MARE ADRIATICO

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

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ITALY

lunedì 25 luglio 2011

AMY WINEHOUSE ULTIME APPARIZIONI



DROGHE E ALCOL NELLA CASA DI CAMDEN. Processione dei fan che portano fiori
Winehouse, le ultime ore di follia
I tabloid : «Una notte di droga e alcol»
La madre della cantante: «Sentivo che sarebbe finita presto. Il giorno prima mi ha detto: "Ti voglio bene"»
Un «big one», una festa a base di alcol e droghe di vario tipo. I tabloid Daily Mail, Sunday Mirror e Daily Star hanno ormai sposato la tesi dell'overdose. Forse addirittura voluta. La morte di Amy Winehouse avvenuta nel pomeriggio di sabato sarebbero conseguenza di una notte di eccessi. I giornali popolari inglesi riportano tutti la medesima fonte anonime: «Amy - racconta il testimone, a quanto pare vicino di casa della cantante - sembrava determinata ad avere una serata alla grande venerdì notte. Era in giro a Camden la sera, ma sembrava sicura di voler continuare la festa a casa propria. Nessuno di noi sa chi era con lei nelle prime ore di sabato. Ma sballarsi era chiaramente la sua principale priorità quella notte». E così ha trovato uno spacciatore:«Ed ha comprato cocaina, chetamina ed eroina.
ECSTASY E ALCOL - Secondo alcuni amici della star, invece, la cantante sarebbe morta dopo aver ingerito una pasticca di ecstasy cattiva, mescolata a grandi quantità d'alcol. «È stata un'overdose da ecstasy. Lei poteva fare cocaina fino al mattino. Ma questa è stata chiaramente una pasticca cattiva», ha raccontato un amico della Winehouse al Sunday Mirror. Infini altri conoscenti della cantante raccontano di un'intera settimana di bevute. «Ha trascorso gli ultimi sette giorni a ubriacarsi e la gente diceva che stava bevendo a morte».
LA MADRE: SAPEVO SAREBBE MORTA - Questa pulsione per l'autodistruzione di Amy Winehouse era nota a molti. Ma per sua madre era una continua fonte di sofferenza. Janis Winehouse ha raccontato al Daily Mirror che ormai era solo una «questione di tempo». L'aveva incontrata 24 ore prima della sua scomparsa: «Ricorderò per sempre come mi ha salutata: "mamma ti voglio bene". Sono parole di cui farò per sempre tesoro», ha aggiunto. «Non è possibile. Sono completamente devastato», ha aggiunto il padre Mitch, in lacrime quando ha ricevuto la notizia della morte della figlia al suo arrivo a New York. Tassista e cantante, Mitch doveva esibirsi in un locale della cittá americana. Ma invece è salito sul primo aereo disponibile per tornare a Londra.
GLI AFFANNI SENTIMENTALI - Tra gli altri aspetti della vita di Amy Winehouse presi in considerazione in queste ore ci sono quelli sentimentali. La cantante era «inconsolabile» dopo la rottura con il fidanzato, il regista Reg Traviss, ricorda il Daily Mail, spiegando che la popstar si era ricoverata nella nota clinica londinese Priory dopo la separazione. Secondo il quotidiano, Traviss, che ieri è stato visto fuori casa di Amy, aveva cercato disperatamente di aiutare l'artista nella battaglia contro l'alcol, ma si era poi reso conto che non non avrebbe mai sconfitto i suoi demoni.
FIORI E BOTTIGLIE DI BIRRA FUORI CASA - Fiori, bigliettini, fotografie, messaggi. Ma anche bottiglie di wiskey o birre semiscolate. È l'omaggio dei fan, lasciato all'ingresso della villa Camden square.Molti dei sostenitori della Winehouse si recano anche in visita al suo pub preferito, il Camden's Hawley Arms. Intervistato da Sky News, il proprietario si è detto «profondamente rattristato» per la perdita della cantante, definita «una grande amica».

ARTICOLO RIPRESO DA: "IL CORRIERE DELLA SERA.IT ON LINE"

giovedì 23 giugno 2011

GIORNATA MONDIALE DEI PUFFI


FONTE:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2011/06/23/visualizza_new.html_813811757.html


Sabato giornata Puffi, in attesa del film
Tutti travestiti da nani blu, in decine di città in tutto il mondo.
ROMA - Per vedere i Puffi, nanetti ecologisti ma per la prima al cinema e anche tridimensionali, bisognerà aspettare il 16 settembre quando il film omonimo uscirà in Italia, da Warner Bros, girato da Raja Gosnell con una tecnica mista live action e animatronic. Intanto, poiché i puffi sono una passione trasversale sabato si celebra la giornata mondiale, in omaggio al creatore dei piccoli omini blu, Pierre Culliford in arte Peyo (25 giugno 1928 - 24 dicembre 1992). Columbia Pictures e Sony Pictures coordineranno un evento che vedrà coinvolte migliaia di persone, invitate a travestirsi da puffo nel tentativo di superare un divertente record da Guinness dei Primati: oltre 2510 puffi in giro per il mondo nell'arco di 24 ore.
L'evento interesserà città come Bruxelles, Atene, L'Aia, Dublino, Città del Messico, Panama, Varsavia, Mosca, Johannesburg, New York e Londra, coinvolgendo anche Francia, Svizzera, Islanda, Danimarca ed in particolare la Spagna con Jzcar, uno dei più famosi villaggi bianchi della provincia di Malaga in Andalusia, completamente ridipinto di blu. Nel film, i Puffi - fuggendo dal loro villaggio inseguiti dal perfido stregone Gargamella - si troveranno catapultati al Central Park di New York, dove faranno di tutto per sfuggire alle grinfie del loro storico nemico. Marc Weinstock, Presidente del Marketing Internazionale di Sony Pictures, spiega: "Sono pochi i personaggi ad esser diventati icone e tra questi i Puffi. E' da più di 50 anni che, attraverso generazioni, i Puffi fanno parte dalla cultura popolare. La creazione di Peyo è qualcosa di inossidabile".

