MARE ADRIATICO

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

MARE ADRIATICO

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ITALY

giovedì 1 marzo 2012

GRANDE LUCIO DALLA PICCOLO GRANDE UOMO





Lucio Dalla (Bologna, 4 marzo 1943 – Montreux, 1º marzo 2012) è stato un cantautore, attore e regista italiano.
Sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica. Musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, suona da clarinettista e sassofonista, e talvolta da tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi, dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della melodia italiana.
Bolognese, suo padre fu direttore in città del club di tiro a volo (sarà citato in "Come è profondo il mare": "Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani..."), sua madre, Iole Melotti (ritratta nella copertina dell'album "Cambio"), fu sarta casalinga, mentre suo zio Ariodante Dalla, fu noto cantante melodico popolare negli anni quaranta e cinquanta.
Nel 1950, a sette anni, Dalla rimase orfano di padre, che morì stroncato da un tumore, e la madre decise di istruirlo presso il Collegio Vescovile "Pio X" di Treviso, dove trascorse le scuole elementari e dove iniziò ad esibirsi nelle recite scolastiche; imparò quindi a suonare la fisarmonica. Tornato adolescente a Bologna, si appassionò al jazz: la madre, per il suo tredicesimo compleanno, gli regalò un clarinetto, che il giovane Lucio imparò in fretta a suonare, esibendosi in alcuni gruppi dilettantistici della città e mettendosi subito in evidenza. In questo periodo conobbe Gianfranco Baldazzi, che diventerà in seguito suo fido collaboratore. La madre, di origini pugliesi, ogni anno era solita andare in vacanza a Manfredonia: da qui nacque l'amore di Dalla per il mare, San Cataldo e Lido Mancarella; per pagare dei lavori di sartoria, alcuni clienti residenti nelle Tremiti le diedero una casa nell'arcipelago:così Dalla cominciò a trascorrervi tutte le estati, fino ad aprire in loco uno studio di registrazione nell'età matura. Il percorso scolastico non fu lineare: iniziò ragioneria, passando poi al liceo classico e infine al liceo linguistico.
Fece parte, come clarinettista, di un gruppo jazz bolognese, la Rheno Dixieland Band, di cui fece parte anche il regista Pupi Avati, il quale, sentendosi "chiuso" dal talento di Dalla, abbandonò presto trovando la via del cinema.
Nel 1960 partecipò con la Rheno al Primo festival europeo del Jazz, ad Antibes, in Francia. La formazione bolognese si classificò al primo posto tra le "bande tradizionali". Si fece così notare da un'orchestra di professionisti romani, la "Second Roman New Orleans Jazz Band", composta da Maurizio Majorana, Mario Cantini, Peppino De Luca, Roberto Podio e Piero Saraceni; con loro ebbe, nel 1961, la prima esperienza in sala d'incisione, suonando il clarino nel brano strumentale Telstar, cover di un successo internazionale, pubblicato dalla RCA su 45 giri, che fu la sua casa discografica per la prima parte della sua carriera. Alla fine del 1962 entrò invece nei Flippers collaborando quindi ad alcune incisioni di Edoardo Vianello, che i Flippers accompagnarono anche nelle serate. Si tratta dei tempi dei primi giochi da bar a gettone.
Come raccontò lo stesso Dalla a "Torinosette" (settimanale de "La Stampa"), proprio con i Flippers firmò il suo primo contratto, sempre nel 1962, poco prima di iniziare la collaborazione con Vianello, impegnandosi per alcune serate nella sala "Le Roi Lutrario" di Torino, dove ebbe dispute con i padroni del locale che non approvarono la sua abitudine di esibirsi scalzo. Torino tornerà in numerose sue canzoni degli esordi scritte con Roversi.
Gino Paoli e Lucio Dalla durante il Cantagiro del 1964.Durante queste serate, prese a esibirsi negli estemporanei gorgheggi in stile scat, che divenne poi una sua caratteristica vocale: una delle sue prime incisioni scat fu inserita in un album dei Flippers, intitolato "At Full Tilt", nella canzone Hey you.
Coltivando lo studio dello stile di James Brown, con un uso della voce volutamente disarmonico e aspro e la tendenza jazzistica di decorare le linee melodiche con impreviste variazioni ai limiti delle più diffuse logiche musicali, Dalla iniziò a imporre un proprio marchio di fabbrica.
Durante il Cantagiro del 1963 Gino Paoli lo persuase a tentare la carriera da solista, come racconta Massimo Catalano: «Lucio suonava con me nel complesso dei "Flippers", partecipammo nel 1963 al Cantagiro con un brano intitolato I Watussi, insieme a Edoardo Vianello. A quella manifestazione partecipava anche Gino Paoli, che ci rubò letteralmente Lucio, facendolo diventare un cantante del suo clan. Noi ci incavolammo molto con Gino».
La carriera da solista Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967; Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere.Nel 1964, a 21 anni, incise il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per me) e Ma questa sera (quest'ultima, cover di Hey little girl di Curtis Mayfield), pubblicato dalla ARC, casa discografica distribuita dalla RCA Italiana, per cui usciranno i successivi 45 giri di Dalla, nonché il suo primo LP.
Il suo esordio al Cantagiro 1964, in cui presenta proprio Lei, scritta da Paoli, fu deludente, e sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate alimentari: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».
Lucio Dalla con gli Idoli nel 1972; Emanuele Ardemagni al basso, Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere.Formò quindi un proprio gruppo di accompagnamento con musicisti bolognesi, "Gli Idoli", con i quali incise il suo primo album, intitolato 1999, pubblicato nel 1966. L'album fu "trainato" da Quand'ero soldato e Paff....bum!, presentata qualche mese prima al festival di Sanremo del 1966 abbinato con gli Yardbirds. Sempre nel 1966 Dalla e gli Idoli registrarono un 45 giri con lo pseudonimo "The Group": contenente due standard jazz, See saw e Cool jerk, riscuotendo un discreto successo, nonostante la mancanza di promozione.
A Sanremo fece ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere, abbinato con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 fu anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo disco, Mondo di uomini, e con cui aveva stretto amicizia.(«Con Tenco avevo avuto rapporti di amicizia e di collaborazione. Andammo a Sanremo insieme, prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse...non dormii per un mese»).
Lino Patruno, Lucio Dalla, Nanni Svampa e Lucia Mannucci nel 1970.Sempre nel 1967 esordì in un film d'autore, dopo essere comparso in alcuni "musicarelli" tra cui Little Rita nel West o Quando dico che ti amo: recitò ne I sovversivi, dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, aggiudicandosi una candidatura come migliore attore alla Mostra di Venezia («Il film ebbe successo, io ero in lizza per vincere la palma come miglior attore, poi per ragioni, diciamo così, di organizzazione politica la dettero ad un attore jugoslavo»)[5];l'attore in questione era il belgradese Ljubiša Samardžić (alias Smoki Samardi') per il film "Jutro"/L'alba.
Successivamente Dalla attraversò in maniera più diretta la stagione beat, pubblicando brani meno ambiziosi, tra cui si distinsero Lucio dove vai e soprattutto Il cielo, con cui partecipò al Festival delle Rose; lo stesso brano verrà anche presentato a Canzonissima 1968.
Lucio Dalla con Mina e Tata Giacobetti.Nel 1969 ebbe un discreto successo con la canzone "Fumetto", scelta dalla Rai come sigla del programma di cartoni animati della Tivù dei ragazzi "Gli eroi di cartone". All'inizio del nuovo decennio incise il secondo album Terra di Gaibola (da un sobborgo di Bologna) con alcune canzoni considerate tra le migliori della sua produzione (Il fiume e la città, Orfeo bianco, Non sono matto o la capra Elisabetta, scritta ancora con Gino Paoli e Africa) più una reinterpretazione di Occhi di ragazza scritta originariamente per Gianni Morandi e i primi brani scritti con un giovanissimo Ron. Completano il disco la già citata Fumetto e Sylvie, pubblicata qualche mese prima su 45 giri.
Dalla partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo del 1971 con 4/3/1943, su parole della poetessa Paola Pallottino, che gli valse il terzo posto assoluto. Il brano, prima di essere ammesso alla manifestazione, conobbe gli strali della censura, essendo stato intitolato inizialmente Gesù Bambino, titolo giudicato irrispettoso, considerando anche la storia narrata di una ragazza madre, figlia di un ignoto soldato americano: insieme ad alcune parti del testo, anch'esse giudicate inadeguate, ne fu cambiato il titolo ex abrupto prendendo a spunto la sua data di nascita, pur non essendo una canzone autobiografica. Il brano ottenne comunque un successo notevole, fino allora mai raggiunto da Dalla, e fu interpretato in francese, nello stesso anno, da Dalida (il testo sarà firmato da Pierre Delanoë), e fu portata al successo oltreoceano da Chico Buarque de Hollanda, che la ascoltò direttamente da Dalla, la memorizzò a orecchio e ne scrisse un testo nella sua lingua. Anche il riscontro commerciale nel nostro Paese staccò nettamente, in termini di vendite, l'abbinamento con la Equipe 84.
In quell'anno uscì l'album "Storie di casa mia", contenente tra le altre: Un uomo come me, La casa in riva al mare (storia di un detenuto), Il gigante e la bambina (sul tema delicato della pedofilia, scritta per Ron e da questi portata al successo), Per due innamorati, e Itaca, dialogo metaforico di un marinaio di Ulisse al suo capitano, dove ai cori Dalla fece cantare gli impiegati della RCA (qualche anno dopo Dalla spiegherà la canzone come una metafora della ribellione del proletariato, rappresentato dai marinai, agli industriali raffigurati da Ulisse).
Nel 1972 fu ancora a Sanremo con Piazza Grande, dedicato a un senzatetto, la cui musica fu scritta da Ron, pubblicato solo su 45 giri, come anche "Sulla rotta di Cristoforo Colombo", pubblicata qualche mese dopo e scritta insieme a Edoardo De Angelis.
La collaborazione con Roberto Roversi « Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato. Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende. Attenzione: dentro ci siamo tutti, è il potere che offende! »
(Roberto Roversi, da Le parole incrociate di Lucio Dalla)
Lucio Dalla e Umberto Bindi alla fine degli anni '60.Nel 1973 Dalla cessò la collaborazione ai testi con Sergio Bardotti e Gianfranco Baldazzi (autori di quasi tutte le sue canzoni incise finora), e si rivolse al poeta bolognese Roberto Roversi per una collaborazione che attraversò quattro anni e tre album, che la critica definì fondamentali per la canzone d'autore italiana: ancora sperimentale il primo (Il giorno aveva cinque teste), di interpretazione a volte difficile, ma proprio per questo ricco di tematiche e di possibili livelli di lettura; il brano d'apertura Un'auto targata TO, mancò in extremis la partecipazione al Festival di Sanremo.
Più adeguato alla forma-canzone fu invece Anidride solforosa. Tra i brani: "Mela da scarto" (sulla delinquenza minorile, in cui viene citato il Ferrante Aporti, riformatorio di Torino), "Le parole incrociate", sugli eccidi di stato post-unitari, Carmen Colon, sui casi di cronaca nera raccontati dai mass media, e la stessa title-track (anni dopo incisa in coppia da Francesco De Gregori e Angela Baraldi). Sempre nel 1975 ebbe inizio la collaborazione con De Gregori (con il quale l'anno precedente Dalla tenne alcuni concerti, insieme ad Antonello Venditti e Maria Monti, da cui fu tratto il disco dal vivo Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo)): scrissero insieme la musica per Pablo, che De Gregori inserì in Rimmel, e per Giovane esploratore Tobia, inclusa l'anno dopo in "Bufalo Bill".
Come atto conclusivo del sodalizio, la coppia Dalla-Roversi, nel 1976 concepì "Il futuro dell'automobile e altre storie", uno spettacolo teatrale trasmesso anche dalla Rai: Dalla, spinto dalla casa discografica, raccolse in un nuovo disco parte delle canzoni che ne facevano parte, contro il volere di Roversi che di conseguenza decise di non firmare l'album col suo nome depositandole con lo pseudonimo di Norisso: «Non ho voluto sottoscrivere il 33 giri Automobili" disse. "È un tattico stravolgimento da parte della casa discografica del filo rosso argomentante che sottostava allo spettacolo Il futuro dell'automobile».
Questa frizione portò al termine della collaborazione artistica tra i due; tra le canzoni non incluse da Dalla (i cui testi erano molto più politicizzati) I muri del '21, La signora di Bologna, Assemblaggio, Rodeo e Statale adriatica, chilometro 220 sono tuttora inedite, tranne "Ho cambiato la faccia di un dio", che Dalla incise nel 1990 in "Cambio" cambiando il titolo in Comunista e modificandone alcune strofe."Automobili", che nella sua programmatica monotematicità è il più eterogeneo dei tre, viene premiato dalle vendite grazie soprattutto alla canzone Nuvolari dedicata al pioniere dell'automobilismo; è il primo disco in cui collaborano con Dalla quattro musicisti che, anni dopo, daranno vita agli Stadio (Giovanni Pezzoli, Marco Nanni, Ricky Portera e Gaetano Curreri).
Tra le altre canzoni del disco si segnalano "Il motore del 2000" (utilizzata anni dopo dalla Fiat per la colonna sonora dello spot della Fiat Uno Fire), e "Intervista con l'Avvocato" (con un testo ridotto rispetto allo spettacolo), in cui Dalla, usando il suo celebre scat, immagina un'intervista con Gianni Agnelli.
