Ticchettio della pioggia o brusio di voci, il neo-papà: per addormentare i bimbi basta un ' App L’applicazione creata da un trentenne di Cardiff si chiama White Noise Ambiance e raccoglie suoni in grado di conciliare il sonno. Il dolce suono delle onde che si infrangono, il ticchettio della pioggia sul tetto di un’auto, il sibilo di un ventilatore e persino le fusa di un gatto. E poi il white noise (il rumore di una radio o di una televisione mal sintonizzata), lo scoppiettio di un fuoco in un campeggio, il brusio di un ristorante, un treno a vapore, rane che gracidano in una foresta pluviale, grilli che friniscono al tramonto, rumori prodotti da un irrigatore, da un’asciugatrice e da un tosaerba: tutti suoni, rumori o melodie che possono conciliare il sonno dei bimbi (e magari anche quello degli adulti). Lo ha scoperto Matthew Nifield, trentatreenne di Cardiff alle prese con le notti in bianco che scandiscono i primi mesi (e talvolta anni) da neo-genitore. GEMELLE IRREQUIETE - E da questa rivelazione ha deciso di costruire un’applicazione per iPad e iPhone, dopo avere sperimentato la trovata sulle gemelle Madeleine e Gwyneth, di appena sei mesi, entrate rumorosamente nella sua vita e poco intenzionate a fare la nanna di notte. Da allora ogni volta che Madeleine e Gwyneth erano riluttanti ad andare a nanna, al padre era sufficiente schiacciare il tasto play per risolvere il problema. «Ho cercato nell’app store di Apple qualcosa che mi aiutasse a farle dormire – ricorda orgogliosamente Matthew Nifield – ma non ho trovato nulla; così ho creato la mia applicazione. E ha funzionato». Quando si dice far di necessità virtù: il giovane genitore, stremato dall’insonnia, è riuscito a risolvere autonomamente il problema della stanchezza cronica da neonate (due sono più rumorose di uno) urlanti. E ora l’applicazione gli frutta all’incirca 70.000 euro all’anno WHITE NOISE AMBIANCE - La sua invenzione si chiama White Noise Ambiance ed è stata scaricata in tutto il mondo. Tanto che ora le due gemelline dormono come ghiri, hanno un anno e si sono trasferite insieme a papà e mamma in California, dove papà Matthew sta lavorando alla progettazione di nuovi software. Mentre vive (e anche comodamente) dei proventi della sua app. Dell’applicazione in questione esiste una versione base, gratuita, che comprende dodici sonorità e una versione a pagamento con ben 150 opzioni. Pare comunque che le due sorelline abbiano una predilezione spiccata per il rumore delle onde che si infrangono. Mentre papà Matthew, per riprendere sonno dopo le brusche sveglie notturne, preferisce il ticchettio della pioggia sui vetri della macchina.
CHE DIRE STUPENDO BISOGNEREBBE PROVARLO ANCHE CON GLI ADULTI...DEVO DIRE CHE IO NE AVEVO TROVATO UNO SU ANDROID MARKET SIMILE
ARTICOLO DE: IL CORRIERE DELLA SERA DI EMANUELA DI PASQUA
Mario Monti (Varese, 19 marzo 1943) è un economista, accademico e senatore a vita italiano. Commissario europeo per il Mercato Interno tra il 1995 e il 1999 (Commissione Santer), sotto la Commissione Prodi riveste il ruolo di Commissario europeo per la Concorrenza fino al 2004. Il 9 novembre 2011 viene nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il successivo 13 novembre, a seguito della caduta del Governo Berlusconi IV, riceve, sempre da Napolitano, l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva. Si diploma all'Istituto Leone XIII di Milano. Nel 1965 consegue la laurea in economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e si specializza all'Università di Yale (Stati Uniti) avendo come professore James Tobin, Premio Nobel per l'economia nel 1981.Nel 1969 è professore ordinario presso l'Università degli Studi di Trento. Dal 1970 insegna presso l'Università degli Studi di Torino, che lascia nel 1985 per diventare professore di economia politica presso l'Università Bocconi di Milano, dove diventa direttore dell'Istituto di Economia Politica. Monti è chiamato a rivestire incarichi di rilievo in commissioni governative e parlamentari: è relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall'inflazione (1981), presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario (1981-1982), membro della Commissione Sarcinelli (1986-1987) e del Comitato Spaventa sul debito pubblico (1988-1989)[4]. Dal 1988 al 1990 è vicepresidente della Comit. Sempre alla Bocconi assume la carica di Rettore (1989-1994) e successivamente quella di Presidente (1994), alla morte di Giovanni Spadolini. Commissario Europeo (1994-2004)Monti, in quel momento rettore della Bocconi, è indicato come candidato italiano per la nomina a commissario europeo nel 1994 dal governo Berlusconi I, assieme alla radicale Emma Bonino. Jacques Santer, presidente della commissione, gli assegna le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità ed Unione Doganale. Nel 1999 la Commissione Santer si dimette in blocco, a causa di uno scandalo legato a cattive pratiche di gestione ed amministrazione da parte di alcuni commissari. Nel 1999 Monti viene confermato commissario europeo dal governo D'Alema I, che indica Prodi come secondo rappresentante per la Commissione UE, di cui lo stesso Prodi diviene presidente, e riceve la delega alla Concorrenza. Sotto la sua guida la Commissione Europea approfondisce il ruolo di controllo della concorrenza, inaugurando il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e bloccando nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust. Nel 2004 il governo Berlusconi II decide di non indicarlo per un terzo mandato