martedì 5 aprile 2011

Buco dell'ozono, registrato dall'Esa


Una perdita record di ozono sull'Artico è stata registrata in marzo dal satellite Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il fenomeno è stato causato da venti molto forti che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, generando temperature molto basse. Questa massa d'aria fredda, per effetto della luce solare, ha rilasciato in marzo prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), come atomi di cloro e bromo, veri e propri distruttori dell'ozono.
L'ultima perdita record di ozono sull'Artico risale a 14 anni fa. Anche nel 1997, come nell'inverno di quest'anno, si erano registrate temperature insolitamente basse e il perchè questo sia accaduto è ancora da capire. Un'ipotesi all'esame dei ricercatori è che i due inverni così freddi siano correlati statisticamente al cambiamento climatico globale. I venti molto forti che hanno isolato la massa d'aria fredda sull'Artico sono noti come «vortice polare», l'area di bassa pressione che staziona in modo semi-permanente sul Polo Nord. Così isolata, la massa d'aria fredda non ha potuto mescolarsi con l'aria presente alle latitudini medie ed la sua temperatura si è abbassata progressivamente.
A circa 20 chilometri dalla superficie terrestre, la luce solare più intensa in marzo ha innescato la reazione che scinde i clorofluorocarburi (Cfc) nei loro componenti: il cloro e il bromo. Il cloro si lega quindi all'ozono e lo trasforma in ossigeno biatomico. È così che la concentrazione di ozono si riduce e, con essa, si assottiglia il filtro prezioso che protegge la Terra dagli effetti negativi dei raggi ultravioletti.
Nessun rischio per l'Europa. La perdita record di ozono sull'Artico registrata dal satellite europeo Envisat «non rappresenta alcun pericolo per l'Europa, nè tantomeno per l'Italia», ha detto il direttore per l'Osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Volker Liebig. «Si può godere il sole primaverile senza timore di esporsi a raggi ultravioletti troppo aggressivi», ha aggiunto.
Nel frattempo sono 4 o 5 i satelliti che continuano a sorvegliare costantemente il fenomeno sul Polo Nord. Tra questi c'è ancora Envisat e un altro satellite dell'Esa, Metop. «Sono in grado di compiere osservazioni accurate e in modo costante, registrando i nuovi dati relativi a ozono e raggi ultravioletti, che saranno resi pubblici online, sul sito dell'Esa», ha detto ancora Liebig. In questo momento, ha aggiunto, è attiva soprattutto la collaborazione a livello europeo, ma è chiaro che l'obiettivo è «lavorare tutti insieme».
Le cause. L'ozono è un gas formato da tre atomi di ossigeno, che a livello del terreno è pericoloso per la salute a causa della sua grande capacità ossidante. Proprio questa caratteristica però lo rende indispensabile nella stratosfera, tra i 12 e i 50 chilometri di altezza, dove invece ha la funzione di assorbire in parte i raggi Uv solari. I principali imputati per la perdita dell'ozono atmosferico sono gli idrocarburi alogenati (i cosiddetti Cfc, o clorofluorocarburi), sostanze chimiche usate come refrigeranti dagli anni '30 del secolo scorso. Queste molecole sono praticamente inattive a livello della superficie terrestre, ma in grado di interagire con le molecole di ozono nella stratosfera, dove sono condotte dalla normale circolazione atmosferica e dove si fermano per circa 120 anni. I Cfc sono stati messi al bando nel 1987 dal protocollo di Montreal, entrato in vigore due anni dopo, che ha avuto un effetto immediato nei paesi occidentali, mentre alcune fonti sostengono chein Cina e India siano ancora usati.
Gli effetti sulla salute. Gli effetti di un eventuale buco dell'ozono sono più che altro a lungo termine, e sono legati agli effetti negativi dei raggi Uv, che verrebbero amplificati in caso di diminuzione dello schermo protettivo della stratosfera. Il principale effetto è l'aumento dei tumori della pelle dovuti all'esposizione, che cresce nelle zone più vicine al 'bucò, mentre per gli occhi il pericolo maggiore è la cataratta. Anche il sistema immunitario viene depresso da un'esposizione eccessiva a questi raggi.


FONTE CITATA: WWW.ILMESSAGGERO.IT

lunedì 14 marzo 2011

CALENDARIO F1 2022 UFFICIALE GP SKY

Calendario F1 2022

20 Marzo      Bahrain, Sakhir   	        16:00  
27 Marzo      Arabia Saudita, Jeddah	19:00  
10 Aprile      Australia, Melbourne	        07:00  
24 Aprile      Italia, Imola	                15:00  
08 Maggio    USA, Miami        	        21:30  
22 Maggio    Spagna, Barcellona	        15:00  
29 Maggio    Monaco, Monaco    	        15:00  
12 Giugno    Azerbaijan, Baku  	        13:00  
19 Giugno    Canada, Montreal  	        20:00  
03 Luglio     G. Bretagna, Silverstone	16:00  
10 Luglio     Austria, Spielberg	        15:00  
24 Luglio     Francia, Le Castellet	        15:00  
31 Luglio     Ungheria, Budapest	        15:00  
28 Agosto    Belgio, Spa-Francorchamps        15:00  
04 Settembre  Olanda, Zandvoort 	15:00 
11 Settembre  Italia, Monza     	15:00  
25 Settembre  Russia, Sochi     	13:00  
02 Ottobre      Singapore, Singapore        14:00  
09 Ottobre      Giappone, Suzuka  	07:00 
23 Ottobre      USA, Austin       	21:00  
30 Ottobre      Messico, Messico City      21:00  
13 Novembre Brasile, San Paolo	18:00  
20 Novembre Abu Dhabi, Abu Dhabi	  14:00  