Così Dalla dichiarò a proposito del divorzio artistico con Roversi: «A un certo punto ci siamo divisi su come organizzare il nuovo lavoro: lui lo voleva in maniera estremamente rigorosa, impostata verso un approfondimento del linguaggio dei nostri lavori precedenti, per esempio lui voleva parlare ancora essenzialmente con un linguaggio politico, mentre io non ero d'accordo, perché bisognava allargare più contatti col pubblico».
La maturità artistica e il grande successoAvviene a questo punto un nuovo strappo nella carriera di Dalla che, molto socievole e sostanzialmente un po' insicuro dietro la maschera difensiva della sua "clownerie", fino a quel momento aveva sentito il bisogno di appoggiarsi di volta in volta ad un qualche collaboratore per i testi vivendo di fatto anche l'inevitabile senso di inferiorità culturale verso colleghi intellettuali e di solito acculturatissimi; frustrato da una collaborazione con Roversi entrata in crisi subito dopo aver dato i suoi frutti migliori, Dalla decide di diventare referente unico della sua musica e di lì in avanti sarà in tutti i suoi album sia compositore che autore, senza però smettere di frequentare artisti, poeti e scrittori come, ad esempio, Mimmo Paladino, Aldo Mondino, Pier Vittorio Tondelli, Michelangelo Pistoletto, Luigi Ghirri, Enrico Palandri, Giacomo Campiotti, Gian Ruggero Manzoni, Andrea Pazienza, Enzo Cucchi, Luigi Ontani. Pubblica nel 1977 Come è profondo il mare (con Quale allegria e Disperato erotico stomp): il disco viene visto da molti fan come un tradimento ed un cedere ad esigenze commerciali, ed in tal senso lo attaccherà Roversi: «Ha voluto semplicemente essere lasciato in pace a cantare il niente. Sono scelte industriali, non sono scelte culturali».
Conquista però molti nuovi appassionati; una certa pubblicità al disco si ha anche per le polemiche legate al linguaggio di Disperato erotico stomp (così dalle pagine de L'espresso il cantautore viene attaccato da Sergio Saviane: «Dalla, per fare troppo lo spiritoso o per far vedere che soffre, condisce i suoi spaghetti canori miliardari con i luoghi comuni della miseria e del sesso sottoproletario: siamo arrivati al populismo della masturbazione bolognese. Che bisogno c'è di tanti culi, fiche, peli o pippe per mandare un messaggio?»).Come è profondo il mare è seguito da un disco ancora più famoso nel 1979, Lucio Dalla (con Anna e Marco, L'ultima luna, L'anno che verrà), che raggiunge il milione di copie vendute, bissato nel 1980 da Dalla (Futura, Cara, Balla balla ballerino).
Anche le tournée legate alla promozione dell'album riscuotono grande successo: a Torino, ad esempio, la sera del 4 aprile 1979 si presentano ben 20.000 persone per ascoltare il suo concerto, e poiché il Palasport ha una capienza, all'epoca, di 15.000 spettatori, restano fuori dai cancelli 5000 persone.
La collaborazione con Francesco De Gregori.Tra i due album citati c'è il 45 giri Ma come fanno i marinai, scritto e cantato in collaborazione con Francesco De Gregori. Il brano è nato in modo abbastanza casuale, come racconta il cantautore romano: «La canzone, forse la gente non ci crede, è nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme».
Ad esso fa seguito qualche mese dopo Banana Republic, tour dei due cantautori (seguito da disco e film) che riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia, e che è lanciato da un concerto nel luglio dell'anno precedente allo stadio Flaminio di Roma, con ben quarantamila spettatori.
Nel 1980 la collaborazione tra i due cantautori ha un'appendice: collaborano infatti all'album Una città per cantare di Ron, sia scrivendo i testi per il cantautore pavese, sia cantando insieme nell'ultima strofa della title-track.
Gli anni Ottanta.Nel 1981 pubblica Q disc (con Telefonami tra vent'anni) e due anni dopo l'incompreso 1983, che induce Dalla a cambiare rotta musicale: abbandona gli Stadio, ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a collaborare con Mauro Malavasi, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il risultato è Viaggi organizzati, con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in inglese da Olivia Newton-John e cantata anche anni dopo da De Gregori dal vivo, e Washington, con la parte musicale scritta da Tullio Ferro, storico autore di musiche per Vasco Rossi.
Nel 1986 torna a lavorare con gli Stadio per l'ottimo e sottovalutato album Bugie (dove partecipano come batterista e autore Giovanni Pezzoli e come corista Gaetano Curreri) e poi parte in concerto con il gruppo al completo (Ricky Portera, Marco Nanni, Aldo Fedele, Roberto Costa + Pezzoli e Curreri) per una serie di concerti all'estero culminati con le esibizioni negli Usa da cui verrà tratto il doppio album dal vivo DallAmeriCaruso. Memorabile è l'unico brano inedito dell'album, Caruso, che regalerà nuovamente a Dalla un successo incredibile che da anni stentava ad arrivare.
La collaborazione con Gianni Morandi.Nel 1988 arriva una nuova, trionfale esperienza ovvero Dalla/Morandi, disco (con inediti scritti da Mogol, Mario Lavezzi, Battiato, Stadio e Ron) e lunghissimo tour (anche all'estero) nel quale i due miti della musica italiana, accompagnati (per l'ultima volta) dagli Stadio giocano a scambiarsi i brani, raccontando la loro storia e incantando il pubblico che interviene numerosissimo ad ogni concerto. Rai 1 manda in onda in diretta la tappa conclusiva del tour estivo da Taormina (con la regia di Gabriele Salvatores) che avrà picchi di ascolto notevoli. In seguito verrà tratta anche una vhs/dvd della data invernale registrata a Venezia e un ulteriore album (singolo) intitolato DallaMorandi in Europa (brani tratti dal doppio album).
L'avventura DallaMorandi chiude definitivamente, e con qualche polemica, la lunga collaborazione tra Dalla e gli Stadio e lancia la giovanissima Angela Baraldi, presente nei concerti come corista e in seguito affermatasi come cantante solista (inizialmente prodotta proprio da Dalla) e anche attrice.
Gli anni Novanta e il nuovo Millennio.Superati i cinquant'anni, Dalla abbandona quasi completamente gli istrionismi. Dagli anni novanta i suoi album restano ottime raccolte di canzone d'autore tra cui vanno ricordati Cambio del 1990 (con il successo del singolo Attenti al lupo scritto da Ron) e il malinconico Henna del 1993, ricco di piccole perle intimiste (vedi l'intensa Latin lover) e momenti di follìa pura (come nell'ironica Merdman).
Nel 1996 esce Canzoni e ancora una volta l'album è trainato da un singolo di grossa presa popolare ovvero Canzone, il cui testo è stato scritto insieme a Samuele Bersani, giovane pupillo di Dalla. Dopo Ciao del 1999, il nuovo millennio si apre con Luna Matana del 2001, contenente brani come: Siciliano con la partecipazione di Carmen Consoli, Kamikaze, Zingaro, Baggio Baggio e Agnese delle Cocomere con la partecipazione di Ron, brano dedicato ad uno storico ritrovo di Bologna frequentato oltre che da Lucio Dalla anche da altri cantanti e personaggi dello spettacolo come Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Biagio Antonacci, Vasco Rossi, Enzo Iacchetti e molti altri: il brano non è solamente dedicato al locale ma anche ai bolognesi e alla bolognesità.
Dalla si è dedicato anche alla composizione ad ampio respiro (con la sua "Tosca - Amore disperato" brano interpretato con la partecipazione di Mina, secondo molti critici musicali è andato ben oltre la dimensione della musica leggera)[senza fonte], ha sfoltito ma nobilitato la sua attività live. Ha interpretato musiche di Vivaldi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone. Scrive le musiche del film Prima dammi un bacio di Ambrogio Lo Giudice dove tra i protagonisti figura Luca Zingaretti. Supervisiona le musiche della soap opera Sottocasa in onda su Raiuno.
Dalla si esprime efficacemente anche come talent scout e negli ultimi anni riesce a dedicarsi ad iniziative che puntano a rivitalizzare il panorama musicale italiano. Tra le altre iniziative il Lucio Dalla Music Club organizzato prevalentemente con l'ausilio del web.
Nel febbraio 2007 torna ad esibirsi con Ron, in uno spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e danza Kataklò e la regia curata da Pepi Morgia; nello stesso periodo inizia a collaborare con Marco Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna per un progetto sul "Pulcinella" di Igor Stravinskij, del 1920.
Quest'opera del musicista russo viene messa in scena dal 18 al 27 marzo 2007, con la regia di Lucio Dalla e le coreografie di Luciano Cannito per il primo ballerino, il crotonese Alessandro Riga, mentre l'orchestra è diretta dal maestro David Agler, abbinata all'"Arlecchino" di Ferruccio Busoni (del 1917), che vede come primo attore Marco Alemanno: Dalla opera un intervento scenografico sulle due opere, spostandone l'azione a New York (per "Pulcinella") e in un paesino delle colline tosco-emiliane per "Arlecchino". I DVD degli spettacoli sono stati prodotti da Gianni Salvioni (che ha prodotto anche il DVD "classic" del cofanetto intitolato 12.000 lune edito da SonyBmg e contenente il live con le canzoni di Lucio Dalla in chiave classica) e pubblicati dalla casa discografica Ermitage.
Ha cantato al trofeo "Birra Moretti" allo stadio San Paolo di Napoli, squadra di calcio per cui ha manifestato la sua passione, l'8 agosto 2007.
Nel gennaio 2008 ha rilasciato una intervista al quotidiano cattolico online Petrus dedicato al pontificato di Papa Benedetto XVI dove afferma di non essere "mai stato né marxista, né comunista" ma di ispirarsi a San Josemaría Escrivá de Balaguer fondatore dell'Opus Dei. Tuttavia, in una successiva apparizione televisiva,ha dichiarato di essere stato male interpretato: nell'intervista ha semplicemente asserito di essere concorde con le affermazioni riguardanti il lavoro fatto dal fondatore dell'Opus Dei, il cui nome ed il relativo pensiero aveva sentito per la prima volta in quell'occasione. Nella medesima partecipazione televisiva ha dichiarato inoltre di essere una persona avulsa dal senso di vergogna, e di portare un parrucchino.
Sempre nel 2008 Lucio Dalla mette in scena L'opera del Mendicante di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. Lo spettacolo ha debuttato al teatro Duse di Bologna il 31 marzo.
Il 7 luglio 2008 il cantautore bolognese presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato Un uomo solo può vincere il mondo ed appositamente composto per i Giochi di Pechino.
A dicembre, il cantante recita in Artemisia Sanchez su Raiuno; per tale miniserie scrive e canta il tema d'apertura.
L'11 maggio 2009 è ospite per la prima volta di una trasmissione delle reti Mediaset (Mattino Cinque, Canale 5) e esegue col pianista Nazzareno Carusi, all'interno del suo spazio Pillole di Classica, l'aria Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini.
Il 10 ottobre 2009 viene trasmesso dalle radio il singolo Puoi sentirmi?, che anticipa l'uscita dell'album Angoli nel cielo, pubblicato il 6 novembre successivo.
La nuova collaborazione con De Gregori e il ritorno a Sanremo Dalla e De Gregori al PalaFabris di Padova (ottobre 2010)Il 2010 si apre con la notizia, che viene data il 2 gennaio, di un concerto insieme di Dalla con Francesco De Gregori, a trent'anni da Banana Republic, al Vox club di Nonantola, con la denominazione Work in progress.
Il concerto, che in breve tempo diventa "tutto esaurito" in prevendita fa da preludio ad una serie di concerti insieme che vengono annunciati proprio in occasione della data di Nonantola e che si svolgeranno nel mese di maggio a Milano e Roma; nel corso della serata i due presentano, oltre alle canzoni note, un inedito intitolato Non basta saper cantare ed annunciano l'uscita, in occasione del tour, di un album realizzato insieme, intitolato Work in Progress.
Il 22 marzo 2010 conduce insieme a Francesco De Gregori la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale i cantanti si esibiscono singolarmente ed in duetto in cover e brani del loro repertorio.
Il tour continua per tutto il 2010 e buona parte del 2011.
Come degna conclusione di questo tour, i due partecipano al concerto del 1 maggio, presentato da Neri Marcorè, come punta di diamante dell'evento.
Il 6 luglio 2011 è tra i principali firmatari dell'appello promosso dalla SIAE atto a sostenere l'azione di lobby affinché venga difesa e approvata, nella sua prima e più stringente stesura, la delibera AgCom (presieduta da Corrado Calabrò) 668/2010[25]; delibera che dichiara lo scopo di combattere possibili violazioni del diritto d'autore e di proteggere gli interessi economici legati all'industria discografica e del multimediale in rete; grazie a questa delibera, all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, semplice autorità amministrativa indipendente di nomina politica, si dovrebbe dare il potere di bloccare, oscurare, censurare e cancellare qualsiasi sito sospettato di violare un copyright, tramite una semplice azione amministrativa (anche indotta dalla segnalazione della lobby che si ritenesse danneggiata), senza una previa azione dell'autorità giudiziaria che dovrebbe appurare l'effettiva presenza del reato.
Nel 2012 è tornato al Festival di Sanremo a quarant'anni dall'ultima partecipazione, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì, del quale è anche co-autore.
La morteIl 1º marzo 2012 si spegne all'età di 68 anni a Montreux, in Svizzera, per un infarto, mentre era in tournée. Tre giorni più tardi avrebbe festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno sul palco del teatro du Léman a Ginevra.

