è profondo il mare": "Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani..."), sua madre, Iole Melotti (ritratta nella copertina dell'album "Cambio"), fu sarta casalinga, mentre suo zio Ariodante Dalla, fu noto cantante melodico popolare negli anni quaranta e cinquanta.
Nel 1950, a sette anni, Dalla rimase orfano di padre, che morì stroncato da un tumore, e la madre decise di istruirlo presso il Collegio Vescovile "Pio X" di Treviso, dove trascorse le scuole elementari e dove iniziò ad esibirsi nelle recite scolastiche; imparò quindi a suonare la fisarmonica. Tornato adolescente a Bologna, si appassionò al jazz: la madre, per il suo tredicesimo compleanno, gli regalò un clarinetto, che il giovane Lucio imparò in fretta a suonare, esibendosi in alcuni gruppi dilettantistici della città e mettendosi subito in evidenza. In questo periodo conobbe Gianfranco Baldazzi, che diventerà in seguito suo fido collaboratore. La madre, di origini pugliesi, ogni anno era solita andare in vacanza a Manfredonia: da qui nacque l'amore di Dalla per il mare, San Cataldo e Lido Mancarella; per pagare dei lavori di sartoria, alcuni clienti residenti nelle Tremiti le diedero una casa nell'arcipelago:così Dalla cominciò a trascorrervi tutte le estati, fino ad aprire in loco uno studio di registrazione nell'età matura. Il percorso scolastico non fu lineare: iniziò ragioneria, passando poi al liceo classico e infine al liceo linguistico.
Fece parte, come clarinettista, di un gruppo jazz bolognese, la Rheno Dixieland Band, di cui fece parte anche il regista Pupi Avati, il quale, sentendosi "chiuso" dal talento di Dalla, abbandonò presto trovando la via del cinema.
Nel 1960 partecipò con la Rheno al Primo festival europeo del Jazz, ad Antibes, in Francia. La formazione bolognese si classificò al primo posto tra le "bande tradizionali". Si fece così notare da un'orchestra di professionisti romani, la "Second Roman New Orleans Jazz Band", composta da Maurizio Majorana, Mario Cantini, Peppino De Luca, Roberto Podio e Piero Saraceni; con loro ebbe, nel 1961, la prima esperienza in sala d'incisione, suonando il clarino nel brano strumentale Telstar, cover di un successo internazionale, pubblicato dalla RCA su 45 giri, che fu la sua casa discografica per la prima parte della sua carriera. Alla fine del 1962 entrò invece nei Flippers collaborando quindi ad alcune incisioni di Edoardo Vianello, che i Flippers accompagnarono anche nelle serate. Si tratta dei tempi dei primi giochi da bar a gettone.
Come raccontò lo stesso Dalla a "Torinosette" (settimanale de "La Stampa"), proprio con i Flippers firmò il suo primo contratto, sempre nel 1962, poco prima di iniziare la collaborazione con Vianello, impegnandosi per alcune serate nella sala "Le Roi Lutrario" di Torino, dove ebbe dispute con i padroni del locale che non approvarono la sua abitudine di esibirsi scalzo. Torino tornerà in numerose sue canzoni degli esordi scritte con Roversi.
Gino Paoli e Lucio Dalla durante il Cantagiro del 1964.Durante queste serate, prese a esibirsi negli estemporanei gorgheggi in stile scat, che divenne poi una sua caratteristica vocale: una delle sue prime incisioni scat fu inserita in un album dei Flippers, intitolato "At Full Tilt", nella canzone Hey you.
Coltivando lo studio dello stile di James Brown, con un uso della voce volutamente disarmonico e aspro e la tendenza jazzistica di decorare le linee melodiche con impreviste variazioni ai limiti delle più diffuse logiche musicali, Dalla iniziò a imporre un proprio marchio di fabbrica.
Durante il Cantagiro del 1963 Gino Paoli lo persuase a tentare la carriera da solista, come racconta Massimo Catalano: «Lucio suonava con me nel complesso dei "Flippers", partecipammo nel 1963 al Cantagiro con un brano intitolato I Watussi, insieme a Edoardo Vianello. A quella manifestazione partecipava anche Gino Paoli, che ci rubò letteralmente Lucio, facendolo diventare un cantante del suo clan. Noi ci incavolammo molto con Gino».
La carriera da solista Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967; Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere.Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per me) e Ma questa sera (quest'ultima, cover di Hey little girl di Curtis Mayfield), pubblicato dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP.