nella commissione Barroso, indicando come unico candidato Rocco Buttiglione, poi sostituito da Franco Frattini dopo il rigetto della candidatura di Buttiglione da parte del Parlamento Europeo. Uno dei risultati più importanti della sua attività di ricerca in campo economico è il modello di Klein-Monti che descrive il comportamento di una banca in regime di monopolio, risultato degli studi paralleli di Monti e del premio Nobel Lawrence Klein. È stato il primo presidente del "Bruegel", un think-tank, nato a Bruxelles nel 2005, composto e finanziato da 16 Stati membri dell'UE e 28 multinazionali. Dal 2010 è inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Dal 2005 è international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute, presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen. È advisor della Coca Cola Company. Nel 2010, su incarico del Presidente della Commissione Europea Barroso, ha redatto un libro bianco (Rapporto sul futuro del mercato unico) contenente misure per il completamento del mercato unico europeo. Monti mantiene la carica di presidente dell'Università Bocconi. Idee e iniziative politicheIn economia Monti sostiene il mercato, le liberalizzazioni e il rigore dei conti pubblici. Il 15 settembre 2010 Monti dà il suo appoggio all'iniziativa del gruppo Spinelli, fondato per rinvigorire la spinta federalista nell'Unione Europea. Assieme a lui, hanno dichiarato il proprio supporto Jacques Delors, Daniel Cohn-Bendit, Guy Verhofstadt, Andrew Duff, Elmar Brok. È editorialista de Il Corriere della Sera e autore di numerose pubblicazioni. La sua competenza e il rispetto che si è saputo guadagnare sia in ambito nazionale che internazionale hanno fatto sì che il suo nome sia stato più volte indicato per l'incarico di ministro in ambito economico sia in governi di centro destra che di centro sinistra. La sua autorevolezza di "tecnico" ha spinto Giuseppe Pisanu a indicarlo come una delle persone che potrebbero ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio per entrambi gli schieramenti. Il 2 settembre 2011 Monti dichiara la propria disponibilità ad un impegno in prima persona per salvare dall'impasse la politica italiana, dicendosi pronto ad una eventuale chiamata del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'ottica di formare un governo tecnico di transizione in caso di caduta del governo Berlusconi. Presumibilmente per un semestre ed in preparazione di nuove elezioni politiche anticipate da tenersi nella primavera 2012. Il 9 novembre 2011 è nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per meriti in campo scientifico e sociale. Il successivo 13 novembre, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, riceve, sempre da Napolitano, l'incarico per la formazione di un nuovo governo, accettandolo con riserva. Onorificenze:Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana — Roma, 27 dicembre 1992 Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana «Di iniziativa del Presidente della Repubblica» — Roma, 29 novembre 2004
Marco Simoncelli è morto. A confermare il decesso del pilota della Honda Gresini è stato un responsabile della Dorna, la società che organizza il Motomondiale, a Sepang. Il pilota di Cattolica è stato vittima di un terribile incidente nel primo giro del Gp della Malesia. Simoncelli aveva 24 anni. Il pilota della Honda Gresini è finito a terra ed è stato investito dagli accorrenti Colin Edwards e Valentino Rossi, che è rimasto in piedi nonostante il contatto. Simoncelli è rimasto a terra senza casco. La gara è stata immediatamente sospesa e poi cancellata. Non è ancora ben chiara la dinamica dell'incidente: dalle immagini si vede Simoncelli tagliare una curva in modo innaturale, probabilmente dopo aver perso aderenza.
Farrokh Bulsara, noto come Freddie Mercury (Stone Town, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991), è stato un cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane.
Membro fondatore dei Queen, rock band britannica nata nel 1970 di cui fece parte fino all'anno della sua morte, era noto per le sue esibizioni dal vivo e per il suo talento vocale. Come compositore, ha scritto brani come Bohemian Rhapsody, Crazy Little Thing Called Love, Don't Stop Me Now, It's a Hard Life, Killer Queen, Love of My Life, Play the Game, Somebody to Love e We Are the Champions. Oltre all'attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese la carriera da solista che lo portò a pubblicare due album, Mr. Bad Guy nel 1985 e Barcelona nel 1988, quest'ultimo frutto della collaborazione con il soprano spagnolo Montserrat Caballé, il cui omonimo singolo divenne l'inno ufficiale dei Giochi della XXV Olimpiade.
Malato di AIDS, è deceduto a seguito di una broncopolmonite sviluppatasi per via della deficienza immunitaria legata alla malattia stessa il giorno dopo la pubblica confessione del suo grave stato di salute.In suo onore, il 20 aprile 1992 venne organizzato il Freddie Mercury Tribute Concert, al quale parteciparono molti artisti musicali internazionali; i proventi dell'evento vennero utilizzati per fondare The Mercury Phoenix Trust, un'organizzazione impegnata nella lotta all'immunodeficienza umana. Mercury è considerato uno dei più grandi e influenti artisti nella storia del rock; nel 2008, il magazine statunitense Rolling Stone lo ha collocato al 18º posto nella classifica dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi,mentre Classic Rock, l'anno successivo, lo ha classificato al primo posto tra le voci rock.