RISCHIO ASTEROIDE SULLA TERRA NEL 2040



2011 AG5. Questo il nome della nuova minaccia che viene dal cielo. Secondo gli esperti del Nasa Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, nel 2040 l'asteroide passerà ad una distanza davvero ravvicinata dalla Terra, e viste le sue dimensioni (circa 140 metri) il suo impatto potrebbe essere devastante.
Tra 28 anni, l'orbita del frammento potrebbe intersecare quella terrestre. Ma gli esperti della Nasa invitano alla calma. Gli asteroidi di questo tipo sono infatti di scarsa pericolosità, nel senso che nella scala da 0 a 10 dell'Impact Hazard Scale Torino, 2011 AG5 è classificato come "1". Che significa? Si tratta di avvenimenti considerati di routine, passaggi sì ravvicinati alla Terra ma non al punto da mettere in pericolo l'esistenza umana. Per gli asteroidi di questo tipo, la probabilità di collisione è estremamente improbabile.
2011 AG5 è uno degli 8.744 oggetti vicini alla Terra scoperti finora (Neos). È grande circa 460 piedi (140 metri) e la sua orbita lo porta lontano, oltre quella di Marte. Fu coperto l'8 gennaio 2011 dagli astronomi americani utilizzando un telescopio da 60 pollici del Mount Lemmon Survey di Tucson, in Arizona.
Ma a causa della sua posizione attuale nel cielo diurno, le osservazioni di 2011 AG5 non possono essere effettuate dai telescopi terrestri. Di conseguenza la sua orbita non può ancora essere calcolata con una precisione tale da escludere ogni rischio. Sarà necessario attendere fino all'autunno del prossimo anno, quando sarà possibile effettuarte nuove osservazioni dell'asteroide: "Nel settembre 2013 avremo l'opportunità di fare ulteriori osservazioni di 2011 AG5, quando si avvicinerà di 91 milioni di miglia (147 milioni di chilometri) alla Terra", ha detto Don Yeomans, direttore del NASA Near-Earth Object Program Office del Jet Propulsion Laboratory. "Sarà l'occasione per osservare questa roccia spaziale e indicare più precisamente la sua orbita".
I rischi connessi alla roccia spaziale sono stati discussi anche in occasione della 49a sessione del Sottocomitato Scientifico e Tecnico del Comitato delle Nazioni Unite sugli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS), che si è svolto a Vienna i primi di febbraio.
Le possibilità che AG5 possa impattare contro la Terra il 5 febbraio del 2040 sono di 1/625. Ma gli esperti della Nasa rassicurano: "Per via dell'estrema rarità di un impatto con un asteroide di queste dimensioni, ci aspettiamo che in futuro saremo in grado di ridurre in modo significativo o escludere del tutto ogni probabilità di impatto". Ulteriori informazioni saranno inoltre disponibili alla fine del 2015.

FONTE: http://www.nextme.it/scienza/universo/3279-asteroide-ag5-2040 ARTICOLO DI
FRANCESCA MANCUSO

domenica 12 febbraio 2012

ADDIO WHITNEY HOUSTON



Whitney Elizabeth Houston, nota come Whitney Houston (Newark, 9 agosto 1963 – Beverly Hills, 11 febbraio 2012), è stata una cantante e attrice statunitense.
Viene universalmente riconosciuta come una delle più iconiche e popolari cantanti di tutti i tempi, spesso chiamata semplicemente "The Voice" per le caratteristiche uniche della sua voce.
Il suo grandissimo successo negli anni ottanta ha permesso l'apertura di mercati fino ad allora preclusi alle cantanti di colore.Con essi la cantante ha dominato le classifiche mondiali, in particolar modo la Billboard Hot 100, nella quale ha piazzato sette singoli consecutivi alla numero uno,battendo il record di cinque appartenente a Diana Ross & The Supremes ed ai Beatles. Le sue vendite complessive di album, singoli e video è di 170 milioni di copie.
È una delle donne di maggior successo discografico: è la quarta donna per numero di vendite negli Stati Uniti, con circa 55 milioni di dischi certificati dalla RIAA.Detiene anche il primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior successo, insieme a Michael Jackson.
Nel 2008 il Guinness dei Primati ha dichiarato Whitney l'artista più premiata e popolare al mondo.L'artista ha guadagnato 6 Grammy Awards e detiene il record per numero di American Music Awards, avendone ricevuti 22 in tutto.
Whitney Houston è stata inserita alla 34ª posizione nella lista dei 100 cantanti più grandi di tutti i tempi della rivista Rolling Stone.
Dopo un periodo di declino negli anni 2000 dovuto a durissime vicende personali e cause legali contro l'ex marito, nel giugno 2009 la casa discografica Arista Records ha annunciato l'uscita dell'album dal titolo I Look to You, pubblicato in Italia ed in Germania il 28 agosto 2009 e negli Stati Uniti il 31 agosto successivo.
Nel febbraio del 2012 si è convertita all'Islam.Lo stesso mese, l'11, è stata trovata in condizioni critiche in una stanza di un hotel a Beverly Hills ed è morta poco dopo.
La cantante americana è morta l'11 febbraio 2012 all'età di 48 anni mentre si trovava, insieme a parenti e amici, nell'hotel Beverly Hilton di Beverly Hills per prendere parte quella stessa sera ad una serata organizzata a margine dei Grammy Awards. Tuttora ignote le cause della morte.
Una persona del suo entourage ha chiamato i soccorsi alle 15:43 e il personale di sicurezza ha subito tentato di rianimarla, ma inutilmente. Secondo la CNN a dare per primo l'allarme sarebbe stato il suo compagno, il cantante Ray J su Twitter.
Negli anni ottanta, la Houston è stata sentimentalmente legata alla star del football americano Randall Cunningham e all'attore Eddie Murphy.
Nel 1989, ai Soul Train Music Awards, Whitney conobbe il cantante R&B Bobby Brown, che sposò nel 1992, nonostante il dissenso di familiari e amici della cantante (visti i precedenti giudiziari di Brown e i tre figli che Brown già aveva da tre donne diverse, mentre la Houston conservava l'immagine della brava ragazza di chiesa). Dopo un aborto spontaneo, nel 1993 nasce la figlia della coppia, Bobbi Kristina Houston Brown.
Negli anni novanta, Brown continuò ad avere problemi con la legge per molestie sessuali, guida in stato di ebbrezza e lesioni; tempo dopo, iniziarono le prime indiscrezioni sull'uso di droga da parte di Whitney. Nel 2003, durante un litigio, Brown picchiò la moglie; la polizia dovette usare la scossa elettrica per fermarlo, e poi arrestarlo. Dopo scandali per infedeltà, arresti per droga e alcol, e problemi con il marito, nel 2006 Whitney si separa da Brown per disintossicarsi. Infine, chiede il divorzio e le viene affidata la custodia della figlia. Brown contesta però il divorzio, in un documento in cui dichiara anche di essere senza dimora e depresso, ma manca di presentarsi all'udienza fissata; persino i suoi avvocati, a quel punto, si licenziano e lo abbandonano.
Mentre negli anni ottanta e nei primi novanta Houston rivendicava l'immagine della brava ragazza di chiesa, a fine anni novanta ci fu un cambiamento nel suo modo di comportarsi: arrivava con ore di ritardo alle interviste e cancellava all'ultimo momento concerti e apparizioni TV. Come conseguenza del fatto che molti suoi concerti vennero cancellati e che la cantante aveva perso molti chili, si iniziò a parlare di un uso di droghe che Whitney avrebbe fatto assieme al marito.
Sempre nel 2000, Whitney avrebbe dovuto esibirsi con Clive Davis, in una serata per l'ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame dell'uomo che l'aveva lanciata come cantante; tuttavia Whitney cancellò l'esibizione dieci minuti prima dell'inizio dello show. Lo stesso anno avrebbe dovuto esibirsi anche alla notte degli Oscar, ma venne licenziata dal regista dello show, pure suo vecchio amico.
L'agente di Whitney ne indicò la causa in un mal di gola, ma Steve Pond dichiarò poi in un suo libro che "La Houston non era in grado di cantare, era distratta e non interessata" e che, al momento di cantare Over the Rainbow, la cantante iniziò a cantare un altro brano. Successivamente, anche Houston ammise di essere stata licenziata.
L'anno seguente, Houston fece un'apparizione nello show per i trent'anni di carriera di Michael Jackson, destando impressione per la sua magrezza; l'esibizione rafforzò i sospetti di uso di droga, anoressia e bulimia, ma il suo agente la difese ancora: "Whitney è sotto stress per motivi familiari e, quando è sotto stress, non mangia". Senza dare spiegazioni, Houston cancellò anche il concerto della sera seguente. Nel 2002, in un'intervista, Diane Sawyer chiede a Houston di commentare la foto della sua esibizione per Michael Jackson: "È una foto venuta male", disse lei. Quanto ai pettegolezzi sul suo uso di droga rispose: "Chiariamo una cosa: il crack è economico e io ho guadagnato troppo per fumare crack. Chiariamolo, ok? Non usiamo il crack, non lo facciamo". Houston ammise invece di fare uso di varie sostanze e di partecipare a festini; quando le venne chiesto, con Brown al suo fianco, se Brown l'aveva mai picchiata, rispose arrabbiata: "No, non mi ha mai picchiata. Io l'ho picchiato in un momento di rabbia".
Nel 2004, Whitney entrò in un programma di riabilitazione dalla droga, ma l'anno dopo apparve nel reality televisivo di Brown, mostrando ancora un comportamento inaffidabile; nel 2005 rientrò nella stessa clinica di riabilitazione e completò con successo il programma. Sebbene taluni commentatori continuassero a sostenere che la cantante facesse uso di droghe, la casa discografica e lei stessa negarono duramente. Ciò nonostante, nel maggio 2011, la sua agente Kristen Foster dichiarò che la cantante era di nuovo in cura riabilitativa presso una non specificata clinica, per completare il programma che aveva abbandonato nel 2007 a causa dei suoi impegni lavorativi. Questo programma riabilitativo non costrinse Whitney a stare in una clinica e alcune voci sostennero che questo programma servisse a Whitney per ritornare sulle scene con il sequel di Waiting to Exhale.
Nel 2002, Whitney è stata coinvolta in una causa legale con il padre e manager, John Houston, che le aveva fatto causa per 100 milioni di dollari, affermando che la Houston non gli aveva pagato quanto gli spettava per averla aiutata nella sua carriera e per averla aiutata nelle controversie degli ultimi anni. Entrambi apparvero in TV, sostenendo le proprie posizioni. John Houston morì nel 2003; la sentenza è stata emessa nel 2004, a favore di Whitney, in quanto l'erede legale della società di John Houston non riuscì a prendere parte alle udienze per le indagini preliminari. Alla sua morte, John Houston aveva divorziato dalla madre di Whitney da più di vent'anni.
Whitney è divenuta celebre per la sua estensione e il controllo vocale . Negli anni ottanta e novanta, Whitney possedeva una voce di soprano drammatico calda e piena, limpida, omogenea, di notevole volume, assai estesa e sorretta da un'ottima preparazione tecnica. Tuttavia, nonostante la sua grande estensione e la notevole potenza emessa soprattutto sulle note in voce piena, non fece mai uso del registro di fischio.
Alcuni critici segnalarono tuttavia come, a seguito delle dure vicende personali, la sua voce fosse diventata più trasmissiva, avesse rafforzato le note medio-alte, ma gli stessi critici indicarono una flessione.
Nonostante la sua naturale attitudine per il soul e per il gospel, Whitney, nel corso della sua carriera, ha sperimentato con successo diversi stili musicali, tra cui rhythm and blues, pop, dance, ballad, country.
L'album The Bodyguard detiene numerosi record, risultando la colonna sonora più venduta della storia.
Whitney Houston è citata nel Guinness dei Primati come l'artista donna più premiata di tutti i tempi, con 412 premi, inclusi 6 Grammy, 2 Emmy, 22 American Music Awards e 16 Billboard Music Award.
"If the voice is a musical instrument, hers is a Stradivarius" ossia "Se la voce è uno strumento musicale, il suo è uno Stradivari", questo è il commento che diede Time Magazine sulla voce di Whitney Houston.