sabato 12 marzo 2011

TRAGEDIA GIAPPONE...MORTE PER NUCLEARE TSUNAMI E TERREMOTO



Giappone, esplosione in centrale nucleare
La tv: allarme radiazioni, restate a casa
In ospedale tre persone contaminate. Il governo: situazione potenzialmente grave. I morti nel sisma potrebbero essere 2.000. A Minamisanriku 9.500 dispersi. No allarme tsunami per maggior parte Pacifico
Dopo il terremoto di magnitudo 8.9 e gli tsunami di ieri, in Giappone è l'ora dell'incubo nucleare. Intanto il bilancio del sisma supera la soglia dei mille morti: dopo che in mattinata si era parlato di almeno 700 vittime e quasi 10mila (secondo l'ultima stima), è stato annunciato il rinvenimento di 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al terremoto.
Ci sono poi 9.500 persone disperse nel porto di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi. il numero dei dispersi rappresenta più della metà della popolazione totale della città. Minamisanriku si trova a circa 466 km a nord di Tokyo. Secondo diversi media la città è stata letteralmente «spazzata via» dalla tsunami.
A Fukushima, dove si trova una delle 55 centrali del paese, un'esplosione ha provocato il crollo della gabbia esterna di un reattore atomico ed è stato rilevato cesio radioattivo nei pressi dell'impianto. Nella centrale sono stati rilevati livelli di radioattività 1000 volte più alti della norma, all’interno della sala di controllo (le radiazioni ricevute in una sola ora da una persona corrispondono cioè al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno). Nell’area esterna si sono registrati, invece, livelli 8 volte superiori alla soglia critica.
L'esplosione potrebbe essere di tipo convenzionale, molto potente, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Alcuni impiegati sono stati feriti: 4 secondo Tepco, il gestore dell'impianto, molti di più secondo altre fonti. La conferma dell'esplosione è venuta dal confronto di due foto pre e post terremoto-tsunami: dalla seconda è del tutto scomparso la grande gabbia più esterna, fatta di cemento. Tutta da chiarire la dinamica degli eventi, perchè, citando fonti del ministero dell’Economia e Industria (Meti), la tv fa risalire l’esplosione alle 16.00 locali (le 8 in Italia). Un esperto di nucleare non ha escluso l’opzione di esplosione intenzionali.
Per raffreddare il reattore della centrale si sta usando acqua di mare, annuncia il portavoce del governo Yukio Edano, secondo il quale il reattore non è danneggiato e il livello di radiazioni non sta salendo. Secondo gli esperti questa procedura è prevista dalle norme di sicurezza delle centrali nucleari, a garanzia del funzionamento del sistema di raffreddamento di emergenza. Il fumo bianco che continua a fuoriuscire dalla centrale è vapore acqueo prodotto in seguito allo spegnimento del circuito primario che raffredda il reattore. In condizioni normali una centrale come quella di Fukushima viene raffreddata ad acqua: circolando attorno al reattore, l'acqua viene vaporizzata e il vapore viene poi fatto condensare. Quando il terremoto provoca lo spegnimento automatico della centrale, come è accaduto ieri, diventa necessario scaricare il vapore in eccesso nell'atmosfera. Secondo gli esperti è possibile che il vapore rilasciato sia debolmente radioattivo. Poichè il rilascio del vapore in eccesso rientra nelle procedure di sicurezza, anche i valori del materiale radioattivo eventualmente presente nel vapore rientra nei «normali rilasci autorizzati negli impianti nucleari». Solo nel caso di danni al reattore (ad esempio la fusione del combustibile) con il fumo può essere rilasciato un livello maggiore di materiale radioattivo. Una possibilità, quest'ultima, esclusa dal portavoce del governo.
La fusione potrebbe essere in atto «nel reattore n1 della centrale nucleare di Fukushima n1». La rilevazione del cesio radioattivo, annunciata dall’Agenzia, è di solito associata con gli elementi del combustibile e rappresenta un segnale di allarme, in quanto potrebbe essere rilasciato, ad esempio, per problemi al nocciolo del reattore. L'Agenzia sulla sicurezza nucleare ha definito comunque «improbabili» gravi danni al reattore.
La situazione alla centrale nucleare Fukushima I è «potenzialmente molto grave», ha detto un portavoce del governo, che ha poi esortato la popolazione a mantenere la calma. Le operazioni di evacuazione entro un raggio di dieci chilometri dalla centrale non erano state ancora completate quando si è verificata un'esplosione nell'impianto che ha provocato il crollo del tetto e dei muri.
Esperti russi considerano certo che a Fukushima sia in corso una fusione incontrollata, ipotesi molto probabile anche per i media giapponesi. La Russia ha ordinato un attento monitoraggio delle radiazioni nel suo estremo oriente.
Tre persone evacuate dalla zona della centrale sono state esposte a radiazioni. Lo riferisce l'agenzia Kyodo nel suo sito in inglese, precisando che le autorità stanno ampliando la zona di esclusione attorno alla centrale. I tre sono stati ricoverati in ospedale.
Dopo l’allarme lanciato per Fukushima N1, (la Fukushima-Daiichi), in seguito al quale il premier ha chiesto l’evacuazione di 45 mila persone, problemi di raffreddamento si sono verificati anche nella Fukushima-Daini, la N.2, comunica la Tokyo Electric Power Company. A non funzionare è in questo caso il sistema di raffreddamento di tre reattori. L’impianto in questione si trova a una distanza di 11 km dal primo. L'area è stata evacuata in un raggio di 20 chilometri e un'evacuazione è stata ordinata anche nei dieci chilometri attorno a Fukushima 2. La tv pubblica ha invitato gli abitanti delle zone limitrofe a non uscire di casa e tappare le finestre. Il governo ha riconosciuto l'esistenza di danni ma non ne ha spiegato l'entità. L'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (l'Aiea), in attesa delle informazioni chieste con urgenza, non ha lanciato alcun allarme.
Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell’impianto di raffreddamento è crollato, conferma il gestore dell’impianto Tepco. L’Agenzia per la sicurezza nucleare ha spiegato che l’esplosione dell’impianto nucleare si è verificato durante le scosse di assestamento. Funzionari dell'agenzia per la sicurezza nucleare hanno spiegato che non si sono verificati gravi danni alla cassa del reattore, il contenitore del nocciolo. Le valutazioni poggiano sugli ultimi dati monitorati sulle radiazioni intorno alla struttura dopo la potente esplosione verificata nel pomeriggio.
La Tv: tappatevi in casa. La televisione pubblica Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare di Fukushima, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità.
Sono almeno una ventina le scosse di magnitudo compresa tra 3 e 7 che sono state registrate nelle ultime dieci ore in Giappone, tra quelle sulla costa di nordest, già devastata ieri, e il nuovo fronte di Niigata-Nagano, sulla parte occidentale, che si è aperto a sorpresa durante la notte. Il terremoto più potente è delle ore 10.46 (le 2.46 in Italia), con una magnitudo di 6.4 ed epicentro individuato di fronte alla prefettura di Fukushima, nelle acque del Pacifico alla profondità di 40 km.
Un disastro «senza precedenti» da superare «tutti insieme». Lo ha detto il premier giapponese Naoto Kan, in conferenza stampa, dopo aver questa mattina fatto un sopralluogo sui luoghi distrutti dallo tsunami. «Il sisma ha causato uno tsunami più grande del previsto».
Cessato allarme tsunami per la maggior parte delle aree che si affacciano sull'Oceano Pacifico, ad eccezione di Alaska, British Columbia e Stato di Washington: lo rende noto l'Agenzia americana per gli Oceani e l'Atmosfera (Noaa), diramando quello che considera il suo ultimo bollettino di aggiornamento sullo tsunami scatenato ieri dal terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone.
Lo tsunami ha attraversato tutto il Pacifico e il peggio è passato, tuttavia il Noaa avverte che nelle prossime ore forti correnti potranno continuare a provocare gravi danni sia alle imbarcazioni sia alle strutture che si trovano lungo le coste. A seconda delle particolari caratteristiche geologiche della costa, inoltre, in molte località potranno continuare a verificarsi variazioni nel livello del mare nelle prossime ore e perfino nei prossimi giorni.
Cresce il bilancio della vittime della violenta scossa di terremoto di magnitudo 8.9, seguita da uno tsunami, in Giappone. Secondo un bilancio aggiornato della polizia sono circa 1400 fra morti e dispersi. Le vittime potrebebro esere però duemile rispetto gli ultimi ritrovamenti. Almeno 613 persone sono morte in diverse regioni del nord e dell’est del Giappone. Fra queste vittime ci sono gli oltre 200 cadaveri trovati sulla spiaggia di Sendai, dopo essere stata investita da uno tsunami con onde altre più di 10 metri. A questi morti bisogna aggiungere 784 persone che al momento risultano disperse, mentre i feriti sono 1.128.
L'esercito giapponese ha annunciato di aver ritrovato 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto che ieri ha colpito il Giappone. Il porto di Rikuzentakata - situato nella prefettura di Iwate, una delle più colpite dallo tsunami di ieri - è stato completamente inondato. Le immagini della distruzione di Rikuzentakata, in cui si vede questa onda gigante che travolge ogni cosa al suo passaggio, hanno subito fatto il giro del mondo.
Oltre 215.000 persone sono state fatte evacuare verso aree protette nel nord e nell’est del Giappone. Lo ha annunciato oggi la polizia.
Sani e salvi i passeggeri della nave scomparsa. A bordo c’erano 81 persone che, secondo l’agenzia di stampa Jiji, sono state soccorse dagli elicotteri dell’esercito e della guardia costiera. La nave si trovava al largo della prefettura di Miyagi al passaggio dell’onda anomala. Appartiene a una impresa di costruzione navale del porto di Ishionomaki.
Molti giapponesi nelle aree a rischio tsunami hanno trascorso la notte all'addiaccio sui tetti più alti di scuole, ospedali ed edifici pubblici.
Il governo ha intanto mobilitato 50mila soldati che si aggiungono agli operatori civili dei soccorsi. Circa 900 soldati e 250 veicoli vengono trasportati nelle aree colpite grazie alle navi delle forze militari americane di stanza in Giappone. Il Giappone ha impegnato 190 aerei e 25 vascelli nelle operazioni di soccorso, rese più difficiili anche dalla minaccia di nuovi tsunami in seguito alle scosse di assestamento. Intanto si cominciano a contare i danni delle case distrutte.
A Rikuzen Takata, una cittadina costiera di 25mila abitanti che risulta fra le più colpite, sono state distrutte almeno 5mila degli 8mila case dell'abitato.
A Minami Soma, nella prefettura di Fukushima, le case distrutte sono 1800. Oltre 210mila persone sono state alloggiate nei centri di emergenza nel Giappone settentrionale e orientale, ma migliaia di altre sono rimaste senza tetto nella gelida temperatura invernale.