Il suo esordio al Cantagiro 1964, in cui presenta proprio Lei, scritta da Paoli, fu deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».
Lucio Dalla con gli Idoli nel 1972; Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere.Formò quindi un proprio gruppo di accompagnamento con musicisti bolognesi, "Gli Idoli", con i quali incise il suo primo album, intitolato 1999, pubblicato nel 1966. L'album fu "trainato" da Quand'ero soldato e Paff....bum!, presentata qualche mese prima al festival di Sanremo del 1966 abbinato con gli Yardbirds. Sempre nel 1966 Dalla e gli Idoli registrarono un 45 giri con lo pseudonimo "The Group": contenente due standard jazz, See saw e Cool jerk, riscuotendo un discreto successo, nonostante la mancanza di promozione.
A Sanremo fece ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere, abbinato con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 fu anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo disco, Mondo di uomini, e con cui aveva stretto amicizia.(«Con Tenco avevo avuto rapporti di amicizia e di collaborazione. Andammo a Sanremo insieme, prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse...non dormii per un mese»).
Lino Patruno, Lucio Dalla, Nanni Svampa e Lucia Mannucci nel 1970.Sempre nel 1967 esordì in un film d'autore, dopo essere comparso in alcuni "musicarelli" tra cui Little Rita nel West o Quando dico che ti amo: recitò ne I sovversivi, dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, aggiudicandosi una candidatura come migliore attore alla Mostra di Venezia («Il film ebbe successo, io ero in lizza per vincere la palma come miglior attore, poi per ragioni, diciamo così, di organizzazione politica la dettero ad un attore jugoslavo»)[5];l'attore in questione era il belgradese Ljubiša Samardžić (alias Smoki Samardi') per il film "Jutro"/L'alba.
Successivamente Dalla attraversò in maniera più diretta la stagione beat, pubblicando brani meno ambiziosi, tra cui si distinsero Lucio dove vai e soprattutto Il cielo, con cui partecipò al Festival delle Rose; lo stesso brano verrà anche presentato a Canzonissima 1968.
Lucio Dalla con Mina e Tata Giacobetti.Nel 1969 ebbe un discreto successo con la canzone "Fumetto", scelta dalla Rai come sigla del programma di cartoni animati della Tivù dei ragazzi "Gli eroi di cartone". All'inizio del nuovo decennio incise il secondo album Terra di Gaibola (da un sobborgo di Bologna) con alcune canzoni considerate tra le migliori della sua produzione (Il fiume e la città, Orfeo bianco, Non sono matto o la capra Elisabetta, scritta ancora con Gino Paoli e Africa) più una reinterpretazione di Occhi di ragazza scritta originariamente per Gianni Morandi e i primi brani scritti con un giovanissimo Ron. Completano il disco la già citata Fumetto e Sylvie, pubblicata qualche mese prima su 45 giri.
Dalla partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo del 1971 con 4/3/1943, su parole della poetessa Paola Pallottino, che gli valse il terzo posto assoluto. Il brano, prima di essere ammesso alla manifestazione, conobbe gli strali della censura, essendo stato intitolato inizialmente Gesù Bambino, titolo giudicato irrispettoso, considerando anche la storia narrata di una ragazza madre, figlia di un ignoto soldato americano: insieme ad alcune parti del testo, anch'esse giudicate inadeguate, ne fu cambiato il titolo ex abrupto prendendo a spunto la sua data di nascita, pur non essendo una canzone autobiografica. Il brano ottenne comunque un successo notevole, fino allora mai raggiunto da Dalla, e fu interpretato in francese, nello stesso anno, da Dalida (il testo sarà firmato da Pierre Delanoë), e fu portata al successo oltreoceano da Chico Buarque de Hollanda, che la ascoltò direttamente da Dalla, la memorizzò a orecchio e ne scrisse un testo nella sua lingua. Anche il riscontro commerciale nel nostro Paese staccò nettamente, in termini di vendite, l'abbinamento con la Equipe 84.
In quell'anno uscì l'album "Storie di casa mia", contenente tra le altre: Un uomo come me, La casa in riva al mare (storia di un detenuto), Il gigante e la bambina (sul tema delicato della pedofilia, scritta per Ron e da questi portata al successo), Per due innamorati, e Itaca, dialogo metaforico di un marinaio di Ulisse al suo capitano, dove ai cori Dalla fece cantare gli impiegati della RCA (qualche anno dopo Dalla spiegherà la canzone come una metafora della ribellione del proletariato, rappresentato dai marinai, agli industriali raffigurati da Ulisse).