FONTE: WIKIPEDIA
http://it.wikipedia.org/wiki/Whitney_Houston


domenica 8 gennaio 2012

INVENTATO IL BABY SITTER ELETTRONICO...


Ticchettio della pioggia o brusio di voci, il neo-papà: per addormentare i bimbi basta un ' App
L’applicazione creata da un trentenne di Cardiff si chiama White Noise Ambiance e raccoglie suoni in grado di conciliare il sonno.

Il dolce suono delle onde che si infrangono, il ticchettio della pioggia sul tetto di un’auto, il sibilo di un ventilatore e persino le fusa di un gatto. E poi il white noise (il rumore di una radio o di una televisione mal sintonizzata), lo scoppiettio di un fuoco in un campeggio, il brusio di un ristorante, un treno a vapore, rane che gracidano in una foresta pluviale, grilli che friniscono al tramonto, rumori prodotti da un irrigatore, da un’asciugatrice e da un tosaerba: tutti suoni, rumori o melodie che possono conciliare il sonno dei bimbi (e magari anche quello degli adulti). Lo ha scoperto Matthew Nifield, trentatreenne di Cardiff alle prese con le notti in bianco che scandiscono i primi mesi (e talvolta anni) da neo-genitore.
GEMELLE IRREQUIETE - E da questa rivelazione ha deciso di costruire un’applicazione per iPad e iPhone, dopo avere sperimentato la trovata sulle gemelle Madeleine e Gwyneth, di appena sei mesi, entrate rumorosamente nella sua vita e poco intenzionate a fare la nanna di notte. Da allora ogni volta che Madeleine e Gwyneth erano riluttanti ad andare a nanna, al padre era sufficiente schiacciare il tasto play per risolvere il problema. «Ho cercato nell’app store di Apple qualcosa che mi aiutasse a farle dormire – ricorda orgogliosamente Matthew Nifield – ma non ho trovato nulla; così ho creato la mia applicazione. E ha funzionato». Quando si dice far di necessità virtù: il giovane genitore, stremato dall’insonnia, è riuscito a risolvere autonomamente il problema della stanchezza cronica da neonate (due sono più rumorose di uno) urlanti. E ora l’applicazione gli frutta all’incirca 70.000 euro all’anno
WHITE NOISE AMBIANCE - La sua invenzione si chiama White Noise Ambiance ed è stata scaricata in tutto il mondo. Tanto che ora le due gemelline dormono come ghiri, hanno un anno e si sono trasferite insieme a papà e mamma in California, dove papà Matthew sta lavorando alla progettazione di nuovi software. Mentre vive (e anche comodamente) dei proventi della sua app. Dell’applicazione in questione esiste una versione base, gratuita, che comprende dodici sonorità e una versione a pagamento con ben 150 opzioni. Pare comunque che le due sorelline abbiano una predilezione spiccata per il rumore delle onde che si infrangono. Mentre papà Matthew, per riprendere sonno dopo le brusche sveglie notturne, preferisce il ticchettio della pioggia sui vetri della macchina.

CHE DIRE STUPENDO BISOGNEREBBE PROVARLO ANCHE CON GLI ADULTI...DEVO DIRE CHE IO NE AVEVO TROVATO UNO SU ANDROID MARKET SIMILE

ARTICOLO DE: IL CORRIERE DELLA SERA DI EMANUELA DI PASQUA


http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_08/app-sonno-bambini_f34652f0-39ed-11e1-b6d5-d3e076de4b02.shtml

lunedì 5 settembre 2011

CIAO FREDDY



Farrokh Bulsara, noto come Freddie Mercury (Stone Town, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991), è stato un cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane.
Membro fondatore dei Queen, rock band britannica nata nel 1970 di cui fece parte fino all'anno della sua morte, era noto per le sue esibizioni dal vivo e per il suo talento vocale. Come compositore, ha scritto brani come Bohemian Rhapsody, Crazy Little Thing Called Love, Don't Stop Me Now, It's a Hard Life, Killer Queen, Love of My Life, Play the Game, Somebody to Love e We Are the Champions. Oltre all'attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese la carriera da solista che lo portò a pubblicare due album, Mr. Bad Guy nel 1985 e Barcelona nel 1988, quest'ultimo frutto della collaborazione con il soprano spagnolo Montserrat Caballé, il cui omonimo singolo divenne l'inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade.
Malato di AIDS, è deceduto a seguito di una broncopolmonite sviluppatasi per via della deficienza immunitaria legata alla malattia stessa il giorno dopo la pubblica confessione del suo grave stato di salute.In suo onore, il 20 aprile 1992 venne organizzato il Freddie Mercury Tribute Concert, al quale parteciparono molti artisti musicali internazionali; i proventi dell'evento vennero utilizzati per fondare The Mercury Phoenix Trust, un'organizzazione impegnata nella lotta all'immunodeficienza umana. Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi,mentre Classic Rock, l'anno successivo, lo ha classificato al primo posto tra le voci rock.
Gli ultimi anni di vita e la morte La Garden Lodge di Mercury a Earls Court, Kensington, Londra.Nel 1987 Mercury aveva abbandonato la sua vita pubblica, non organizzando più concerti e asserendo che un uomo di 40 anni non poteva saltare e cantare su un palco con una calzamaglia indosso.Alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che Mercury fosse effettivamente malato; questi sospetti derivavano dall'aspetto del cantante, dall'improvvisa sospensione dei tour dei Queen e dalle confessioni di alcuni amanti pubblicate sulle pagine dei tabloid inglesi del tempo.Si fecero dunque sempre più rare le sue apparizioni pubbliche e Mercury si rifugiò sempre più nella Garden Lodge, la sua villa di Earls Court a Londra, costata oltre 4 milioni di sterline.Mercury nascose il segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen fino al 1989, quando fu costretto a fare accertamenti clinici più specifici; durante questi esami, gli fu asportata parte di pelle dalla spalla sinistra e l'analisi confermò definitivamente la sua positività all'HIV. Sicuro della malattia, confessò la sua condizione agli amici più intimi nonché ai membri del gruppo.
Il 18 febbraio 1990, per ricevere un premio per il contributo dei Queen alla musica britannica ai BRIT Awards, Freddie Mercury fece la sua ultima apparizione in diretta.La crescente diffusione di notizie su una possibile malattia di Mercury, confermate dalla morte di Nikolai Grishanovich, un suo amante,portò il gruppo a diffondere un comunicato stampa ufficiale, nel quale smentiva ogni voce sul cantante. Poco dopo, Mercury si trasferì a Montreux, in Svizzera, dove affittò un appartamento, la "Duck House".La sua ultima apparizione in pubblico fu nel video della canzone These Are the Days of Our Lives, in cui il frontman appare molto dimagrito; il videoclip del brano, tratto dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo, venne tuttavia reso pubblico solo dopo la sua morte, su sua precisa volontà.Mercury continuò a registrare canzoni, nonostante fosse molto debilitato dalla malattia e costretto a riposo per molte ore il giorno; solo circa un mese prima del suo decesso fu costretto da alcuni problemi polmonari a smettere di cantare, invitando gli altri membri dei Queen ad effettuare le ultime correzioni alle tracce registrate, per poterle poi pubblicare in seguito.
Freddie rientrò in Inghilterra ai primi di novembre 1991, per stare vicino ai suoi cari.Qui venne sottoposto ad alcune cure palliative, con medicinali che arrivavano di nascosto alla Garden Lodge;tuttavia il cantante diventò sempre più debole, non riuscendo ad alzarsi dal letto e cominciando a perdere la vista. Il 22 novembre 1991, Mercury convocò nella sua casa di Earls Court il manager dei Queen Jim Beach per redigere un comunicato ufficiale, che venne consegnato alla stampa il giorno successivo.