FONTE: WWW.IL MESSAGGERO.IT


E QUESTA E' UNA TRAGEDIA NUCLEARE...MA SE ACCADESSE DA NOI ORA CHE IL GOVERNO VUOLE IL NUCLEARE?...RIFLETTIAMO!...CON IL REFERENDUM SI PUO FERMARE QUESTA PAZZIA!...

venerdì 21 gennaio 2011

L'INQUINAMENTO CI UCCIDERA' PIANO PIANO

HO VISTO SU CURRENT UN SERVIZIO AGGHIACCIANTE DI COME IN ALCUNE ZONE DELLA TERRA SI STIANO VERIFICANDO INGENTI DANNI DA INQUINAMENTO...ORA VI PROPONGO UN VIDEO DA YOUTUBE

martedì 4 gennaio 2011

Esiste un'altra Terra nell'Universo

NEW YORK (1° ottobre) - «Lassù potrebbe esserci qualcuno». Magari non nella forma di un essere umano, magari neanche nella forma di qualche animale terrestre. Ma a venti anni luce dal nostro pianeta, c’è un altro pianeta che ha «il cento per cento delle possibilità di aver sviluppato la vita». E questo corpo celeste che sta causando un’eccezionale ondata di entusiasmo nel mondo scientifico ha un nome molto poco romantico: Gliese 581, dal nome della stella intorno alla quale ruota, Gliese.
Lo hanno scoperto due astronomi specializzati nella ricerca di pianeti, Steve Vogt dell’Università di California a Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington. I due ricercatori hanno avuto il supporto di una squadra di astronomi svizzeri, che li hanno aiutato nei loro calcoli. E sono calcoli complicatissimi, che si basano in gran parte sui lievissimi spostamenti delle stelle che provano l’esistenza di una forza gravitazionale esercitata dai pianeti.
Gliese 581 è - in termini astronomici - nel cortile di casa nostra. Si trova nella costellazione della Bilancia. Il suo sole è uno dei 100 miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, e dista da noi ”appena” venti anni luce, cioè quasi 200 mila miliardi di chilometri, vale a dire un milione e duecentomila volte la distanza che c’è fra la Terra e il Sole. Eppure, gli strumenti di cui oggi la scienza astronomica può avvalersi ci informano che questo pianeta con una massa corporea tre volte il nostro si trova a quella distanza dalla sua stella in cui l’acqua sulla sua superficie non congela e non bolle. Cioè: Gliese 581g orbita intorno al suo sole abbastanza vicino perché l’acqua non diventi ghiaccio, ma non tanto che il calore eccessivo la faccia evaporare. Insomma, una distanza simile a quella che divide noi dal nostro Sole. E l’acqua è l’elemento di base di ogni forma di vita.
A differenza della Terra tuttavia, questo nostro gemellone resta immobile sul proprio asse, quindi mostra alla sua stella sempre la stessa faccia. E questo significa che una metà di Gliese 581 è gelida ed è sempre buia, mentre l’altra ha sempre luce ed è tiepida: «Direi che ci deve essere un clima che ci permetterebbe di circolare in maniche di camicia» ha detto il professor Vogt.
L’entusiasmo per Gliese 581 è più che comprensibile. Dal 1995, quando fu confermata l’esistenza di altri pianeti oltre a quelli del nostro sistema solare, non si è mai trovato un corpo celeste che potesse essere ospitale per lo sviluppo della vita. In questi 15 anni sono stati identificati con certezza circa 200 pianeti. Ma in genere si tratta di palle di roccia gelida o giganti gassosi. Anche la stella Gliese ha altri pianeti in orbita, anch’essi inospitali come i nostri compagni del sistema solare. Quelli più vicini alla stella sono troppo caldi, e quelli più distanti sono palle di ghiaccio. E poi c’è 581, il pianeta «probabilmente abitato da qualche forma di vita».