Nel 1972 fu ancora a Sanremo con Piazza Grande, dedicato a un senzatetto, la cui musica fu scritta da Ron, pubblicato solo su 45 giri, come anche "Sulla rotta di Cristoforo Colombo", pubblicata qualche mese dopo e scritta insieme a Edoardo De Angelis.
La collaborazione con Roberto Roversi « Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato. Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende. Attenzione: dentro ci siamo tutti, è il potere che offende! »
(Roberto Roversi, da Le parole incrociate di Lucio Dalla)
Lucio Dalla e Umberto Bindi alla fine degli anni '60.Nel 1973 Dalla cessò la collaborazione ai testi con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi (autori di quasi tutte le sue canzoni incise finora), e si rivolse al poeta bolognese Roberto Roversi per una collaborazione che attraversò quattro anni e tre album, che la critica definì fondamentali per la canzone d'autore italiana: ancora sperimentale il primo (Il giorno aveva cinque teste), di interpretazione a volte difficile, ma proprio per questo ricco di tematiche e di possibili livelli di lettura; il brano d'apertura Un'auto targata TO, mancò in extremis la partecipazione al Festival di Sanremo.
Più adeguato alla forma-canzone fu invece Anidride solforosa. Tra i brani: "Mela da scarto" (sulla delinquenza minorile, in cui viene citato il Ferrante Aporti, riformatorio di Torino), "Le parole incrociate", sugli eccidi di stato post-unitari, Carmen Colon, sui casi di cronaca nera raccontati dai mass media, e la stessa title-track (anni dopo incisa in coppia da Francesco De Gregori e Angela Baraldi). Sempre nel 1975 ebbe inizio la collaborazione con De Gregori (con il quale l'anno precedente Dalla tenne alcuni concerti, insieme ad Antonello Venditti e Maria Monti, da cui fu tratto il disco dal vivo Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo)): scrissero insieme la musica per Pablo, che De Gregori inserì in Rimmel, e per Giovane esploratore Tobia, inclusa l'anno dopo in "Bufalo Bill".
Come atto conclusivo del sodalizio, la coppia Dalla-Roversi, nel 1976 concepì "Il futuro dell'automobile e altre storie", uno spettacolo teatrale trasmesso anche dalla Rai: Dalla, spinto dalla casa discografica, raccolse in un nuovo disco parte delle canzoni che ne facevano parte, contro il volere di Roversi che di conseguenza decise di non firmare l'album col suo nome depositandole con lo pseudonimo di Norisso: «Non ho voluto sottoscrivere il 33 giri Automobili" disse. "È un tattico stravolgimento da parte della casa discografica del filo rosso argomentante che sottostava allo spettacolo Il futuro dell'automobile».
Questa frizione portò al termine della collaborazione artistica tra i due; tra le canzoni non incluse da Dalla (i cui testi erano molto più politicizzati) I muri del '21, La signora di Bologna, Assemblaggio, Rodeo e Statale adriatica, chilometro 220 sono tuttora inedite, tranne "Ho cambiato la faccia di un dio", che Dalla incise nel 1990 in "Cambio" cambiando il titolo in Comunista e modificandone alcune strofe."Automobili", che nella sua programmatica monotematicità è il più eterogeneo dei tre, viene premiato dalle vendite grazie soprattutto alla canzone Nuvolari dedicata al pioniere dell'automobilismo; è il primo disco in cui collaborano con Dalla quattro musicisti che, anni dopo, daranno vita agli Stadio (Giovanni Pezzoli, Marco Nanni, Ricky Portera e Gaetano Curreri).
Tra le altre canzoni del disco si segnalano "Il motore del 2000" (utilizzata anni dopo dalla Fiat per la colonna sonora dello spot della Fiat Uno Fire), e "Intervista con l'Avvocato" (con un testo ridotto rispetto allo spettacolo), in cui Dalla, usando il suo celebre scat, immagina un'intervista con Gianni Agnelli.
Così Dalla dichiarò a proposito del divorzio artistico con Roversi: «A un certo punto ci siamo divisi su come organizzare il nuovo lavoro: lui lo voleva in maniera estremamente rigorosa, impostata verso un approfondimento del linguaggio dei nostri lavori precedenti, per esempio lui voleva parlare ancora essenzialmente con un linguaggio politico, mentre io non ero d'accordo, perché bisognava allargare più contatti col pubblico».