lunedì 25 luglio 2011

AMY WINEHOUSE ULTIME APPARIZIONI



DROGHE E ALCOL NELLA CASA DI CAMDEN. Processione dei fan che portano fiori
Winehouse, le ultime ore di follia
I tabloid : «Una notte di droga e alcol»
La madre della cantante: «Sentivo che sarebbe finita presto. Il giorno prima mi ha detto: "Ti voglio bene"»
Un «big one», una festa a base di alcol e droghe di vario tipo. I tabloid Daily Mail, Sunday Mirror e Daily Star hanno ormai sposato la tesi dell'overdose. Forse addirittura voluta. La morte di Amy Winehouse avvenuta nel pomeriggio di sabato sarebbero conseguenza di una notte di eccessi. I giornali popolari inglesi riportano tutti la medesima fonte anonime: «Amy - racconta il testimone, a quanto pare vicino di casa della cantante - sembrava determinata ad avere una serata alla grande venerdì notte. Era in giro a Camden la sera, ma sembrava sicura di voler continuare la festa a casa propria. Nessuno di noi sa chi era con lei nelle prime ore di sabato. Ma sballarsi era chiaramente la sua principale priorità quella notte». E così ha trovato uno spacciatore:«Ed ha comprato cocaina, chetamina ed eroina.
ECSTASY E ALCOL - Secondo alcuni amici della star, invece, la cantante sarebbe morta dopo aver ingerito una pasticca di ecstasy cattiva, mescolata a grandi quantità d'alcol. «È stata un'overdose da ecstasy. Lei poteva fare cocaina fino al mattino. Ma questa è stata chiaramente una pasticca cattiva», ha raccontato un amico della Winehouse al Sunday Mirror. Infini altri conoscenti della cantante raccontano di un'intera settimana di bevute. «Ha trascorso gli ultimi sette giorni a ubriacarsi e la gente diceva che stava bevendo a morte».
LA MADRE: SAPEVO SAREBBE MORTA - Questa pulsione per l'autodistruzione di Amy Winehouse era nota a molti. Ma per sua madre era una continua fonte di sofferenza. Janis Winehouse ha raccontato al Daily Mirror che ormai era solo una «questione di tempo». L'aveva incontrata 24 ore prima della sua scomparsa: «Ricorderò per sempre come mi ha salutata: "mamma ti voglio bene". Sono parole di cui farò per sempre tesoro», ha aggiunto. «Non è possibile. Sono completamente devastato», ha aggiunto il padre Mitch, in lacrime quando ha ricevuto la notizia della morte della figlia al suo arrivo a New York. Tassista e cantante, Mitch doveva esibirsi in un locale della cittá americana. Ma invece è salito sul primo aereo disponibile per tornare a Londra.
GLI AFFANNI SENTIMENTALI - Tra gli altri aspetti della vita di Amy Winehouse presi in considerazione in queste ore ci sono quelli sentimentali. La cantante era «inconsolabile» dopo la rottura con il fidanzato, il regista Reg Traviss, ricorda il Daily Mail, spiegando che la popstar si era ricoverata nella nota clinica londinese Priory dopo la separazione. Secondo il quotidiano, Traviss, che ieri è stato visto fuori casa di Amy, aveva cercato disperatamente di aiutare l'artista nella battaglia contro l'alcol, ma si era poi reso conto che non non avrebbe mai sconfitto i suoi demoni.
FIORI E BOTTIGLIE DI BIRRA FUORI CASA - Fiori, bigliettini, fotografie, messaggi. Ma anche bottiglie di wiskey o birre semiscolate. È l'omaggio dei fan, lasciato all'ingresso della villa Camden square.Molti dei sostenitori della Winehouse si recano anche in visita al suo pub preferito, il Camden's Hawley Arms. Intervistato da Sky News, il proprietario si è detto «profondamente rattristato» per la perdita della cantante, definita «una grande amica».

ARTICOLO RIPRESO DA: "IL CORRIERE DELLA SERA.IT ON LINE"

giovedì 23 giugno 2011

GIORNATA MONDIALE DEI PUFFI


FONTE:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2011/06/23/visualizza_new.html_813811757.html


Sabato giornata Puffi, in attesa del film
Tutti travestiti da nani blu, in decine di città in tutto il mondo.
ROMA - Per vedere i Puffi, nanetti ecologisti ma per la prima al cinema e anche tridimensionali, bisognerà aspettare il 16 settembre quando il film omonimo uscirà in Italia, da Warner Bros, girato da Raja Gosnell con una tecnica mista live action e animatronic. Intanto, poiché i puffi sono una passione trasversale sabato si celebra la giornata mondiale, in omaggio al creatore dei piccoli omini blu, Pierre Culliford in arte Peyo (25 giugno 1928 - 24 dicembre 1992). Columbia Pictures e Sony Pictures coordineranno un evento che vedrà coinvolte migliaia di persone, invitate a travestirsi da puffo nel tentativo di superare un divertente record da Guinness dei Primati: oltre 2510 puffi in giro per il mondo nell'arco di 24 ore.
L'evento interesserà città come Bruxelles, Atene, L'Aia, Dublino, Città del Messico, Panama, Varsavia, Mosca, Johannesburg, New York e Londra, coinvolgendo anche Francia, Svizzera, Islanda, Danimarca ed in particolare la Spagna con Jzcar, uno dei più famosi villaggi bianchi della provincia di Malaga in Andalusia, completamente ridipinto di blu. Nel film, i Puffi - fuggendo dal loro villaggio inseguiti dal perfido stregone Gargamella - si troveranno catapultati al Central Park di New York, dove faranno di tutto per sfuggire alle grinfie del loro storico nemico. Marc Weinstock, Presidente del Marketing Internazionale di Sony Pictures, spiega: "Sono pochi i personaggi ad esser diventati icone e tra questi i Puffi. E' da più di 50 anni che, attraverso generazioni, i Puffi fanno parte dalla cultura popolare. La creazione di Peyo è qualcosa di inossidabile".

martedì 5 aprile 2011

Buco dell'ozono, registrato dall'Esa


Una perdita record di ozono sull'Artico è stata registrata in marzo dal satellite Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il fenomeno è stato causato da venti molto forti che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, generando temperature molto basse. Questa massa d'aria fredda, per effetto della luce solare, ha rilasciato in marzo prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), come atomi di cloro e bromo, veri e propri distruttori dell'ozono.
L'ultima perdita record di ozono sull'Artico risale a 14 anni fa. Anche nel 1997, come nell'inverno di quest'anno, si erano registrate temperature insolitamente basse e il perchè questo sia accaduto è ancora da capire. Un'ipotesi all'esame dei ricercatori è che i due inverni così freddi siano correlati statisticamente al cambiamento climatico globale. I venti molto forti che hanno isolato la massa d'aria fredda sull'Artico sono noti come «vortice polare», l'area di bassa pressione che staziona in modo semi-permanente sul Polo Nord. Così isolata, la massa d'aria fredda non ha potuto mescolarsi con l'aria presente alle latitudini medie ed la sua temperatura si è abbassata progressivamente.
A circa 20 chilometri dalla superficie terrestre, la luce solare più intensa in marzo ha innescato la reazione che scinde i clorofluorocarburi (Cfc) nei loro componenti: il cloro e il bromo. Il cloro si lega quindi all'ozono e lo trasforma in ossigeno biatomico. È così che la concentrazione di ozono si riduce e, con essa, si assottiglia il filtro prezioso che protegge la Terra dagli effetti negativi dei raggi ultravioletti.
Nessun rischio per l'Europa. La perdita record di ozono sull'Artico registrata dal satellite europeo Envisat «non rappresenta alcun pericolo per l'Europa, nè tantomeno per l'Italia», ha detto il direttore per l'Osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Volker Liebig. «Si può godere il sole primaverile senza timore di esporsi a raggi ultravioletti troppo aggressivi», ha aggiunto.
Nel frattempo sono 4 o 5 i satelliti che continuano a sorvegliare costantemente il fenomeno sul Polo Nord. Tra questi c'è ancora Envisat e un altro satellite dell'Esa, Metop. «Sono in grado di compiere osservazioni accurate e in modo costante, registrando i nuovi dati relativi a ozono e raggi ultravioletti, che saranno resi pubblici online, sul sito dell'Esa», ha detto ancora Liebig. In questo momento, ha aggiunto, è attiva soprattutto la collaborazione a livello europeo, ma è chiaro che l'obiettivo è «lavorare tutti insieme».
Le cause. L'ozono è un gas formato da tre atomi di ossigeno, che a livello del terreno è pericoloso per la salute a causa della sua grande capacità ossidante. Proprio questa caratteristica però lo rende indispensabile nella stratosfera, tra i 12 e i 50 chilometri di altezza, dove invece ha la funzione di assorbire in parte i raggi Uv solari. I principali imputati per la perdita dell'ozono atmosferico sono gli idrocarburi alogenati (i cosiddetti Cfc, o clorofluorocarburi), sostanze chimiche usate come refrigeranti dagli anni '30 del secolo scorso. Queste molecole sono praticamente inattive a livello della superficie terrestre, ma in grado di interagire con le molecole di ozono nella stratosfera, dove sono condotte dalla normale circolazione atmosferica e dove si fermano per circa 120 anni. I Cfc sono stati messi al bando nel 1987 dal protocollo di Montreal, entrato in vigore due anni dopo, che ha avuto un effetto immediato nei paesi occidentali, mentre alcune fonti sostengono chein Cina e India siano ancora usati.
Gli effetti sulla salute. Gli effetti di un eventuale buco dell'ozono sono più che altro a lungo termine, e sono legati agli effetti negativi dei raggi Uv, che verrebbero amplificati in caso di diminuzione dello schermo protettivo della stratosfera. Il principale effetto è l'aumento dei tumori della pelle dovuti all'esposizione, che cresce nelle zone più vicine al 'bucò, mentre per gli occhi il pericolo maggiore è la cataratta. Anche il sistema immunitario viene depresso da un'esposizione eccessiva a questi raggi.


FONTE CITATA: WWW.ILMESSAGGERO.IT

lunedì 14 marzo 2011

CALENDARIO F1 2022 UFFICIALE GP SKY

Calendario F1 2022

20 Marzo      Bahrain, Sakhir   	        16:00  
27 Marzo      Arabia Saudita, Jeddah	19:00  
10 Aprile      Australia, Melbourne	        07:00  
24 Aprile      Italia, Imola	                15:00  
08 Maggio    USA, Miami        	        21:30  
22 Maggio    Spagna, Barcellona	        15:00  
29 Maggio    Monaco, Monaco    	        15:00  
12 Giugno    Azerbaijan, Baku  	        13:00  
19 Giugno    Canada, Montreal  	        20:00  
03 Luglio     G. Bretagna, Silverstone	16:00  
10 Luglio     Austria, Spielberg	        15:00  
24 Luglio     Francia, Le Castellet	        15:00  
31 Luglio     Ungheria, Budapest	        15:00  
28 Agosto    Belgio, Spa-Francorchamps        15:00  
04 Settembre  Olanda, Zandvoort 	15:00 
11 Settembre  Italia, Monza     	15:00  
25 Settembre  Russia, Sochi     	13:00  
02 Ottobre      Singapore, Singapore        14:00  
09 Ottobre      Giappone, Suzuka  	07:00 
23 Ottobre      USA, Austin       	21:00  
30 Ottobre      Messico, Messico City      21:00  
13 Novembre Brasile, San Paolo	18:00  
20 Novembre Abu Dhabi, Abu Dhabi	  14:00  