mercoledì 28 luglio 2010

LA STRAGE DEI DELFINI IN DANIMARCA NELLE ISOLE FAR OER





Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi come un sussurro, come se la notizia dovesse passare sotto silenzio.
Parliamo dei globicefali (specie Globicephala melas) o come meglio sono conosciuti le balene pilota (chiamati così perchè più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti in lingua spagnola come calderones.
Sono delle creature molto pacifiche che amano vivere in branchi composti per lo più da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni.
Hanno un carattere molto mansueto, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde (infatti l'unica zona del mondo dove non si localizzano sono le acque del polo.
(Se desideri conoscerli meglio leggi l'articolo di biologia marina ad essi dedicato)
Prima di raccontare che cosa succede vi voglio mostrare alcune immagini perchè più di ogni parola spiegano di cosa vi voglio parlare.
Vi parlo di una vera e propria strage che da tanti anni viene compiuta nelle isole danesi Feroe (o Faroe) a spese dei globicefali.
Le isole Feroe (che in lingua danese è scritto Fær Øer Islands) sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia che dal 1948 sono una regione autonoma del Regno di Danimarca (come la Groenlandia) con ampia autonomia per tutte le questioni politiche interne e non fanno parte dell’Unione europea con la quale hanno solo degli accordi commerciali bilaterali.
La stima ufficiale delle catture dichiarata dai faeroesi è di circa mille delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000 all’anno. Se consideriamo che queste pacifiche creature vivono mediamente 50 anni e le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni con periodi di gestazione molto lunghi (15 mesi), una uccisione così massiccia, se sommata alle altre che avvengono nel resto del mondo, soprattutto in Giappone, deve destare seria preoccupazione per la conservazione di questa specie.
Le motivazioni ufficiali che spingono questo popolo a compiere queste mattanze le possiamo leggere dal sito delle Isole Faroe: l’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo (considerato un alimento essenziale per la loro dieta), pelle per realizzare corde, grasso per ricavare olio come combustibile, stomaci come galleggianti e così via. Ora, sempre dallo stesso sito si legge che l’economia è retta da una fiorente industria della pesca, che produce prodotti ittici di alta qualità per l’esportazione, si allevano le pecore che forniscono fino al 60% di tutti i prodotti a base di carne, si cacciano gli uccelli marini, si allevano i bovini da latte che soddisfano tutte le esigenze interne di latte, così come la coltivazione delle patate. Insomma da quel che si legge non si comprende, come mai ci sia questo bisogno di caccia per sussistenza delle balene pilota.
Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita e che occorre molta fantasia per immaginare che per illuminare le loro case usino le lampade alimentate con olio di balena! Tra l’altro non si spiega come mai, pur essendo scientificamente appurato che la carne dei globicephala melas contenga alti livelli di mercurio, estremamente dannosi per la salute umana, si continui questa caccia. Infatti, sempre nello stesso sito si legge “questo fatto è fonte di preoccupazione ma non è un motivo per smettere la caccia perché i rischi alla salute devono essere controbilanciati dal fatto che la carne di balena è ricca di grassi polinsaturi, è magra e ricca di proteine”.
Allora quale è il vero motivo? Forse una caccia che ormai è diventata uno sport?
Ma come avviene questa caccia?
I calderones, animali pacifici, molto curiosi e che si muovono in branchi, durante le loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo. Come vengono avvistate viene dato l’allarme e tutta la popolazione si mette in moto per iniziare la caccia (i datari di lavoro danno dei permessi per partecipare ed anche una diaria). In pratica le balene vengono circondate a semicerchio dalle barche e convogliate verso piccole baie prestabilite che si trovano a ridosso delle città, verso l’acqua bassa, dove le attendono i loro massacratori.
Secondo le fonti ufficiali, verrebbe fatto un taglio netto nel collo per recidere il midollo spinale e le arterie per cui l’animale rimarrebbe paralizzato e perderebbe coscienza in 5-10”. Secondo le testimonianze delle persone che hanno assistito a questa mattanza, i video e le foto che si trovano in rete, le cose non si svolgono esattamente in questa maniera: le balene, per essere portate verso l'acqua bassa verrebbero uncinate per la coda, trascinate a riva e quindi uccise barbaramente a coltellate mentre si dibattono e gridano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue.
Gli stranieri non possono assistere a questa caccia, per cui mi domando: se realmente le cose sono così "umane" come viene descritto dai feroesi perché è vietato assistervi?
Una grossa denuncia su questa situazione viene fatta dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, a suo tempo, cofondatore di Greenpeace, da sempre in primo piano per cercare di fermare queste atrocità che intitola l'articolo "Vi è qualcosa di molto marcio in Danimarca" di cui riportiamo alcuni passaggi tradotti dall'inglese:
"L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Feroe, in lingua danese Isole Fær Øer, è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (...)"
Anche se non ci sono prove che sono in via di estinzione in quanto la stessa Red List 2008 dell’IUNC la classifica tra le specie delle quali non ci sono notizie (a questo indirizzo potete trovare la scheda), per cui non è possibile fare una stima della loro popolazione, è indubbio che il loro principale alimento, i calamari, sono in costante diminuzione con le conseguenze che questo comporta sulla popolazione di questa specie oltre il fatto che sono seriamente minacciate dall’inquinamento ambientale.
Ora la domanda che sorge spontanea è: dato che queste isole pur appartenendo alla Danimarca, non fanno parte dell''Unione Europea, esiste una possibilità di intervento che possa mettere la parola fine a questa strage?
Ad una domanda posta alla Commissione europea su questo problema, Stavros Dimas, il Commissario UE per l'ambiente risponde che l'Unione Europea vieta la caccia di tutte le specie di cetacei (balene, delfini e focene) in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche nota come la Convenzione di Berna in base alla quale è anche vietato vendere o scambiare cetacei e l'introduzione a fini prevalentemente commerciali ai sensi del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. Questa legislazione però non si applica alle balene pilota che vengono cacciate nelle isole Faroe in quanto non fanno parte dell'Unione Europea. E' altresì vero che la Danimarca ha firmato la convenzione di Berna ma dichiarando che tale accordo non si applica alla Groenlandia ed alle isole Faroe. Pertanto l'Unione Europea non può intervenire legalmente nei confronti di questi paesi. Stesso discorso per la IWC (International Whaling Commission) infatti pur tutelando le balene a livello internazionale, le balene pilota, facendo parte della categoria "piccoli cetacei" non sono di loro pertinenza.
Nella riunione del 5 giugno 2008 la Commissione Europa rafforza quanto detto sopra: "La caccia alla balena non è autorizzata nelle acque dell’Unione europea. Nel quadro del diritto ambientale comunitario, tutte le specie di balena sono protette nelle acque dell’UE. Tuttavia, l’UE non si oppone alla caccia alla balena praticata dalle popolazioni autoctone a fini di sussistenza – secondo quanto previsto dalla Convenzione IWC - a condizione che tale attività rispetti limiti di cattura stabiliti sulla base di pareri scientifici. (…) La Commissione condanna invece la caccia alla balena dissimulata sotto forma di ricerca scientifica, quale viene praticata in Giappone."
Ora il fatto che questo arcipelago non aderisca all’UE significa che è vincolato in tal senso per cui la stessa Unione Europea non può essere una voce autorevole, considerando anche che il governo danese, non entra in merito all’argomento.
Ma allora se nè a livello comunitario, nè a livello internazione non è possibile alcun controllo sull’uccisione delle balene pilota nelle isole Feroe, che cosa si può fare per porre fine a queste stragi?
Se non si acquista una coscienza culturale ma si continua a pensare che l’essere umano, in quanto specie dominante, abbia dei diritti incondizionati su ciò che è diverso dalla sua natura e possa disporne a suo piacimento; se continueranno a prevalere gli interessi economici; se non cesserà il piacere fine a se stesso di una caccia fatta per puro sport e divertimento, non si riuscirà mai a risolvere il problema.
Il mondo civile con le persone di buona volontà sta lavora intensamente per cercare di trovare una soluzione. Ma la strada è lunga e difficile. La stessa riunione dell’IWC che si è tenuta a Santiago del Cile a giugno del 2008, non ha sortito risultati concreti sul problema della caccia alle balene: saranno ancora oggetto della caccia per scopi scientifici e la caccia aborigena a fini di sussistenza.
Le Nazioni Unite, il 25 settembre 2008 nella loro relazione annuale sui progressi realizzati per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio, hanno incluso di "ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità entro il 2010". I progressi saranno monitorati misurando la percentuale di specie minacciate di estinzione (calcolata con la Lista Rossa IUCN) che tra le altre specie include anche il Globicephala melas.
La cosa che sconcerta di più è che oggi sta subentrando una nuova motivazione per queste cacce: le balene, come i delfini mangiano troppo pesce e quindi stanno impoverendo i mari e per questo motivo devono essere cacciate! Tesi sostenuta soprattutto dal Giappone, dalla Norvegia e dall’Islanda (i più grandi cacciatori di balene del mondo).
Purtroppo conosciamo la ferocia dei giapponesi e le stragi da loro effettuate al largo di Taiji in Giappone: tutti gli anni cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici. A tal proposito segnalo le interessanti domande/risposte dell'Institute of Cetacean Research giapponese che sono molto "illuminanti" riguardo le motivazioni che spinge questo popolo a queste uccisioni di massa.
Le associazioni ambientaliste, a livello mondiale, si battono, ognuna a modo loro, per fermare questi massacri a tutti i livelli ed in tutti i paesi del mondo. Molti progetti mirano alla creazione di riserve marine e a rafforzare quanto sancito dall’IWC sulla caccia commerciale. Purtroppo non ci sono fondi sufficienti per sostenere tutte le campagne che dovrebbe essere portate avanti. Per cui è “la voce del popolo” che deve farsi sentire, assumere una maggiore coscienza in merito all’argomento, smettere di mangiare carne di balena, fare pressioni sui governi perché adottino delle politiche conservative.
Qualche tempo fa, spinta dalla curiosità, ho iniziato a fare una ricerca per capire chi e che cosa si occupasse di questo problema, così ho iniziato a cercare nella rete per vedere quante associazioni, enti, commissioni, sottocommissioni, organismi di controllo, società, ecc. ecc. (e consentitemi ’“ecc. ecc.” che in questo caso è doveroso) che alla fine ho dovuto rinunciare perché la situazione è talmente vasta ed ingarbugliata che non si riesce a trovare un filo conduttore: è un universo. Ora, sono fermamente convinta che ognuna a modo suo sia importante e dia il suo piccolo/grande contributo ma forse se esistessero un po’ meno organismi e quei soldi venissero spesi per fare più studi approfonditi, per creare delle riserve naturali, per portare avanti delle campagne di sensibilizzazione, forse qualche risultato in più oggi si potrebbe ottenere.
A questo punto ritorna la domanda iniziale: perchè pur essendo le stragi delle isole Feroe perpetrate da anni se ne sente parlare solo ogni tanto, sottovoce, come se la cosa dovesse passare sotto silenzio?
Credo che fra le tante questioni ambientali che angosciano il nostro paese, e più in generale il mondo, questa di fatto sia considerata una goccia infinitesimale e quindi come tale venga considerata, vale a dire in modo totalmente irrilevante.
Questo fatto non lo considero una giustificazione perché nell’era della globalizzazione, della dichiarazione del millennio (la dichiarazione più importante a livello mondiale che sia mai stata realizzata) proclamata dalla Nazioni Unite ed alla quale hanno aderito 189 paesi (su 191) tra cui la Danimarca ed anche l’Italia dove si parla, tra l’altro, di conservazione della specie, delle biodiversità, della tutela del mare e degli oceani, anche questa piccola goccia deve avere una sua voce.
Vi segnalo questo indirizzo di Youtube, che mostra questo massacro e che data la crudeltà delle immagini non me la sento di metterlo online nel sito in quanto è letto anche da bambini.
In questo articolo c'è molto sangue e non lo voglio concludere così ma con questa immagine e questa canzone di Roberto Carlos "El progreso" (Il progresso), perchè siano una speranza: che l'uomo diventi finalmente un essere umano.