Gli ultimi anni di vita e la morte La Garden Lodge di Mercury a Earls Court, Kensington, Londra.Nel 1987 Mercury aveva abbandonato la sua vita pubblica, non organizzando più concerti e asserendo che un uomo di 40 anni non poteva saltare e cantare su un palco con una calzamaglia indosso.Alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che Mercury fosse effettivamente malato; questi sospetti derivavano dall'aspetto del cantante, dall'improvvisa sospensione dei tour dei Queen e dalle confessioni di alcuni amanti pubblicate sulle pagine dei tabloid inglesi del tempo.Si fecero dunque sempre più rare le sue apparizioni pubbliche e Mercury si rifugiò sempre più nella Garden Lodge, la sua villa di Earls Court a Londra, costata oltre 4 milioni di sterline.Mercury nascose il segreto della sua malattia anche agli altri membri dei Queen fino al 1989, quando fu costretto a fare accertamenti clinici più specifici; durante questi esami, gli fu asportata parte di pelle dalla spalla sinistra e l'analisi confermò definitivamente la sua positività all'HIV. Sicuro della malattia, confessò la sua condizione agli amici più intimi nonché ai membri del gruppo.
Il 18 febbraio 1990, per ricevere un premio per il contributo dei Queen alla musica britannica ai BRIT Awards, Freddie Mercury fece la sua ultima apparizione in diretta.La crescente diffusione di notizie su una possibile malattia di Mercury, confermate dalla morte di Nikolai Grishanovich, un suo amante,portò il gruppo a diffondere un comunicato stampa ufficiale, nel quale smentiva ogni voce sul cantante. Poco dopo, Mercury si trasferì a Montreux, in Svizzera, dove affittò un appartamento, la "Duck House".La sua ultima apparizione in pubblico fu nel video della canzone These Are the Days of Our Lives, in cui il frontman appare molto dimagrito; il videoclip del brano, tratto dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo, venne tuttavia reso pubblico solo dopo la sua morte, su sua precisa volontà.Mercury continuò a registrare canzoni, nonostante fosse molto debilitato dalla malattia e costretto a riposo per molte ore il giorno; solo circa un mese prima del suo decesso fu costretto da alcuni problemi polmonari a smettere di cantare, invitando gli altri membri dei Queen ad effettuare le ultime correzioni alle tracce registrate, per poterle poi pubblicare in seguito.
Freddie rientrò in Inghilterra ai primi di novembre 1991, per stare vicino ai suoi cari.Qui venne sottoposto ad alcune cure palliative, con medicinali che arrivavano di nascosto alla Garden Lodge;tuttavia il cantante diventò sempre più debole, non riuscendo ad alzarsi dal letto e cominciando a perdere la vista. Il 22 novembre 1991, Mercury convocò nella sua casa di Earls Court il manager dei Queen Jim Beach per redigere un comunicato ufficiale, che venne consegnato alla stampa il giorno successivo.
Il sole è ancora alto, la voglia di abbronzatura ancora dilaga e i ricercatori, chiusi nei laboratori, già pensano alla crema che ci spalmeremo la prossima estate. Potrebbe profumare al caffè, come rivela un nuovo studio americano pubblicato on line dall’Accademia nazionale delle scienze. Il lavoro conferma le possibili virtù della caffeina come nuovo complice della pelle.
L’idea è quella di mettere la caffeina direttamente sulla pelle per difenderla dall’esposizione e dalla possibile insorgenza del cancro. «Ora comunque - spiega Allan Conney che ha guidato la ricerca - sono necessari altri studi per definire se l’uso topico della caffeina possa davvero inibire le neoplasie cutanee associate all’esposizione al sole. Questa sostanza potrebbe diventare una forte arma di prevenzione». Dall’università di Barcellona, invece, ci arriva uno studio che può portare benefici anche in questo scorcio d’estate che si annuncia ancora caldo. I risultati indicano l’uva come la nuova beniamina dei raggi solari: alcune sostanze polifenoliche contenute nel frutto riuscirebbero infatti ad arginare con successo i radicali liberi prodotti dalle radiazioni ultraviolette. «Si potrebbero sviluppare nuovi prodotti per la fotoprotezione cutanea - fanno sapere dal Consiglio delle ricerche spagnolo - proprio utilizzando estratti d’uva».
Le notizie dei ricercatori si incrociano con un desolante quadro disegnato dai dermatologi che, nei pronto soccorso, si trovano a fronteggiare un’onda anomala di ustionati dal sole. Pochi giorni fa a Milano, il Centro antiveleni dell’ospedale Niguarda, ha lanciato l’allarme: una processione di pazienti con la pelle deturpata da lozioni casalinghe a base di iodio, cola, succo di limone o decotto di fico. Proprio il decotto a base di fico, in auge qualche anno fa, sembra tornato di moda. E, come allora, torna a far danni. Ustioni da chirurgo plastico. «In generale vanno evitate tutte le sostanze che provengono dal mondo botanico - consiglia la dermatologa Riccarda Serri, presidente di Skineco, Associazione internazionale di ecodermatologia -. Un universo che, teoricamente, non è nato per noi se si pensa che il nostro organismo è composto da proteine animali».