La maturità artistica e il grande successoAvviene a questo punto un nuovo strappo nella carriera di Dalla che, molto socievole e sostanzialmente un po' insicuro dietro la maschera difensiva della sua "clownerie", fino a quel momento aveva sentito il bisogno di appoggiarsi di volta in volta ad un qualche collaboratore per i testi vivendo di fatto anche l'inevitabile senso di inferiorità culturale verso colleghi intellettuali e di solito acculturatissimi; frustrato da una collaborazione con Roversi entrata in crisi subito dopo aver dato i suoi frutti migliori, Dalla decide di diventare referente unico della sua musica e di lì in avanti sarà in tutti i suoi album sia compositore che autore, senza però smettere di frequentare artisti, poeti e scrittori come, ad esempio, Mimmo Paladino, Aldo Mondino, Pier Vittorio Tondelli, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ghirri, Enrico Palandri, Giacomo Campiotti, Gian Ruggero Manzoni, Andrea Pazienza, Enzo Cucchi, Luigi Ontani. Pubblica nel 1977 Come è profondo il mare (con Quale allegria e Disperato erotico stomp): il disco viene visto da molti fan come un tradimento ed un cedere ad esigenze commerciali, ed in tal senso lo attaccherà Roversi: «Ha voluto semplicemente essere lasciato in pace a cantare il niente. Sono scelte industriali, non sono scelte culturali».
Conquista però molti nuovi appassionati; una certa pubblicità al disco si ha anche per le polemiche legate al linguaggio di Disperato erotico stomp (così dalle pagine de L'espresso il cantautore viene attaccato da Sergio Saviane: «Dalla, per fare troppo lo spiritoso o per far vedere che soffre, condisce i suoi spaghetti canori miliardari con i luoghi comuni della miseria e del sesso sottoproletario: siamo arrivati al populismo della masturbazione bolognese. Che bisogno c'è di tanti culi, fiche, peli o pippe per mandare un messaggio?»).Come è profondo il mare è seguito da un disco ancora più famoso nel 1979, Lucio Dalla (con Anna e Marco, L'ultima luna, L'anno che verrà), che raggiunge il milione di copie vendute, bissato nel 1980 da Dalla (Futura, Cara, Balla balla ballerino).
Anche le tournée legate alla promozione dell'album riscuotono grande successo: a Torino, ad esempio, la sera del 4 aprile 1979 si presentano ben 20.000 persone per ascoltare il suo concerto, e poiché il Palasport ha una capienza, all'epoca, di 15.000 spettatori, restano fuori dai cancelli 5000 persone.
La collaborazione con Francesco De Gregori.Tra i due album citati c'è il 45 giri Ma come fanno i marinai, scritto e cantato in collaborazione con Francesco De Gregori. Il brano è nato in modo abbastanza casuale, come racconta il cantautore romano: «La canzone, forse la gente non ci crede, è nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme».
Ad esso fa seguito qualche mese dopo Banana Republic, tour dei due cantautori (seguito da disco e film) che riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia, e che è lanciato da un concerto nel luglio dell'anno precedente allo stadio Flaminio di Roma, con ben quarantamila spettatori.
Nel 1980 la collaborazione tra i due cantautori ha un'appendice: collaborano infatti all'album Una città per cantare di Ron, sia scrivendo i testi per il cantautore pavese, sia cantando insieme nell'ultima strofa della title-track.
Gli anni Ottanta.Nel 1981 pubblica Q disc (con Telefonami tra vent'anni) e due anni dopo l'incompreso 1983, che induce Dalla a cambiare rotta musicale: abbandona gli Stadio, ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a collaborare con Mauro Malavasi, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il risultato è Viaggi organizzati, con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in inglese da Olivia Newton-John e cantata anche anni dopo da De Gregori dal vivo, e Washington, con la parte musicale scritta da Tullio Ferro, storico autore di musiche per Vasco Rossi.
Nel 1986 torna a lavorare con gli Stadio per l'ottimo e sottovalutato album Bugie (dove partecipano come batterista e autore Giovanni Pezzoli e come corista Gaetano Curreri) e poi parte in concerto con il gruppo al completo (Ricky Portera, Marco Nanni, Aldo Fedele, Roberto Costa + Pezzoli e Curreri) per una serie di concerti all'estero culminati con le esibizioni negli Usa da cui verrà tratto il doppio album dal vivo DallAmeriCaruso. Memorabile è l'unico brano inedito dell'album, Caruso, che regalerà nuovamente a Dalla un successo incredibile che da anni stentava ad arrivare.