emergenza_uomo@elicriso.it


Dott.ssa Maria Giovanna Davoli


http://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/strage_delfini_danimarca/

sabato 3 aprile 2010

ADDIO E GRAZIE MAURIZIO MOSCA


(AGI) - Milano, 3 apr. - Maurizio Mosca era figlio dell'umorista e giornalista Giovanni Mosca, e fratello dello scrittore Paolo Mosca. Nato a Roma il 24 giugno 1940, aveva iniziato la carriera nel quotidiano 'La Notte' di Milano, passando poi alla Gazzetta dello Sport, dove e' rimasto per vent'anni, diventando caporedattore e anche direttore ad interim per due anni. Era appassionato soprattutto di pugilato, di cui ha seguito gli incontri di cartello, Il successo e la popolarita' vengono pero' dal calcio e dalle sue apparizioni televisive, cominciate nel 1979 su emittenti locali e nazionali. Mosca diventa celebre con 'L'appello del martedi'', una sorta di contraltare del 'Processo del lunedi'' di Aldo Biscardi, in cui appariva con tanto di toga da giudice, poi partecipa a 'Calciomania', 'Zitti e Mosca', 'Controcampo' e 'Guida al campionato', dove interpreta con ironia e umorismo il ruolo dell'opinionista e dell'esperto di mercato. Famose le 'bombe di Mosca', colpi a volte improbabili del calciomercato destinati a far sognare i tifosi, ma anche il 'Pendolino' con cui azzardava pronostici sui match di campionato.







martedì 2 marzo 2010

LA TERRA CAMBIA IN NEGATIVO SEMPRE DI PIU'

L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.

Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre
La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo
L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri


(Nasa)
MILANO - Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.

GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.

ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spotato di ben 12 centimetri.

DIFFERENZA - Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell'asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell'Indonesia avvenne quasi all'equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all'equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l'angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l'Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali asiatiche sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell'asse.

EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».

Paolo Virtuani

FONTE ARTICOLO: CORRIERE DELLA SERA

mercoledì 27 gennaio 2010

GIORNO DELLA MEMORIA


La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.(vidia)
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi, Chełmno, e Bełżec, ma questi campi detti più comunemente di "annientamento" erano vere e proprie fabbriche di morte dove i prigionieri e i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi "sonderkommando".
Tuttavia l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con se in una "marcia della morte" tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento del lager (anche se è doveroso dire che due dei forni crematori situati in Birkenau I e II furono distrutti nell'autunno del 1944).
In Italia sono ufficialmente più di 400 le persone insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto.
Il Giorno della Memoria. E' una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

FONTE WIKIPEDIA

venerdì 30 ottobre 2009

HALLOWEEN E LA PERDITA IN ITALIA DEL SUO SIGNIFICATO



HALLOWEEN E' UNA FESTA DI ORIGINE PRE-CRISTIANA ORA TIPICAMENTE STATUNITENSE E CANADESE E LE SUE ORGINI RISALGONO ALLE POPOLAZIONI TRIBALI CHE DIVIDEVANO L'ANNO IN DUE PARTI IN BASE ALLA TRANSUMANZA DEL BESTIAME, NEL PERIODO FRA OTTOBRE E NOVEMBRE PREPARAVANO LA TERRA E IL BESTIAME AL FREDDO INVERNO E IN EUROPA SI DIFFUSE COI CELTI CHE FESTEGGIAVANO LA FINE DELL'ESTATE (SAMHAIN - FINE ESTATE).
QUELLO ERA IL PERIODO CHE NON AVEVA UNA POSIZIONE TEMPORALE BEN DEFINITA E COME UN CAPODANNO NON APPARTENEVA NE' ALL'ANNO VECCHIO NE' AL NUOVO E SI ASSOTTIGLIAVA IL VELO DI DISTANZA TRA I VIVI E I MORTI.
I CELTI NON TEMEVANO I LORO MORTI ANZI LI ACCOGLIEVANO IN CASA BEN VOLENTIERI E DA QUI "DOLCETTO O SCHERZETTO?".
NON CREDEVANO NEI DEMONI MA NELLE FATE E NEGLI ELFI, TEMUTI ENTRAMBE POICHE' I PRIMI RISENTITI NEI CONFRONTI DEGLI UMANI E I SECONDI TROPPO DIVERSI DAL GENERE UMANO;QUINDI SOLO LORO POTEVANO FARE SCHERZI AGLI UMANI ANCHE PERICOLOSI E DA LI' LE STORIE TERRIFICANTI.
PER QUANTO RIGUARDA PERO' LE ORIGINI CRISTIANE VERE DEL NOSTRO PAESE IN REALTA' QUESTA FU ISTITUITA DA PAPA BONIFACIO IV PER COMMEMORARE TUTTI I CRISTIANI UCCISI IN NOME DELLA FEDE E IN LINGUA INGLESE HALLOWMAS SIGNIFICA "COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI".
PER QUANTO RIGUARDA LA ZUCCA "JACK O' LANTERN" QUESTA RIGUARDA LA CREDENZA NEI DEFUNTI CHE VAGANO CON IL FUOCO IN MANO CHE CERCANO DI PORTAR VIA I VIVI E QUINDI UN USO REPELLENTE NEI LORO CONFRONTI.
INOLTRE FA RIFERIMENTO ALLE STREGHE BRUCIATE AL ROGO CHE VAGAVANO IN VENDETTA.
LE ORIGINI DELLA ZUCCA SEMBRANO PROVENIRE DALLE USANZE ANTICHE DEL NOSTRO PAESE NELLO SVUOTARE APPUNTO LA ZUCCA STESSA O DI UN CERTO JACK CHE VAGAVA MALVAGIAMENTE CON UNA LANTERNA A FORMA DI ZUCCA

lunedì 24 agosto 2009

RIVOGLIO "MAI DIRE TV" DELLA GIALAPPA

 UN VIDEO PER RICORDARE QUEL BELLISSIMO PROGRAMMA DELLA GIALAPPA CHE ANDAVA IN ONDA NEGLI ANNI 90 IN TV E CHE TRAMITE LA PARABOLA MOSTRAVANO I VARI CANALI MONDIALI COMMENTANDO IN MANIERA GENIALE TUTTO! GIALAPPA RIFATELO VI PREGO!
W GIANNI DRUDI...

mercoledì 12 agosto 2009

NOTIZIA CURIOSISSIMA DALL'ANSA: SMS AGLI ALIENI



L'OPPORTUNITà OFFERTA DAL GOVERNO
Dall'Australia gli sms agli alieni
Messaggini verso i possibili abitatori del pianeta Gliese 581d, lontano 20 anni luce. Le eventuali risposte nel 2049