Che non spaventano l’ormai sempre più fitta schiera dei dipendenti dell’abbronzatura. Dipendenti come si è dell’alcol o della droga. C’è quella che dura tutto l’anno legata al fascino del lettino solare in cabina e quella che spunta ai primi caldi e condiziona la vita per tutta la stagione estiva. Negli Usa hanno già dato un nome a questa dipendenza: la tanoressia (un misto di tan, in inglese abbronzatura e anoressia). Come gli anoressici non si vedono mai magri così i tanoressici non sono mai soddisfatti della loro tintarella. Una sorta di psicopatologia obbliga la persona ad essere sempre con la pelle scura. Oltre a comportare un rischio aumentato di cancro ed un invecchiamento precoce della pelle sembra che la tanoressia induca anche cambiamenti dell’umore come ansia o depressione. La sindrome compulsiva da sole sarebbe una vera e propria malattia che interessa più di 10 milioni di italiani, tra giovani e adulti. Un milione e mezzo (i numeri escono puntuali durante ala giornata mondiale sul Melanoma a maggio) i ragazzi tra i 14 e i 18 anni che fanno almeno una lampada abbronzate l’anno. Fra questi 700mila sono da catalogarsi tra i lettino-dipendenti.
Un piccolo centro nel Bresciano, Nuvolera, è arrivato a parlare di tanoressia sul sito del Comune. Se ne è fatto carico l’assessore alla Sanità: spiega di che cosa si tratta e mette in guardia in concittadini con una seri di indicazioni scientifiche.
DROGHE E ALCOL NELLA CASA DI CAMDEN. Processione dei fan che portano fiori Winehouse, le ultime ore di follia I tabloid : «Una notte di droga e alcol» La madre della cantante: «Sentivo che sarebbe finita presto. Il giorno prima mi ha detto: "Ti voglio bene"» Un «big one», una festa a base di alcol e droghe di vario tipo. I tabloid Daily Mail, Sunday Mirror e Daily Star hanno ormai sposato la tesi dell'overdose. Forse addirittura voluta. La morte di Amy Winehouse avvenuta nel pomeriggio di sabato sarebbero conseguenza di una notte di eccessi. I giornali popolari inglesi riportano tutti la medesima fonte anonime: «Amy - racconta il testimone, a quanto pare vicino di casa della cantante - sembrava determinata ad avere una serata alla grande venerdì notte. Era in giro a Camden la sera, ma sembrava sicura di voler continuare la festa a casa propria. Nessuno di noi sa chi era con lei nelle prime ore di sabato. Ma sballarsi era chiaramente la sua principale priorità quella notte». E così ha trovato uno spacciatore:«Ed ha comprato cocaina, chetamina ed eroina. ECSTASY E ALCOL - Secondo alcuni amici della star, invece, la cantante sarebbe morta dopo aver ingerito una pasticca di ecstasy cattiva, mescolata a grandi quantità d'alcol. «È stata un'overdose da ecstasy. Lei poteva fare cocaina fino al mattino. Ma questa è stata chiaramente una pasticca cattiva», ha raccontato un amico della Winehouse al Sunday Mirror. Infini altri conoscenti della cantante raccontano di un'intera settimana di bevute. «Ha trascorso gli ultimi sette giorni a ubriacarsi e la gente diceva che stava bevendo a morte». LA MADRE: SAPEVO SAREBBE MORTA - Questa pulsione per l'autodistruzione di Amy Winehouse era nota a molti. Ma per sua madre era una continua fonte di sofferenza. Janis Winehouse ha raccontato al Daily Mirror che ormai era solo una «questione di tempo». L'aveva incontrata 24 ore prima della sua scomparsa: «Ricorderò per sempre come mi ha salutata: "mamma ti voglio bene". Sono parole di cui farò per sempre tesoro», ha aggiunto. «Non è possibile. Sono completamente devastato», ha aggiunto il padre Mitch, in lacrime quando ha ricevuto la notizia della morte della figlia al suo arrivo a New York. Tassista e cantante, Mitch doveva esibirsi in un locale della cittá americana. Ma invece è salito sul primo aereo disponibile per tornare a Londra. GLI AFFANNI SENTIMENTALI - Tra gli altri aspetti della vita di Amy Winehouse presi in considerazione in queste ore ci sono quelli sentimentali. La cantante era «inconsolabile» dopo la rottura con il fidanzato, il regista Reg Traviss, ricorda il Daily Mail, spiegando che la popstar si era ricoverata nella nota clinica londinese Priory dopo la separazione. Secondo il quotidiano, Traviss, che ieri è stato visto fuori casa di Amy, aveva cercato disperatamente di aiutare l'artista nella battaglia contro l'alcol, ma si era poi reso conto che non non avrebbe mai sconfitto i suoi demoni. FIORI E BOTTIGLIE DI BIRRA FUORI CASA - Fiori, bigliettini, fotografie, messaggi. Ma anche bottiglie di wiskey o birre semiscolate. È l'omaggio dei fan, lasciato all'ingresso della villa Camden square.Molti dei sostenitori della Winehouse si recano anche in visita al suo pub preferito, il Camden's Hawley Arms. Intervistato da Sky News, il proprietario si è detto «profondamente rattristato» per la perdita della cantante, definita «una grande amica».