La collaborazione con Gianni Morandi.Nel 1988 arriva una nuova, trionfale esperienza ovvero Dalla/Morandi, disco (con inediti scritti da Mogol, Mario Lavezzi, Battiato, Stadio e Ron) e lunghissimo tour (anche all'estero) nel quale i due miti della musica italiana, accompagnati (per l'ultima volta) dagli Stadio giocano a scambiarsi i brani, raccontando la loro storia e incantando il pubblico che interviene numerosissimo ad ogni concerto. Rai 1 manda in onda in diretta la tappa conclusiva del tour estivo da Taormina (con la regia di Gabriele Salvatores) che avrà picchi di ascolto notevoli. In seguito verrà tratta anche una vhs/dvd della data invernale registrata a Venezia e un ulteriore album (singolo) intitolato DallaMorandi in Europa (brani tratti dal doppio album).
L'avventura DallaMorandi chiude definitivamente, e con qualche polemica, la lunga collaborazione tra Dalla e gli Stadio e lancia la giovanissima Angela Baraldi, presente nei concerti come corista e in seguito affermatasi come cantante solista (inizialmente prodotta proprio da Dalla) e anche attrice.
Gli anni Novanta e il nuovo Millennio.Superati i cinquant'anni, Dalla abbandona quasi completamente gli istrionismi. Dagli anni novanta i suoi album restano ottime raccolte di canzone d'autore tra cui vanno ricordati Cambio del 1990 (con il successo del singolo Attenti al lupo scritto da Ron) e il malinconico Henna del 1993, ricco di piccole perle intimiste (vedi l'intensa Latin lover) e momenti di follìa pura (come nell'ironica Merdman).
Nel 1996 esce Canzoni e ancora una volta l'album è trainato da un singolo di grossa presa popolare ovvero Canzone, il cui testo è stato scritto insieme a Samuele Bersani, giovane pupillo di Dalla. Dopo Ciao del 1999, il nuovo millennio si apre con Luna Matana del 2001, contenente brani come: Siciliano con la partecipazione di Carmen Consoli, Kamikaze, Zingaro, Baggio Baggio e Agnese delle Cocomere con la partecipazione di Ron, brano dedicato ad uno storico ritrovo di Bologna frequentato oltre che da Lucio Dalla anche da altri cantanti e personaggi dello spettacolo come Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Biagio Antonacci, Vasco Rossi, Enzo Iacchetti e molti altri: il brano non è solamente dedicato al locale ma anche ai bolognesi e alla bolognesità.
Dalla si è dedicato anche alla composizione ad ampio respiro (con la sua "Tosca - Amore disperato" brano interpretato con la partecipazione di Mina, secondo molti critici musicali è andato ben oltre la dimensione della musica leggera)[senza fonte], ha sfoltito ma nobilitato la sua attività live. Ha interpretato musiche di Vivaldi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone. Scrive le musiche del film Prima dammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice dove tra i protagonisti figura Luca Zingaretti. Supervisiona le musiche della soap opera Sottocasa in onda su Raiuno.
Dalla si esprime efficacemente anche come talent scout e negli ultimi anni riesce a dedicarsi ad iniziative che puntano a rivitalizzare il panorama musicale italiano. Tra le altre iniziative il Lucio Dalla Music Club organizzato prevalentemente con l'ausilio del web.
Nel febbraio 2007 torna ad esibirsi con Ron, in uno spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e danza Kataklò e la regia curata da Pepi Morgia; nello stesso periodo inizia a collaborare con Marco Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna per un progetto sul "Pulcinella" di Igor Stravinskij, del 1920.
Quest'opera del musicista russo viene messa in scena dal 18 al 27 marzo 2007, con la regia di Lucio Dalla e le coreografie di Luciano Cannito per il primo ballerino, il crotonese Alessandro Riga, mentre l'orchestra è diretta dal maestro David Agler, abbinata all'"Arlecchino" di Ferruccio Busoni (del 1917), che vede come primo attore Marco Alemanno: Dalla opera un intervento scenografico sulle due opere, spostandone l'azione a New York (per "Pulcinella") e in un paesino delle colline tosco-emiliane per "Arlecchino". I DVD degli spettacoli sono stati prodotti da Gianni Salvioni (che ha prodotto anche il DVD "classic" del cofanetto intitolato 12.000 lune edito da SonyBmg e contenente il live con le canzoni di Lucio Dalla in chiave classica) e pubblicati dalla casa discografica Ermitage.