Pianeta Gliese 581d, scoperto nel 2007, l'unico conosciuto in una 'zona abitabile', di clima non troppo caldo, né troppo freddo (Ansa)
MILANO - Se vi sono alieni intelligenti nel remoto pianeta Gliese 581d, dove secondo gli astronomi il clima e la presenza di acqua allo stato liquido potrebbero essere propizi alla vita, stanno per essere bombardati con sms di saluto lanciati dalla Terra. Il governo australiano offre la possibilità fino al 24 agosto di mandare messaggini al pianeta extrasolare lontano 20 anni luce e scoperto nel 2007, l'unico in orbita in una 'zona abitabile' dal clima non troppo caldo nè troppo freddo.
Sarà la stazione di tracking spaziale della Nasa a Tidbinbilla presso Canberra a inviare tra le stelle quelli che un portavoce ha definito «come messaggi in una bottiglia» per celebrare la Settimana nazionale della scienza che inizia sabato. Nell'annunciare la rara opportunità il ministro per la scienza Kim Carr ha rivelato il messaggio cosmico che lui ha mandato per primo: «Saluti dall'Australia nel pianeta che noi chiamiamo Terra. Questi messaggi esprimono i nostri sogni per il futuro, che vogliamo condividere con voi». Per inviare un messaggio interstellare, massimo 160 caratteri, bisogna visitare il sito Hellofromearth.net, ma non bisogna avere fretta di ricevere una risposta. Viaggiando alla velocità della luce, i messaggi non raggiungeranno il pianeta fino al 2029 e le risposte, se verranno, non sono attese prima del 2049.
«Questo è il primo tentativo di stabilire un contatto con il pianeta Gliese 581d», ha detto il portavoce del sito web, Wilson Da Silva. Il pianeta orbita così vicino alla sua stella che i suoi anni durano appena 66,8 dei nostri giorni. Ma la stella è una 'nana rossa' molto meno calda del nostro Sole, e secondo gli astronomi il pianeta è fresco abbastanza da contenere abbondante acqua allo stato liquido per sostenere la vita. Il prof. Stephane Udry, dell'osservatorio di Ginevra, ha scritto che Gliese 581d è troppo grande per essere composto solo di roccia. Potrebbe essere anche coperto da un oceano profondo, il che lo renderebbe «il primo serio candidato alla definizione di globo terracqueo», oltre alla Terra. La reazione dei terrestri all'invito del ministro australiano non è tardata, e più di 1000 messaggi sono stati mandati al sito nelle prime ore dopo l'annuncio, oltre che dall'Australia, dagli Usa e dal Canada. Vanno dagli avvertimenti agli extraterrestri ('La vostra mailbox sarà soffocata dallo spam fra 20 anni') ai messaggi idealisti ('Nell'interesse della conoscenza e curiosità umane ci appelliamo al vostro spirito umanitario. Potete aiutarci ad abolire tutte le guerre e il crimine?'), a quelli pessimisti ('Quando riceverete questo messaggio, l'umanità sara già perita. Ma nel caso che sopravviviamo, ricordate che siamo amici'). C'è poi chi vuole sapere che tempo fa lassù, e chi chiede semplicemente: per favore chiamate quando ricevete questo messaggio.

STUPENDO MA TANTO GLI UMANI RIUSCIRANNO A ROVINARE ANCHE QUESTO MONDO...

ARTICOLO CORRIERE.IT

mercoledì 5 novembre 2008

SONETTO DI BICE PIACENTINI RINALDI



SAMMENEDETTE

Lu mònne 'ntire pù pure ggerà,
lu mònne 'ntire còmma sta piantate,
e quanne scìllu tutte reggerate,
revì jècche e tte sinte ricrià.

Quiste jè 'nu paèse 'ffatturate;
se lu scì viste 'n te lu pù scurdà
e lu frastìre che cce ha capetate
ce revè, preste u tarde, 'n ce penzà!

J'àtre pajìce ce pò pure dì!
Appitt'a nnuje, ccuse 'nn' arevènte:
jècche ji murte ji fa rebbevì!

Sammenedètte, care bbille mì,
lu mare, tùne jè lu ppiù lucènte,
lu cìle tùne jè lu ppiù ttrecchì!

lunedì 3 novembre 2008

UN OMAGGIO AD ANDREA PAZIENZA



UN OMAGGIO A QUESTO ARTISTA NATO A S.BENEDETTO DEL TRONTO DOVE C'E' ANCHE UNA PIAZZA INTITOLATA A LUI.
VI CONSIGLIO DI VEDERE IL FILM "PAZ!" AMBIENTATO A BOLOGNA PRESSO L'UNIVERSITA' DEL DAMS DURANTE GLI ANNI DELLA LOTTA STUDENTESCA. BELLISSIMO FILM ITALIANO D'AUTORE!

martedì 23 settembre 2008

N-NITROSAMINA CANCEROGENA?

Uno studio condotto in Germania è giunto alla conclusione che la maggior parte dei preservativi contiene una sostanza chimica potenzialmente cancerogena e il controllo di qualità dei prodotti dovrebbe essere cambiato.
A sostenere la tesi della pericolosità dei preservativi è l’Istituto di Ricerca Chimica e Veterinaria di Stoccarda.
Il prodotto chimico incriminato è la N-Nitrosamina, presente in 29 tipi di preservativi sui 32 testati in condizioni simulate.
Secondo i ricercatori tedeschi, la N-Nitrosamina è una delle sostanze più cancerogene, e per questo occorre che i produttori si impegnino nell’affrontare il problema.
L'agente cancerogeno sarebbe presente in una sostanza usata per migliorare l'elasticità del profilattico. Quando la sostanza entra in contatto con i fluidi corporei, può liberare tracce di N-Nitrosamina.
I responsabili della sanità tedeschi, probabilmente anche per non creare allarmismi, hanno precisato che la notizia non deve indurre i consumatori a smettere di usare i preservativi perché la N-Nitrosamina non presenta un pericolo immediato per la salute.
L'istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi sanitari ha però fatto sapere che l'uso quotidiano di preservativi espone a livelli di N-Nitrosamina fino a tre volte superiori rispetto a quelli naturalmente presenti negli alimenti.
Comunque anche il tabacco e quindi le sigarette producono la sostanza cancerogena...a quanto sembra è una delle sostanze più cancerogene,,,però perchè tutto tace?Certamente non si può eliminare la contraccezione e quindi bisogna trovare una soluzione.Il tabacco magari si può eliminare...Fatevi sentire!

mercoledì 3 settembre 2008

INDOVINELLO EINSTEIN




In una strada vi sono 5 case dipinte in 5 colori differenti. In ogni casa vive una persona di differente nazionalità. Ognuno dei padroni di casa beve una differente bevanda, fuma una differente marca di sigarette e tiene un animaletto differente. A chi appartengono i pesciolini?



INDIZI:
1. L'inglese vive in una casa rossa.

2. Lo svedese ha un cane.

3. Il danese beve tè.

4. La casa verde è alla sinistra della casa bianca.

5. Il padrone della casa verde beve caffè.

6. La persona che fuma Pall Mall ha gli uccellini.

7. Il padrone della casa gialla fuma Dunhill.

8. L'uomo che vive nella casa centrale beve latte.

9. Il norvegese vive nella prima casa.

10. L'uomo che fuma Blend vive vicino a quello che ha i gatti.

11. L'uomo che ha i cavalli vive vicino all'uomo che fuma le Dunhill.

12. L'uomo che fuma le Blue Master beve birra.

13. Il tedesco fuma le Prince.

14. Il norvegese vive vicino alla casa blu.

15. L'uomo che fuma le Blend ha un vicino che beve acqua.


VI PREMETTO CHE SOLO IL 2% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE HA RISOLTO L'ENIGMA!