ARTICOLO RIPRESO DA: "IL CORRIERE DELLA SERA.IT ON LINE"
Sabato giornata Puffi, in attesa del film Tutti travestiti da nani blu, in decine di città in tutto il mondo. ROMA - Per vedere i Puffi, nanetti ecologisti ma per la prima al cinema e anche tridimensionali, bisognerà aspettare il 16 settembre quando il film omonimo uscirà in Italia, da Warner Bros, girato da Raja Gosnell con una tecnica mista live action e animatronic. Intanto, poiché i puffi sono una passione trasversale sabato si celebra la giornata mondiale, in omaggio al creatore dei piccoli omini blu, Pierre Culliford in arte Peyo (25 giugno 1928 - 24 dicembre 1992). Columbia Pictures e Sony Pictures coordineranno un evento che vedrà coinvolte migliaia di persone, invitate a travestirsi da puffo nel tentativo di superare un divertente record da Guinness dei Primati: oltre 2510 puffi in giro per il mondo nell'arco di 24 ore. L'evento interesserà città come Bruxelles, Atene, L'Aia, Dublino, Città del Messico, Panama, Varsavia, Mosca, Johannesburg, New York e Londra, coinvolgendo anche Francia, Svizzera, Islanda, Danimarca ed in particolare la Spagna con Jzcar, uno dei più famosi villaggi bianchi della provincia di Malaga in Andalusia, completamente ridipinto di blu. Nel film, i Puffi - fuggendo dal loro villaggio inseguiti dal perfido stregone Gargamella - si troveranno catapultati al Central Park di New York, dove faranno di tutto per sfuggire alle grinfie del loro storico nemico. Marc Weinstock, Presidente del Marketing Internazionale di Sony Pictures, spiega: "Sono pochi i personaggi ad esser diventati icone e tra questi i Puffi. E' da più di 50 anni che, attraverso generazioni, i Puffi fanno parte dalla cultura popolare. La creazione di Peyo è qualcosa di inossidabile".
Una perdita record di ozono sull'Artico è stata registrata in marzo dal satellite Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il fenomeno è stato causato da venti molto forti che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, generando temperature molto basse. Questa massa d'aria fredda, per effetto della luce solare, ha rilasciato in marzo prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), come atomi di cloro e bromo, veri e propri distruttori dell'ozono. L'ultima perdita record di ozono sull'Artico risale a 14 anni fa. Anche nel 1997, come nell'inverno di quest'anno, si erano registrate temperature insolitamente basse e il perchè questo sia accaduto è ancora da capire. Un'ipotesi all'esame dei ricercatori è che i due inverni così freddi siano correlati statisticamente al cambiamento climatico globale. I venti molto forti che hanno isolato la massa d'aria fredda sull'Artico sono noti come «vortice polare», l'area di bassa pressione che staziona in modo semi-permanente sul Polo Nord. Così isolata, la massa d'aria fredda non ha potuto mescolarsi con l'aria presente alle latitudini medie ed la sua temperatura si è abbassata progressivamente. A circa 20 chilometri dalla superficie terrestre, la luce solare più intensa in marzo ha innescato la reazione che scinde i clorofluorocarburi (Cfc) nei loro componenti: il cloro e il bromo. Il cloro si lega quindi all'ozono e lo trasforma in ossigeno biatomico. È così che la concentrazione di ozono si riduce e, con essa, si assottiglia il filtro prezioso che protegge la Terra dagli effetti negativi dei raggi ultravioletti. Nessun rischio per l'Europa. La perdita record di ozono sull'Artico registrata dal satellite europeo Envisat «non rappresenta alcun pericolo per l'Europa, nè tantomeno per l'Italia», ha detto il direttore per l'Osservazione della Terra dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Volker Liebig. «Si può godere il sole primaverile senza timore di esporsi a raggi ultravioletti troppo aggressivi», ha aggiunto. Nel frattempo sono 4 o 5 i satelliti che continuano a sorvegliare costantemente il fenomeno sul Polo Nord. Tra questi c'è ancora Envisat e un altro satellite dell'Esa, Metop. «Sono in grado di compiere osservazioni accurate e in modo costante, registrando i nuovi dati relativi a ozono e raggi ultravioletti, che saranno resi pubblici online, sul sito dell'Esa», ha detto ancora Liebig. In questo momento, ha aggiunto, è attiva soprattutto la collaborazione a livello europeo, ma è chiaro che l'obiettivo è «lavorare tutti insieme». Le cause. L'ozono è un gas formato da tre atomi di ossigeno, che a livello del terreno è pericoloso per la salute a causa della sua grande capacità ossidante. Proprio questa caratteristica però lo rende indispensabile nella stratosfera, tra i 12 e i 50 chilometri di altezza, dove invece ha la funzione di assorbire in parte i raggi Uv solari. I principali imputati per la perdita dell'ozono atmosferico sono gli idrocarburi alogenati (i cosiddetti Cfc, o clorofluorocarburi), sostanze chimiche usate come refrigeranti dagli anni '30 del secolo scorso. Queste molecole sono praticamente inattive a livello della superficie terrestre, ma in grado di interagire con le molecole di ozono nella stratosfera, dove sono condotte dalla normale circolazione atmosferica e dove si fermano per circa 120 anni. I Cfc sono stati messi al bando nel 1987 dal protocollo di Montreal, entrato in vigore due anni dopo, che ha avuto un effetto immediato nei paesi occidentali, mentre alcune fonti sostengono chein Cina e India siano ancora usati. Gli effetti sulla salute. Gli effetti di un eventuale buco dell'ozono sono più che altro a lungo termine, e sono legati agli effetti negativi dei raggi Uv, che verrebbero amplificati in caso di diminuzione dello schermo protettivo della stratosfera. Il principale effetto è l'aumento dei tumori della pelle dovuti all'esposizione, che cresce nelle zone più vicine al 'bucò, mentre per gli occhi il pericolo maggiore è la cataratta. Anche il sistema immunitario viene depresso da un'esposizione eccessiva a questi raggi.