sabato 12 marzo 2011

TRAGEDIA GIAPPONE...MORTE PER NUCLEARE TSUNAMI E TERREMOTO



Giappone, esplosione in centrale nucleare
La tv: allarme radiazioni, restate a casa
In ospedale tre persone contaminate. Il governo: situazione potenzialmente grave. I morti nel sisma potrebbero essere 2.000. A Minamisanriku 9.500 dispersi. No allarme tsunami per maggior parte Pacifico
Dopo il terremoto di magnitudo 8.9 e gli tsunami di ieri, in Giappone è l'ora dell'incubo nucleare. Intanto il bilancio del sisma supera la soglia dei mille morti: dopo che in mattinata si era parlato di almeno 700 vittime e quasi 10mila (secondo l'ultima stima), è stato annunciato il rinvenimento di 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al terremoto.
Ci sono poi 9.500 persone disperse nel porto di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi. il numero dei dispersi rappresenta più della metà della popolazione totale della città. Minamisanriku si trova a circa 466 km a nord di Tokyo. Secondo diversi media la città è stata letteralmente «spazzata via» dalla tsunami.
A Fukushima, dove si trova una delle 55 centrali del paese, un'esplosione ha provocato il crollo della gabbia esterna di un reattore atomico ed è stato rilevato cesio radioattivo nei pressi dell'impianto. Nella centrale sono stati rilevati livelli di radioattività 1000 volte più alti della norma, all’interno della sala di controllo (le radiazioni ricevute in una sola ora da una persona corrispondono cioè al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno). Nell’area esterna si sono registrati, invece, livelli 8 volte superiori alla soglia critica.
L'esplosione potrebbe essere di tipo convenzionale, molto potente, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Alcuni impiegati sono stati feriti: 4 secondo Tepco, il gestore dell'impianto, molti di più secondo altre fonti. La conferma dell'esplosione è venuta dal confronto di due foto pre e post terremoto-tsunami: dalla seconda è del tutto scomparso la grande gabbia più esterna, fatta di cemento. Tutta da chiarire la dinamica degli eventi, perchè, citando fonti del ministero dell’Economia e Industria (Meti), la tv fa risalire l’esplosione alle 16.00 locali (le 8 in Italia). Un esperto di nucleare non ha escluso l’opzione di esplosione intenzionali.
Per raffreddare il reattore della centrale si sta usando acqua di mare, annuncia il portavoce del governo Yukio Edano, secondo il quale il reattore non è danneggiato e il livello di radiazioni non sta salendo. Secondo gli esperti questa procedura è prevista dalle norme di sicurezza delle centrali nucleari, a garanzia del funzionamento del sistema di raffreddamento di emergenza. Il fumo bianco che continua a fuoriuscire dalla centrale è vapore acqueo prodotto in seguito allo spegnimento del circuito primario che raffredda il reattore. In condizioni normali una centrale come quella di Fukushima viene raffreddata ad acqua: circolando attorno al reattore, l'acqua viene vaporizzata e il vapore viene poi fatto condensare. Quando il terremoto provoca lo spegnimento automatico della centrale, come è accaduto ieri, diventa necessario scaricare il vapore in eccesso nell'atmosfera. Secondo gli esperti è possibile che il vapore rilasciato sia debolmente radioattivo. Poichè il rilascio del vapore in eccesso rientra nelle procedure di sicurezza, anche i valori del materiale radioattivo eventualmente presente nel vapore rientra nei «normali rilasci autorizzati negli impianti nucleari». Solo nel caso di danni al reattore (ad esempio la fusione del combustibile) con il fumo può essere rilasciato un livello maggiore di materiale radioattivo. Una possibilità, quest'ultima, esclusa dal portavoce del governo.
La fusione potrebbe essere in atto «nel reattore n1 della centrale nucleare di Fukushima n1». La rilevazione del cesio radioattivo, annunciata dall’Agenzia, è di solito associata con gli elementi del combustibile e rappresenta un segnale di allarme, in quanto potrebbe essere rilasciato, ad esempio, per problemi al nocciolo del reattore. L'Agenzia sulla sicurezza nucleare ha definito comunque «improbabili» gravi danni al reattore.
La situazione alla centrale nucleare Fukushima I è «potenzialmente molto grave», ha detto un portavoce del governo, che ha poi esortato la popolazione a mantenere la calma. Le operazioni di evacuazione entro un raggio di dieci chilometri dalla centrale non erano state ancora completate quando si è verificata un'esplosione nell'impianto che ha provocato il crollo del tetto e dei muri.
Esperti russi considerano certo che a Fukushima sia in corso una fusione incontrollata, ipotesi molto probabile anche per i media giapponesi. La Russia ha ordinato un attento monitoraggio delle radiazioni nel suo estremo oriente.
Tre persone evacuate dalla zona della centrale sono state esposte a radiazioni. Lo riferisce l'agenzia Kyodo nel suo sito in inglese, precisando che le autorità stanno ampliando la zona di esclusione attorno alla centrale. I tre sono stati ricoverati in ospedale.
Dopo l’allarme lanciato per Fukushima N1, (la Fukushima-Daiichi), in seguito al quale il premier ha chiesto l’evacuazione di 45 mila persone, problemi di raffreddamento si sono verificati anche nella Fukushima-Daini, la N.2, comunica la Tokyo Electric Power Company. A non funzionare è in questo caso il sistema di raffreddamento di tre reattori. L’impianto in questione si trova a una distanza di 11 km dal primo. L'area è stata evacuata in un raggio di 20 chilometri e un'evacuazione è stata ordinata anche nei dieci chilometri attorno a Fukushima 2. La tv pubblica ha invitato gli abitanti delle zone limitrofe a non uscire di casa e tappare le finestre. Il governo ha riconosciuto l'esistenza di danni ma non ne ha spiegato l'entità. L'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (l'Aiea), in attesa delle informazioni chieste con urgenza, non ha lanciato alcun allarme.
Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell’impianto di raffreddamento è crollato, conferma il gestore dell’impianto Tepco. L’Agenzia per la sicurezza nucleare ha spiegato che l’esplosione dell’impianto nucleare si è verificato durante le scosse di assestamento. Funzionari dell'agenzia per la sicurezza nucleare hanno spiegato che non si sono verificati gravi danni alla cassa del reattore, il contenitore del nocciolo. Le valutazioni poggiano sugli ultimi dati monitorati sulle radiazioni intorno alla struttura dopo la potente esplosione verificata nel pomeriggio.
La Tv: tappatevi in casa. La televisione pubblica Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare di Fukushima, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità.
Sono almeno una ventina le scosse di magnitudo compresa tra 3 e 7 che sono state registrate nelle ultime dieci ore in Giappone, tra quelle sulla costa di nordest, già devastata ieri, e il nuovo fronte di Niigata-Nagano, sulla parte occidentale, che si è aperto a sorpresa durante la notte. Il terremoto più potente è delle ore 10.46 (le 2.46 in Italia), con una magnitudo di 6.4 ed epicentro individuato di fronte alla prefettura di Fukushima, nelle acque del Pacifico alla profondità di 40 km.
Un disastro «senza precedenti» da superare «tutti insieme». Lo ha detto il premier giapponese Naoto Kan, in conferenza stampa, dopo aver questa mattina fatto un sopralluogo sui luoghi distrutti dallo tsunami. «Il sisma ha causato uno tsunami più grande del previsto».
Cessato allarme tsunami per la maggior parte delle aree che si affacciano sull'Oceano Pacifico, ad eccezione di Alaska, British Columbia e Stato di Washington: lo rende noto l'Agenzia americana per gli Oceani e l'Atmosfera (Noaa), diramando quello che considera il suo ultimo bollettino di aggiornamento sullo tsunami scatenato ieri dal terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone.
Lo tsunami ha attraversato tutto il Pacifico e il peggio è passato, tuttavia il Noaa avverte che nelle prossime ore forti correnti potranno continuare a provocare gravi danni sia alle imbarcazioni sia alle strutture che si trovano lungo le coste. A seconda delle particolari caratteristiche geologiche della costa, inoltre, in molte località potranno continuare a verificarsi variazioni nel livello del mare nelle prossime ore e perfino nei prossimi giorni.
Cresce il bilancio della vittime della violenta scossa di terremoto di magnitudo 8.9, seguita da uno tsunami, in Giappone. Secondo un bilancio aggiornato della polizia sono circa 1400 fra morti e dispersi. Le vittime potrebebro esere però duemile rispetto gli ultimi ritrovamenti. Almeno 613 persone sono morte in diverse regioni del nord e dell’est del Giappone. Fra queste vittime ci sono gli oltre 200 cadaveri trovati sulla spiaggia di Sendai, dopo essere stata investita da uno tsunami con onde altre più di 10 metri. A questi morti bisogna aggiungere 784 persone che al momento risultano disperse, mentre i feriti sono 1.128.
L'esercito giapponese ha annunciato di aver ritrovato 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto che ieri ha colpito il Giappone. Il porto di Rikuzentakata - situato nella prefettura di Iwate, una delle più colpite dallo tsunami di ieri - è stato completamente inondato. Le immagini della distruzione di Rikuzentakata, in cui si vede questa onda gigante che travolge ogni cosa al suo passaggio, hanno subito fatto il giro del mondo.
Oltre 215.000 persone sono state fatte evacuare verso aree protette nel nord e nell’est del Giappone. Lo ha annunciato oggi la polizia.
Sani e salvi i passeggeri della nave scomparsa. A bordo c’erano 81 persone che, secondo l’agenzia di stampa Jiji, sono state soccorse dagli elicotteri dell’esercito e della guardia costiera. La nave si trovava al largo della prefettura di Miyagi al passaggio dell’onda anomala. Appartiene a una impresa di costruzione navale del porto di Ishionomaki.
Molti giapponesi nelle aree a rischio tsunami hanno trascorso la notte all'addiaccio sui tetti più alti di scuole, ospedali ed edifici pubblici.
Il governo ha intanto mobilitato 50mila soldati che si aggiungono agli operatori civili dei soccorsi. Circa 900 soldati e 250 veicoli vengono trasportati nelle aree colpite grazie alle navi delle forze militari americane di stanza in Giappone. Il Giappone ha impegnato 190 aerei e 25 vascelli nelle operazioni di soccorso, rese più difficiili anche dalla minaccia di nuovi tsunami in seguito alle scosse di assestamento. Intanto si cominciano a contare i danni delle case distrutte.
A Rikuzen Takata, una cittadina costiera di 25mila abitanti che risulta fra le più colpite, sono state distrutte almeno 5mila degli 8mila case dell'abitato.
A Minami Soma, nella prefettura di Fukushima, le case distrutte sono 1800. Oltre 210mila persone sono state alloggiate nei centri di emergenza nel Giappone settentrionale e orientale, ma migliaia di altre sono rimaste senza tetto nella gelida temperatura invernale.

FONTE: WWW.IL MESSAGGERO.IT


E QUESTA E' UNA TRAGEDIA NUCLEARE...MA SE ACCADESSE DA NOI ORA CHE IL GOVERNO VUOLE IL NUCLEARE?...RIFLETTIAMO!...CON IL REFERENDUM SI PUO FERMARE QUESTA PAZZIA!...

venerdì 21 gennaio 2011

L'INQUINAMENTO CI UCCIDERA' PIANO PIANO

HO VISTO SU CURRENT UN SERVIZIO AGGHIACCIANTE DI COME IN ALCUNE ZONE DELLA TERRA SI STIANO VERIFICANDO INGENTI DANNI DA INQUINAMENTO...ORA VI PROPONGO UN VIDEO DA YOUTUBE

martedì 4 gennaio 2011

Esiste un'altra Terra nell'Universo

NEW YORK (1° ottobre) - «Lassù potrebbe esserci qualcuno». Magari non nella forma di un essere umano, magari neanche nella forma di qualche animale terrestre. Ma a venti anni luce dal nostro pianeta, c’è un altro pianeta che ha «il cento per cento delle possibilità di aver sviluppato la vita». E questo corpo celeste che sta causando un’eccezionale ondata di entusiasmo nel mondo scientifico ha un nome molto poco romantico: Gliese 581, dal nome della stella intorno alla quale ruota, Gliese.
Lo hanno scoperto due astronomi specializzati nella ricerca di pianeti, Steve Vogt dell’Università di California a Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington. I due ricercatori hanno avuto il supporto di una squadra di astronomi svizzeri, che li hanno aiutato nei loro calcoli. E sono calcoli complicatissimi, che si basano in gran parte sui lievissimi spostamenti delle stelle che provano l’esistenza di una forza gravitazionale esercitata dai pianeti.
Gliese 581 è - in termini astronomici - nel cortile di casa nostra. Si trova nella costellazione della Bilancia. Il suo sole è uno dei 100 miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, e dista da noi ”appena” venti anni luce, cioè quasi 200 mila miliardi di chilometri, vale a dire un milione e duecentomila volte la distanza che c’è fra la Terra e il Sole. Eppure, gli strumenti di cui oggi la scienza astronomica può avvalersi ci informano che questo pianeta con una massa corporea tre volte il nostro si trova a quella distanza dalla sua stella in cui l’acqua sulla sua superficie non congela e non bolle. Cioè: Gliese 581g orbita intorno al suo sole abbastanza vicino perché l’acqua non diventi ghiaccio, ma non tanto che il calore eccessivo la faccia evaporare. Insomma, una distanza simile a quella che divide noi dal nostro Sole. E l’acqua è l’elemento di base di ogni forma di vita.
A differenza della Terra tuttavia, questo nostro gemellone resta immobile sul proprio asse, quindi mostra alla sua stella sempre la stessa faccia. E questo significa che una metà di Gliese 581 è gelida ed è sempre buia, mentre l’altra ha sempre luce ed è tiepida: «Direi che ci deve essere un clima che ci permetterebbe di circolare in maniche di camicia» ha detto il professor Vogt.
L’entusiasmo per Gliese 581 è più che comprensibile. Dal 1995, quando fu confermata l’esistenza di altri pianeti oltre a quelli del nostro sistema solare, non si è mai trovato un corpo celeste che potesse essere ospitale per lo sviluppo della vita. In questi 15 anni sono stati identificati con certezza circa 200 pianeti. Ma in genere si tratta di palle di roccia gelida o giganti gassosi. Anche la stella Gliese ha altri pianeti in orbita, anch’essi inospitali come i nostri compagni del sistema solare. Quelli più vicini alla stella sono troppo caldi, e quelli più distanti sono palle di ghiaccio. E poi c’è 581, il pianeta «probabilmente abitato da qualche forma di vita».