Ha cantato al trofeo "Birra Moretti" allo stadio San Paolo di Napoli, squadra di calcio per cui ha manifestato la sua passione, l'8 agosto 2007.
Nel gennaio 2008 ha rilasciato una intervista al quotidiano cattolico online Petrus dedicato al pontificato di Papa Benedetto XVI dove afferma di non essere "mai stato né marxista, né comunista" ma di ispirarsi a San Josemaría Escrivá de Balaguer fondatore dell'Opus Dei. Tuttavia, in una successiva apparizione televisiva,ha dichiarato di essere stato male interpretato: nell'intervista ha semplicemente asserito di essere concorde con le affermazioni riguardanti il lavoro fatto dal fondatore dell'Opus Dei, il cui nome ed il relativo pensiero aveva sentito per la prima volta in quell'occasione. Nella medesima partecipazione televisiva ha dichiarato inoltre di essere una persona avulsa dal senso di vergogna, e di portare un parrucchino.
Sempre nel 2008 Lucio Dalla mette in scena L'opera del Mendicante di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. Lo spettacolo ha debuttato al teatro Duse di Bologna il 31 marzo.
Il 7 luglio 2008 il cantautore bolognese presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato Un uomo solo può vincere il mondo ed appositamente composto per i Giochi di Pechino.
A dicembre, il cantante recita in Artemisia Sanchez su Raiuno; per tale miniserie scrive e canta il tema d'apertura.
L'11 maggio 2009 è ospite per la prima volta di una trasmissione delle reti Mediaset (Mattino Cinque, Canale 5) e esegue col pianista Nazzareno Carusi, all'interno del suo spazio Pillole di Classica, l'aria Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini.
Il 10 ottobre 2009 viene trasmesso dalle radio il singolo Puoi sentirmi?, che anticipa l'uscita dell'album Angoli nel cielo, pubblicato il 6 novembre successivo.
La nuova collaborazione con De Gregori e il ritorno a Sanremo Dalla e De Gregori al PalaFabris di Padova (ottobre 2010)Il 2010 si apre con la notizia, che viene data il 2 gennaio, di un concerto insieme di Dalla con Francesco De Gregori, a trent'anni da Banana Republic, al Vox club di Nonantola, con la denominazione Work in progress.
Il concerto, che in breve tempo diventa "tutto esaurito" in prevendita fa da preludio ad una serie di concerti insieme che vengono annunciati proprio in occasione della data di Nonantola e che si svolgeranno nel mese di maggio a Milano e Roma; nel corso della serata i due presentano, oltre alle canzoni note, un inedito intitolato Non basta saper cantare ed annunciano l'uscita, in occasione del tour, di un album realizzato insieme, intitolato Work in Progress.
Il 22 marzo 2010 conduce insieme a Francesco De Gregori la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale i cantanti si esibiscono singolarmente ed in duetto in cover e brani del loro repertorio.
Il tour continua per tutto il 2010 e buona parte del 2011.
Come degna conclusione di questo tour, i due partecipano al concerto del 1 maggio, presentato da Neri Marcorè, come punta di diamante dell'evento.
Il 6 luglio 2011 è tra i principali firmatari dell'appello promosso dalla SIAE atto a sostenere l'azione di lobby affinché venga difesa e approvata, nella sua prima e più stringente stesura, la delibera AgCom (presieduta da Corrado Calabrò) 668/2010[25]; delibera che dichiara lo scopo di combattere possibili violazioni del diritto d'autore e di proteggere gli interessi economici legati all'industria discografica e del multimediale in rete; grazie a questa delibera, all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, semplice autorità amministrativa indipendente di nomina politica, si dovrebbe dare il potere di bloccare, oscurare, censurare e cancellare qualsiasi sito sospettato di violare un copyright, tramite una semplice azione amministrativa (anche indotta dalla segnalazione della lobby che si ritenesse danneggiata), senza una previa azione dell'autorità giudiziaria che dovrebbe appurare l'effettiva presenza del reato.
Nel 2012 è tornato al Festival di Sanremo a quarant'anni dall'ultima partecipazione, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì, del quale è anche co-autore.
La morteIl 1º marzo 2012 si spegne all'età di 68 anni a Montreux, in Svizzera, per un infarto, mentre era in tournée. Tre giorni più tardi avrebbe festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno sul palco del teatro du Léman a Ginevra.