Gotifredo Mameli dei Mannelli, noto anche come Goffredo Mameli (Genova, 5 settembre 1827 – Roma, 6 luglio 1849) è stato un poeta, patriota e scrittore italiano. Annoverato tra le figure più famose del Risorgimento italiano, morì a seguito di una ferita infetta che si procurò durante la difesa della seconda Repubblica Romana. È l’autore delle parole dell’attuale inno nazionale italiano. Mameli venne presto conquistato dallo spirito patriottico e, durante i pochi anni della sua giovinezza, riuscì a far parte attiva in alcune memorabili gesta che ancor oggi vengono ricordate, come ad esempio l'esposizione del tricolore per festeggiare la cacciata degli Austriaci nel 1846. Nel marzo 1848 organizzò una spedizione per andare in aiuto a Nino Bixio durante l'insurrezione di Milano e, in virtù di questa impresa coronata da successo, venne arruolato nell'esercito di Giuseppe Garibaldi con il grado di capitano. In questo periodo compose un secondo canto patriottico, intitolato l'Inno militare musicato da Giuseppe Verdi. Tornato a Genova riuscì a dedicarsi alla composizione musicale diventando contemporaneamente direttore del giornale Diario del Popolo e senza dimenticare di pubblicizzare le sue idee irredentiste nei confronti dell'Austria. La sua opera di patriota venne anche svolta: a Roma, nell'aiuto a Pellegrino Rossi e per la proclamazione del 9 febbraio 1849 della Repubblica romana di Mazzini, Armellini e Saffi; e in una campagna, svolta a Firenze, per la fondazione di uno stato unitario tra Lazio e Toscana. Nel suo continuo vagabondaggio si trovò nuovamente a Genova, sempre al fianco di Nino Bixio nel movimento irredentista fronteggiato dal generale Alberto La Marmora, quindi nuovamente a Roma nella lotta contro le truppe francesi venute in soccorso di Papa Pio IX (che nel frattempo aveva lasciato la città). La sua morte avvenne in seguito a delle circostanze accidentali: nella difesa della Villa del Vascello durante la breve Repubblica romana del 1849 fu ferito in maniera non particolarmente grave da un commilitone, con la baionetta, ad una gamba. Morì per la sopravvenuta infezione il 6 luglio 1849 a soli 21 anni, all'ospizio della Trinità dei Pellegrini. Lapide sulla tomba di Goffredo Mameli al sacrario dei caduti per Roma 1849-1870 a via Garibaldi, al Gianicolo.Fu sepolto al Verano, dove è ancor oggi visibile il suo monumento. Tuttavia le sue spoglie vennero traslate nel 1941 al Gianicolo, dove il fascismo belligerante aveva spostato e ricostruito il "Monumento ai caduti per la causa di Roma Italiana" eretto inizialmente (nel 1879) lì presso, nel piazzale di San Pietro in Montorio.
27/03 Australia 10/04 Malaysia 17/04 China* 08/05 Turkey 22/05 Spain 29/05 Monaco 12/06 Canada 26/06 Europe 10/07 Great Britain 24/07 Germany 31/07 Hungary 28/08 Belgium 11/09 Italy 25/09 Singapore 09/10 Japan 16/10 Korea 30/10 India* 13/11 Abu Dhabi 27/11 Brazil
Giappone, esplosione in centrale nucleare La tv: allarme radiazioni, restate a casa In ospedale tre persone contaminate. Il governo: situazione potenzialmente grave. I morti nel sisma potrebbero essere 2.000. A Minamisanriku 9.500 dispersi. No allarme tsunami per maggior parte Pacifico Dopo il terremoto di magnitudo 8.9 e gli tsunami di ieri, in Giappone è l'ora dell'incubo nucleare. Intanto il bilancio del sisma supera la soglia dei mille morti: dopo che in mattinata si era parlato di almeno 700 vittime e quasi 10mila (secondo l'ultima stima), è stato annunciato il rinvenimento di 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al terremoto. Ci sono poi 9.500 persone disperse nel porto di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi. il numero dei dispersi rappresenta più della metà della popolazione totale della città. Minamisanriku si trova a circa 466 km a nord di Tokyo. Secondo diversi media la città è stata letteralmente «spazzata via» dalla tsunami. A Fukushima, dove si trova una delle 55 centrali del paese, un'esplosione ha provocato il crollo della gabbia esterna di un reattore atomico ed è stato rilevato cesio radioattivo nei pressi dell'impianto. Nella centrale sono stati rilevati livelli di radioattività 1000 volte più alti della norma, all’interno della sala di controllo (le radiazioni ricevute in una sola ora da una persona corrispondono cioè al limite di radioattività che non deve essere oltrepassato in un anno). Nell’area esterna si sono registrati, invece, livelli 8 volte superiori alla soglia critica. L'esplosione potrebbe essere di tipo convenzionale, molto potente, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Alcuni impiegati sono stati feriti: 4 secondo Tepco, il gestore dell'impianto, molti di più secondo altre fonti. La conferma dell'esplosione è venuta dal confronto di due foto pre e post terremoto-tsunami: dalla seconda è del tutto scomparso la grande gabbia più esterna, fatta di cemento. Tutta da chiarire la dinamica degli eventi, perchè, citando fonti del ministero dell’Economia e Industria (Meti), la tv fa risalire l’esplosione alle 16.00 locali (le 8 in Italia). Un esperto di nucleare non ha escluso