mercoledì 28 luglio 2010

LA STRAGE DEI DELFINI IN DANIMARCA NELLE ISOLE FAR OER





Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi come un sussurro, come se la notizia dovesse passare sotto silenzio.
Parliamo dei globicefali (specie Globicephala melas) o come meglio sono conosciuti le balene pilota (chiamati così perchè più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti in lingua spagnola come calderones.
Sono delle creature molto pacifiche che amano vivere in branchi composti per lo più da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni.
Hanno un carattere molto mansueto, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde (infatti l'unica zona del mondo dove non si localizzano sono le acque del polo.
(Se desideri conoscerli meglio leggi l'articolo di biologia marina ad essi dedicato)
Prima di raccontare che cosa succede vi voglio mostrare alcune immagini perchè più di ogni parola spiegano di cosa vi voglio parlare.
Vi parlo di una vera e propria strage che da tanti anni viene compiuta nelle isole danesi Feroe (o Faroe) a spese dei globicefali.
Le isole Feroe (che in lingua danese è scritto Fær Øer Islands) sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia che dal 1948 sono una regione autonoma del Regno di Danimarca (come la Groenlandia) con ampia autonomia per tutte le questioni politiche interne e non fanno parte dell’Unione europea con la quale hanno solo degli accordi commerciali bilaterali.
La stima ufficiale delle catture dichiarata dai faeroesi è di circa mille delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000 all’anno. Se consideriamo che queste pacifiche creature vivono mediamente 50 anni e le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni con periodi di gestazione molto lunghi (15 mesi), una uccisione così massiccia, se sommata alle altre che avvengono nel resto del mondo, soprattutto in Giappone, deve destare seria preoccupazione per la conservazione di questa specie.
Le motivazioni ufficiali che spingono questo popolo a compiere queste mattanze le possiamo leggere dal sito delle Isole Faroe: l’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo (considerato un alimento essenziale per la loro dieta), pelle per realizzare corde, grasso per ricavare olio come combustibile, stomaci come galleggianti e così via. Ora, sempre dallo stesso sito si legge che l’economia è retta da una fiorente industria della pesca, che produce prodotti ittici di alta qualità per l’esportazione, si allevano le pecore che forniscono fino al 60% di tutti i prodotti a base di carne, si cacciano gli uccelli marini, si allevano i bovini da latte che soddisfano tutte le esigenze interne di latte, così come la coltivazione delle patate. Insomma da quel che si legge non si comprende, come mai ci sia questo bisogno di caccia per sussistenza delle balene pilota.
Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita e che occorre molta fantasia per immaginare che per illuminare le loro case usino le lampade alimentate con olio di balena! Tra l’altro non si spiega come mai, pur essendo scientificamente appurato che la carne dei globicephala melas contenga alti livelli di mercurio, estremamente dannosi per la salute umana, si continui questa caccia. Infatti, sempre nello stesso sito si legge “questo fatto è fonte di preoccupazione ma non è un motivo per smettere la caccia perché i rischi alla salute devono essere controbilanciati dal fatto che la carne di balena è ricca di grassi polinsaturi, è magra e ricca di proteine”.
Allora quale è il vero motivo? Forse una caccia che ormai è diventata uno sport?
Ma come avviene questa caccia?
I calderones, animali pacifici, molto curiosi e che si muovono in branchi, durante le loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo. Come vengono avvistate viene dato l’allarme e tutta la popolazione si mette in moto per iniziare la caccia (i datari di lavoro danno dei permessi per partecipare ed anche una diaria). In pratica le balene vengono circondate a semicerchio dalle barche e convogliate verso piccole baie prestabilite che si trovano a ridosso delle città, verso l’acqua bassa, dove le attendono i loro massacratori.
Secondo le fonti ufficiali, verrebbe fatto un taglio netto nel collo per recidere il midollo spinale e le arterie per cui l’animale rimarrebbe paralizzato e perderebbe coscienza in 5-10”. Secondo le testimonianze delle persone che hanno assistito a questa mattanza, i video e le foto che si trovano in rete, le cose non si svolgono esattamente in questa maniera: le balene, per essere portate verso l'acqua bassa verrebbero uncinate per la coda, trascinate a riva e quindi uccise barbaramente a coltellate mentre si dibattono e gridano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue.
Gli stranieri non possono assistere a questa caccia, per cui mi domando: se realmente le cose sono così "umane" come viene descritto dai feroesi perché è vietato assistervi?
Una grossa denuncia su questa situazione viene fatta dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, a suo tempo, cofondatore di Greenpeace, da sempre in primo piano per cercare di fermare queste atrocità che intitola l'articolo "Vi è qualcosa di molto marcio in Danimarca" di cui riportiamo alcuni passaggi tradotti dall'inglese:
"L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Feroe, in lingua danese Isole Fær Øer, è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (...)"
Anche se non ci sono prove che sono in via di estinzione in quanto la stessa Red List 2008 dell’IUNC la classifica tra le specie delle quali non ci sono notizie (a questo indirizzo potete trovare la scheda), per cui non è possibile fare una stima della loro popolazione, è indubbio che il loro principale alimento, i calamari, sono in costante diminuzione con le conseguenze che questo comporta sulla popolazione di questa specie oltre il fatto che sono seriamente minacciate dall’inquinamento ambientale.
Ora la domanda che sorge spontanea è: dato che queste isole pur appartenendo alla Danimarca, non fanno parte dell''Unione Europea, esiste una possibilità di intervento che possa mettere la parola fine a questa strage?
Ad una domanda posta alla Commissione europea su questo problema, Stavros Dimas, il Commissario UE per l'ambiente risponde che l'Unione Europea vieta la caccia di tutte le specie di cetacei (balene, delfini e focene) in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche nota come la Convenzione di Berna in base alla quale è anche vietato vendere o scambiare cetacei e l'introduzione a fini prevalentemente commerciali ai sensi del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. Questa legislazione però non si applica alle balene pilota che vengono cacciate nelle isole Faroe in quanto non fanno parte dell'Unione Europea. E' altresì vero che la Danimarca ha firmato la convenzione di Berna ma dichiarando che tale accordo non si applica alla Groenlandia ed alle isole Faroe. Pertanto l'Unione Europea non può intervenire legalmente nei confronti di questi paesi. Stesso discorso per la IWC (International Whaling Commission) infatti pur tutelando le balene a livello internazionale, le balene pilota, facendo parte della categoria "piccoli cetacei" non sono di loro pertinenza.
Nella riunione del 5 giugno 2008 la Commissione Europa rafforza quanto detto sopra: "La caccia alla balena non è autorizzata nelle acque dell’Unione europea. Nel quadro del diritto ambientale comunitario, tutte le specie di balena sono protette nelle acque dell’UE. Tuttavia, l’UE non si oppone alla caccia alla balena praticata dalle popolazioni autoctone a fini di sussistenza – secondo quanto previsto dalla Convenzione IWC - a condizione che tale attività rispetti limiti di cattura stabiliti sulla base di pareri scientifici. (…) La Commissione condanna invece la caccia alla balena dissimulata sotto forma di ricerca scientifica, quale viene praticata in Giappone."
Ora il fatto che questo arcipelago non aderisca all’UE significa che è vincolato in tal senso per cui la stessa Unione Europea non può essere una voce autorevole, considerando anche che il governo danese, non entra in merito all’argomento.
Ma allora se nè a livello comunitario, nè a livello internazione non è possibile alcun controllo sull’uccisione delle balene pilota nelle isole Feroe, che cosa si può fare per porre fine a queste stragi?
Se non si acquista una coscienza culturale ma si continua a pensare che l’essere umano, in quanto specie dominante, abbia dei diritti incondizionati su ciò che è diverso dalla sua natura e possa disporne a suo piacimento; se continueranno a prevalere gli interessi economici; se non cesserà il piacere fine a se stesso di una caccia fatta per puro sport e divertimento, non si riuscirà mai a risolvere il problema.
Il mondo civile con le persone di buona volontà sta lavora intensamente per cercare di trovare una soluzione. Ma la strada è lunga e difficile. La stessa riunione dell’IWC che si è tenuta a Santiago del Cile a giugno del 2008, non ha sortito risultati concreti sul problema della caccia alle balene: saranno ancora oggetto della caccia per scopi scientifici e la caccia aborigena a fini di sussistenza.
Le Nazioni Unite, il 25 settembre 2008 nella loro relazione annuale sui progressi realizzati per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio, hanno incluso di "ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità entro il 2010". I progressi saranno monitorati misurando la percentuale di specie minacciate di estinzione (calcolata con la Lista Rossa IUCN) che tra le altre specie include anche il Globicephala melas.
La cosa che sconcerta di più è che oggi sta subentrando una nuova motivazione per queste cacce: le balene, come i delfini mangiano troppo pesce e quindi stanno impoverendo i mari e per questo motivo devono essere cacciate! Tesi sostenuta soprattutto dal Giappone, dalla Norvegia e dall’Islanda (i più grandi cacciatori di balene del mondo).
Purtroppo conosciamo la ferocia dei giapponesi e le stragi da loro effettuate al largo di Taiji in Giappone: tutti gli anni cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici. A tal proposito segnalo le interessanti domande/risposte dell'Institute of Cetacean Research giapponese che sono molto "illuminanti" riguardo le motivazioni che spinge questo popolo a queste uccisioni di massa.
Le associazioni ambientaliste, a livello mondiale, si battono, ognuna a modo loro, per fermare questi massacri a tutti i livelli ed in tutti i paesi del mondo. Molti progetti mirano alla creazione di riserve marine e a rafforzare quanto sancito dall’IWC sulla caccia commerciale. Purtroppo non ci sono fondi sufficienti per sostenere tutte le campagne che dovrebbe essere portate avanti. Per cui è “la voce del popolo” che deve farsi sentire, assumere una maggiore coscienza in merito all’argomento, smettere di mangiare carne di balena, fare pressioni sui governi perché adottino delle politiche conservative.
Qualche tempo fa, spinta dalla curiosità, ho iniziato a fare una ricerca per capire chi e che cosa si occupasse di questo problema, così ho iniziato a cercare nella rete per vedere quante associazioni, enti, commissioni, sottocommissioni, organismi di controllo, società, ecc. ecc. (e consentitemi ’“ecc. ecc.” che in questo caso è doveroso) che alla fine ho dovuto rinunciare perché la situazione è talmente vasta ed ingarbugliata che non si riesce a trovare un filo conduttore: è un universo. Ora, sono fermamente convinta che ognuna a modo suo sia importante e dia il suo piccolo/grande contributo ma forse se esistessero un po’ meno organismi e quei soldi venissero spesi per fare più studi approfonditi, per creare delle riserve naturali, per portare avanti delle campagne di sensibilizzazione, forse qualche risultato in più oggi si potrebbe ottenere.
A questo punto ritorna la domanda iniziale: perchè pur essendo le stragi delle isole Feroe perpetrate da anni se ne sente parlare solo ogni tanto, sottovoce, come se la cosa dovesse passare sotto silenzio?
Credo che fra le tante questioni ambientali che angosciano il nostro paese, e più in generale il mondo, questa di fatto sia considerata una goccia infinitesimale e quindi come tale venga considerata, vale a dire in modo totalmente irrilevante.
Questo fatto non lo considero una giustificazione perché nell’era della globalizzazione, della dichiarazione del millennio (la dichiarazione più importante a livello mondiale che sia mai stata realizzata) proclamata dalla Nazioni Unite ed alla quale hanno aderito 189 paesi (su 191) tra cui la Danimarca ed anche l’Italia dove si parla, tra l’altro, di conservazione della specie, delle biodiversità, della tutela del mare e degli oceani, anche questa piccola goccia deve avere una sua voce.
Vi segnalo questo indirizzo di Youtube, che mostra questo massacro e che data la crudeltà delle immagini non me la sento di metterlo online nel sito in quanto è letto anche da bambini.
In questo articolo c'è molto sangue e non lo voglio concludere così ma con questa immagine e questa canzone di Roberto Carlos "El progreso" (Il progresso), perchè siano una speranza: che l'uomo diventi finalmente un essere umano.

emergenza_uomo@elicriso.it


Dott.ssa Maria Giovanna Davoli


http://www.elicriso.it/it/stragi_compiute_uomo/strage_delfini_danimarca/

sabato 3 aprile 2010

ADDIO E GRAZIE MAURIZIO MOSCA


(AGI) - Milano, 3 apr. - Maurizio Mosca era figlio dell'umorista e giornalista Giovanni Mosca, e fratello dello scrittore Paolo Mosca. Nato a Roma il 24 giugno 1940, aveva iniziato la carriera nel quotidiano 'La Notte' di Milano, passando poi alla Gazzetta dello Sport, dove e' rimasto per vent'anni, diventando caporedattore e anche direttore ad interim per due anni. Era appassionato soprattutto di pugilato, di cui ha seguito gli incontri di cartello, Il successo e la popolarita' vengono pero' dal calcio e dalle sue apparizioni televisive, cominciate nel 1979 su emittenti locali e nazionali. Mosca diventa celebre con 'L'appello del martedi'', una sorta di contraltare del 'Processo del lunedi'' di Aldo Biscardi, in cui appariva con tanto di toga da giudice, poi partecipa a 'Calciomania', 'Zitti e Mosca', 'Controcampo' e 'Guida al campionato', dove interpreta con ironia e umorismo il ruolo dell'opinionista e dell'esperto di mercato. Famose le 'bombe di Mosca', colpi a volte improbabili del calciomercato destinati a far sognare i tifosi, ma anche il 'Pendolino' con cui azzardava pronostici sui match di campionato.







martedì 2 marzo 2010

LA TERRA CAMBIA IN NEGATIVO SEMPRE DI PIU'

L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri.