l’opzione di esplosione intenzionali. Per raffreddare il reattore della centrale si sta usando acqua di mare, annuncia il portavoce del governo Yukio Edano, secondo il quale il reattore non è danneggiato e il livello di radiazioni non sta salendo. Secondo gli esperti questa procedura è prevista dalle norme di sicurezza delle centrali nucleari, a garanzia del funzionamento del sistema di raffreddamento di emergenza. Il fumo bianco che continua a fuoriuscire dalla centrale è vapore acqueo prodotto in seguito allo spegnimento del circuito primario che raffredda il reattore. In condizioni normali una centrale come quella di Fukushima viene raffreddata ad acqua: circolando attorno al reattore, l'acqua viene vaporizzata e il vapore viene poi fatto condensare. Quando il terremoto provoca lo spegnimento automatico della centrale, come è accaduto ieri, diventa necessario scaricare il vapore in eccesso nell'atmosfera. Secondo gli esperti è possibile che il vapore rilasciato sia debolmente radioattivo. Poichè il rilascio del vapore in eccesso rientra nelle procedure di sicurezza, anche i valori del materiale radioattivo eventualmente presente nel vapore rientra nei «normali rilasci autorizzati negli impianti nucleari». Solo nel caso di danni al reattore (ad esempio la fusione del combustibile) con il fumo può essere rilasciato un livello maggiore di materiale radioattivo. Una possibilità, quest'ultima, esclusa dal portavoce del governo. La fusione potrebbe essere in atto «nel reattore n1 della centrale nucleare di Fukushima n1». La rilevazione del cesio radioattivo, annunciata dall’Agenzia, è di solito associata con gli elementi del combustibile e rappresenta un segnale di allarme, in quanto potrebbe essere rilasciato, ad esempio, per problemi al nocciolo del reattore. L'Agenzia sulla sicurezza nucleare ha definito comunque «improbabili» gravi danni al reattore. La situazione alla centrale nucleare Fukushima I è «potenzialmente molto grave», ha detto un portavoce del governo, che ha poi esortato la popolazione a mantenere la calma. Le operazioni di evacuazione entro un raggio di dieci chilometri dalla centrale non erano state ancora completate quando si è verificata un'esplosione nell'impianto che ha provocato il crollo del tetto e dei muri. Esperti russi considerano certo che a Fukushima sia in corso una fusione incontrollata, ipotesi molto probabile anche per i media giapponesi. La Russia ha ordinato un attento monitoraggio delle radiazioni nel suo estremo oriente. Tre persone evacuate dalla zona della centrale sono state esposte a radiazioni. Lo riferisce l'agenzia Kyodo nel suo sito in inglese, precisando che le autorità stanno ampliando la zona di esclusione attorno alla centrale. I tre sono stati ricoverati in ospedale. Dopo l’allarme lanciato per Fukushima N1, (la Fukushima-Daiichi), in seguito al quale il premier ha chiesto l’evacuazione di 45 mila persone, problemi di raffreddamento si sono verificati anche nella Fukushima-Daini, la N.2, comunica la Tokyo Electric Power Company. A non funzionare è in questo caso il sistema di raffreddamento di tre reattori. L’impianto in questione si trova a una distanza di 11 km dal primo. L'area è stata evacuata in un raggio di 20 chilometri e un'evacuazione è stata ordinata anche nei dieci chilometri attorno a Fukushima 2. La tv pubblica ha invitato gli abitanti delle zone limitrofe a non uscire di casa e tappare le finestre. Il governo ha riconosciuto l'esistenza di danni ma non ne ha spiegato l'entità. L'Agenzia Internazionale per la Sicurezza Nucleare (l'Aiea), in attesa delle informazioni chieste con urgenza, non ha lanciato alcun allarme. Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell’impianto di raffreddamento è crollato, conferma il gestore dell’impianto Tepco. L’Agenzia per la sicurezza nucleare ha spiegato che l’esplosione dell’impianto nucleare si è verificato durante le scosse di assestamento. Funzionari dell'agenzia per la sicurezza nucleare hanno spiegato che non si sono verificati gravi danni alla cassa del reattore, il contenitore del nocciolo. Le valutazioni poggiano sugli ultimi dati monitorati sulle radiazioni intorno alla struttura dopo la potente esplosione verificata nel pomeriggio. La Tv: tappatevi in casa. La televisione pubblica Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare di Fukushima, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità. Sono almeno una ventina le scosse di magnitudo compresa tra 3 e 7 che sono state registrate nelle ultime dieci ore in Giappone, tra quelle sulla costa di nordest, già devastata ieri, e il nuovo fronte di Niigata-Nagano, sulla parte occidentale, che si è aperto a sorpresa durante la notte. Il terremoto più potente è delle ore 10.46 (le 2.46 in Italia), con una magnitudo di 6.4 ed epicentro individuato di fronte alla prefettura di Fukushima, nelle acque del Pacifico alla profondità di 40 km. Un disastro «senza precedenti» da superare «tutti insieme». Lo ha detto il premier giapponese Naoto Kan, in conferenza stampa, dopo aver questa mattina fatto un sopralluogo sui