Il terremoto in Cile ha accorciato la durata del giorno e spostato l'asse terrestre
La Terra gira più velocemente e le giornate si sono accorciate di 1,26 milionesimi di secondo
L'asse di rotazione si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri


(Nasa)
MILANO - Come avviene in tutti i grandi terremoti, anche il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso al largo delle coste del Cile ha spostato l'asse terrestre e modificato la durata del giorno. La differenza è stata calcolata tramite un modello matematico complesso da Richard Gross del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California.

GIORNI PIÙ CORTI - Secondo Gross la zolla di Nazca, che subduce sotto quella sudamericana e ha generato il terremoto cileno, ha spostato masse verso l'interno della Terra. Come avviene nei pattinatori quando, durante la trottola, portano le braccia al petto e aumentano la velocità di rotazione, così capita al nostro pianeta. Masse più vicine al centro della Terra determinano una maggiore velocità di rotazione e quindi un accorciamento della durata del giorno. Per la precisione, hanno calcolato Gross e i suoi colleghi del Jpl, il giorno si è accorciato di 1,26 microsecondi, ossia 1,26 milionesimi di secondo. Una differenza molto piccola, ma permanente, che è addirittura sotto la soglia dell'osservazione diretta strumentale, che è di 5 microsecondi.

ASSE DI ROTAZIONE - Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spotato di ben 12 centimetri.

DIFFERENZA - Anche il terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, che è stato più forte (9,1 gradi Richter) determinò importanti cambiamenti: una diminuzione della durata del giorno di 6,8 microsecondi e uno spostamento dell'asse terrestre di 2,32 millisecondi di arco, pari a circa 7 centimetri. La differenza dello spostamento dell'asse terrestre del terremoto cileno rispetto a quello indonesiano è dovuto a due fattori: il terremoto dell'Indonesia avvenne quasi all'equatore, quindi alla maggiore distanza possibile dal centro della Terra (il pianeta non è perfettamente sferico: è schiacciato presso i poli e rigonfio all'equatore) e quindi le masse non si spostarono così tanto verso il centro. Inoltre l'angolo della faglia che subduce sotto il Sudamerica è maggiore rispetto a quella della zolla indo-australiana che subduce sotto l'Asia, quindi anche per questo motivo le masse crostali asiatiche sono affondate di meno e hanno prodotto un minore spostamento dell'asse.

EFFETTI - Questi cambiamenti, però, sono troppo piccoli per incidere in alcun modo sulla vita umana né sull'ambiente fisico terrestre. Boschi aggiunge che per ora i dati riportati sono stime e «stiamo aspettando le verifiche sperimentali che saranno effettuate nel centro dell’Agenzia spaziale italiana di Matera».

Paolo Virtuani

FONTE ARTICOLO: CORRIERE DELLA SERA

mercoledì 27 gennaio 2010

GIORNO DELLA MEMORIA


La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato anche da molte altre nazioni, tra cui la Germania e la Gran Bretagna, così come dall'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.(vidia)
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi, Chełmno, e Bełżec, ma questi campi detti più comunemente di "annientamento" erano vere e proprie fabbriche di morte dove i prigionieri e i deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi "sonderkommando".
Tuttavia l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con se in una "marcia della morte" tutti i prigionieri abili, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento del lager (anche se è doveroso dire che due dei forni crematori situati in Birkenau I e II furono distrutti nell'autunno del 1944).
In Italia sono ufficialmente più di 400 le persone insignite dell'alta onorificenza dei Giusti tra le Nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto.
Il Giorno della Memoria. E' una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

FONTE WIKIPEDIA

venerdì 30 ottobre 2009

HALLOWEEN E LA PERDITA IN ITALIA DEL SUO SIGNIFICATO



HALLOWEEN E' UNA FESTA DI ORIGINE PRE-CRISTIANA ORA TIPICAMENTE STATUNITENSE E CANADESE E LE SUE ORGINI RISALGONO ALLE POPOLAZIONI TRIBALI CHE DIVIDEVANO L'ANNO IN DUE PARTI IN BASE ALLA TRANSUMANZA DEL BESTIAME, NEL PERIODO FRA OTTOBRE E NOVEMBRE PREPARAVANO LA TERRA E IL BESTIAME AL FREDDO INVERNO E IN EUROPA SI DIFFUSE COI CELTI CHE FESTEGGIAVANO LA FINE DELL'ESTATE (SAMHAIN - FINE ESTATE).
QUELLO ERA IL PERIODO CHE NON AVEVA UNA POSIZIONE TEMPORALE BEN DEFINITA E COME UN CAPODANNO NON APPARTENEVA NE' ALL'ANNO VECCHIO NE' AL NUOVO E SI ASSOTTIGLIAVA IL VELO DI DISTANZA TRA I VIVI E I MORTI.
I CELTI NON TEMEVANO I LORO MORTI ANZI LI ACCOGLIEVANO IN CASA BEN VOLENTIERI E DA QUI "DOLCETTO O SCHERZETTO?".
NON CREDEVANO NEI DEMONI MA NELLE FATE E NEGLI ELFI, TEMUTI ENTRAMBE POICHE' I PRIMI RISENTITI NEI CONFRONTI DEGLI UMANI E I SECONDI TROPPO DIVERSI DAL GENERE UMANO;QUINDI SOLO LORO POTEVANO FARE SCHERZI AGLI UMANI ANCHE PERICOLOSI E DA LI' LE STORIE TERRIFICANTI.
PER QUANTO RIGUARDA PERO' LE ORIGINI CRISTIANE VERE DEL NOSTRO PAESE IN REALTA' QUESTA FU ISTITUITA DA PAPA BONIFACIO IV PER COMMEMORARE TUTTI I CRISTIANI UCCISI IN NOME DELLA FEDE E IN LINGUA INGLESE HALLOWMAS SIGNIFICA "COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI".
PER QUANTO RIGUARDA LA ZUCCA "JACK O' LANTERN" QUESTA RIGUARDA LA CREDENZA NEI DEFUNTI CHE VAGANO CON IL FUOCO IN MANO CHE CERCANO DI PORTAR VIA I VIVI E QUINDI UN USO REPELLENTE NEI LORO CONFRONTI.
INOLTRE FA RIFERIMENTO ALLE STREGHE BRUCIATE AL ROGO CHE VAGAVANO IN VENDETTA.
LE ORIGINI DELLA ZUCCA SEMBRANO PROVENIRE DALLE USANZE ANTICHE DEL NOSTRO PAESE NELLO SVUOTARE APPUNTO LA ZUCCA STESSA O DI UN CERTO JACK CHE VAGAVA MALVAGIAMENTE CON UNA LANTERNA A FORMA DI ZUCCA

lunedì 24 agosto 2009

RIVOGLIO "MAI DIRE TV" DELLA GIALAPPA

 UN VIDEO PER RICORDARE QUEL BELLISSIMO PROGRAMMA DELLA GIALAPPA CHE ANDAVA IN ONDA NEGLI ANNI 90 IN TV E CHE TRAMITE LA PARABOLA MOSTRAVANO I VARI CANALI MONDIALI COMMENTANDO IN MANIERA GENIALE TUTTO! GIALAPPA RIFATELO VI PREGO!
W GIANNI DRUDI...

mercoledì 12 agosto 2009

NOTIZIA CURIOSISSIMA DALL'ANSA: SMS AGLI ALIENI



L'OPPORTUNITà OFFERTA DAL GOVERNO
Dall'Australia gli sms agli alieni
Messaggini verso i possibili abitatori del pianeta Gliese 581d, lontano 20 anni luce. Le eventuali risposte nel 2049


Pianeta Gliese 581d, scoperto nel 2007, l'unico conosciuto in una 'zona abitabile', di clima non troppo caldo, né troppo freddo (Ansa)
MILANO - Se vi sono alieni intelligenti nel remoto pianeta Gliese 581d, dove secondo gli astronomi il clima e la presenza di acqua allo stato liquido potrebbero essere propizi alla vita, stanno per essere bombardati con sms di saluto lanciati dalla Terra. Il governo australiano offre la possibilità fino al 24 agosto di mandare messaggini al pianeta extrasolare lontano 20 anni luce e scoperto nel 2007, l'unico in orbita in una 'zona abitabile' dal clima non troppo caldo nè troppo freddo.
Sarà la stazione di tracking spaziale della Nasa a Tidbinbilla presso Canberra a inviare tra le stelle quelli che un portavoce ha definito «come messaggi in una bottiglia» per celebrare la Settimana nazionale della scienza che inizia sabato. Nell'annunciare la rara opportunità il ministro per la scienza Kim Carr ha rivelato il messaggio cosmico che lui ha mandato per primo: «Saluti dall'Australia nel pianeta che noi chiamiamo Terra. Questi messaggi esprimono i nostri sogni per il futuro, che vogliamo condividere con voi». Per inviare un messaggio interstellare, massimo 160 caratteri, bisogna visitare il sito Hellofromearth.net, ma non bisogna avere fretta di ricevere una risposta. Viaggiando alla velocità della luce, i messaggi non raggiungeranno il pianeta fino al 2029 e le risposte, se verranno, non sono attese prima del 2049.
«Questo è il primo tentativo di stabilire un contatto con il pianeta Gliese 581d», ha detto il portavoce del sito web, Wilson Da Silva. Il pianeta orbita così vicino alla sua stella che i suoi anni durano appena 66,8 dei nostri giorni. Ma la stella è una 'nana rossa' molto meno calda del nostro Sole, e secondo gli astronomi il pianeta è fresco abbastanza da contenere abbondante acqua allo stato liquido per sostenere la vita. Il prof. Stephane Udry, dell'osservatorio di Ginevra, ha scritto che Gliese 581d è troppo grande per essere composto solo di roccia. Potrebbe essere anche coperto da un oceano profondo, il che lo renderebbe «il primo serio candidato alla definizione di globo terracqueo», oltre alla Terra. La reazione dei terrestri all'invito del ministro australiano non è tardata, e più di 1000 messaggi sono stati mandati al sito nelle prime ore dopo l'annuncio, oltre che dall'Australia, dagli Usa e dal Canada. Vanno dagli avvertimenti agli extraterrestri ('La vostra mailbox sarà soffocata dallo spam fra 20 anni') ai messaggi idealisti ('Nell'interesse della conoscenza e curiosità umane ci appelliamo al vostro spirito umanitario. Potete aiutarci ad abolire tutte le guerre e il crimine?'), a quelli pessimisti ('Quando riceverete questo messaggio, l'umanità sara già perita. Ma nel caso che sopravviviamo, ricordate che siamo amici'). C'è poi chi vuole sapere che tempo fa lassù, e chi chiede semplicemente: per favore chiamate quando ricevete questo messaggio.

STUPENDO MA TANTO GLI UMANI RIUSCIRANNO A ROVINARE ANCHE QUESTO MONDO...

ARTICOLO CORRIERE.IT