luoghi distrutti dallo tsunami. «Il sisma ha causato uno tsunami più grande del previsto». Cessato allarme tsunami per la maggior parte delle aree che si affacciano sull'Oceano Pacifico, ad eccezione di Alaska, British Columbia e Stato di Washington: lo rende noto l'Agenzia americana per gli Oceani e l'Atmosfera (Noaa), diramando quello che considera il suo ultimo bollettino di aggiornamento sullo tsunami scatenato ieri dal terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone. Lo tsunami ha attraversato tutto il Pacifico e il peggio è passato, tuttavia il Noaa avverte che nelle prossime ore forti correnti potranno continuare a provocare gravi danni sia alle imbarcazioni sia alle strutture che si trovano lungo le coste. A seconda delle particolari caratteristiche geologiche della costa, inoltre, in molte località potranno continuare a verificarsi variazioni nel livello del mare nelle prossime ore e perfino nei prossimi giorni. Cresce il bilancio della vittime della violenta scossa di terremoto di magnitudo 8.9, seguita da uno tsunami, in Giappone. Secondo un bilancio aggiornato della polizia sono circa 1400 fra morti e dispersi. Le vittime potrebebro esere però duemile rispetto gli ultimi ritrovamenti. Almeno 613 persone sono morte in diverse regioni del nord e dell’est del Giappone. Fra queste vittime ci sono gli oltre 200 cadaveri trovati sulla spiaggia di Sendai, dopo essere stata investita da uno tsunami con onde altre più di 10 metri. A questi morti bisogna aggiungere 784 persone che al momento risultano disperse, mentre i feriti sono 1.128. L'esercito giapponese ha annunciato di aver ritrovato 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto che ieri ha colpito il Giappone. Il porto di Rikuzentakata - situato nella prefettura di Iwate, una delle più colpite dallo tsunami di ieri - è stato completamente inondato. Le immagini della distruzione di Rikuzentakata, in cui si vede questa onda gigante che travolge ogni cosa al suo passaggio, hanno subito fatto il giro del mondo. Oltre 215.000 persone sono state fatte evacuare verso aree protette nel nord e nell’est del Giappone. Lo ha annunciato oggi la polizia. Sani e salvi i passeggeri della nave scomparsa. A bordo c’erano 81 persone che, secondo l’agenzia di stampa Jiji, sono state soccorse dagli elicotteri dell’esercito e della guardia costiera. La nave si trovava al largo della prefettura di Miyagi al passaggio dell’onda anomala. Appartiene a una impresa di costruzione navale del porto di Ishionomaki. Molti giapponesi nelle aree a rischio tsunami hanno trascorso la notte all'addiaccio sui tetti più alti di scuole, ospedali ed edifici pubblici. Il governo ha intanto mobilitato 50mila soldati che si aggiungono agli operatori civili dei soccorsi. Circa 900 soldati e 250 veicoli vengono trasportati nelle aree colpite grazie alle navi delle forze militari americane di stanza in Giappone. Il Giappone ha impegnato 190 aerei e 25 vascelli nelle operazioni di soccorso, rese più difficiili anche dalla minaccia di nuovi tsunami in seguito alle scosse di assestamento. Intanto si cominciano a contare i danni delle case distrutte. A Rikuzen Takata, una cittadina costiera di 25mila abitanti che risulta fra le più colpite, sono state distrutte almeno 5mila degli 8mila case dell'abitato. A Minami Soma, nella prefettura di Fukushima, le case distrutte sono 1800. Oltre 210mila persone sono state alloggiate nei centri di emergenza nel Giappone settentrionale e orientale, ma migliaia di altre sono rimaste senza tetto nella gelida temperatura invernale.
FONTE: WWW.IL MESSAGGERO.IT
E QUESTA E' UNA TRAGEDIA NUCLEARE...MA SE ACCADESSE DA NOI ORA CHE IL GOVERNO VUOLE IL NUCLEARE?...RIFLETTIAMO!...CON IL REFERENDUM SI PUO FERMARE QUESTA PAZZIA!...
LAROMA24.IT - Lo zio Tom che sta riempiendo nella giornata di oggi pagine e pagine dei quotidiani sportivi romani e italiani nasce a Boston nel 1950.
OCCUPAZIONI - Di origini italiane, per la precisione abruzzesi, Thomas Richard Di Benedetto, dal 1983, come riporta il sito Forbes.it, è presidente del 'Boston International Group' società che si occupa principalmente di sport. Ambito quello sportivo che appare prevalente nelle occupazioni del magnate americano che risulta essere socio della 'New England Sport Ventures', società di investimenti fondata nel 2001 da altri due imprenditori, John W. Henry e Tom Werner e proprietaria della squadra di baseball Boston Red Sox e del Liverpool. Tra i soci, oltre ad altri 12 personaggi illustri dell'imprenditoria made in Usa, risulta anche il gruppo editoriale del celeberrimo quotidiano 'New York Times'.
L' OFFERTA - Sarebbe proprio per conto della 'New England Sport Ventures' che Di Benedetto ha messo, sul piatto del progetto Roma, gli occhi e un'offerta economica ritenuta tanto seria da far volare negli States gli stati generali di Unicredit (il vice direttore generale Paolo Fiorentino, il responsabile corporate banking Italia Piergiorgio Peluso e il legale Roberto Cappelli)
ALTRI INCARICHI - Tra le tante attività, Mr. Di Benedetto è presidente dal 1992 della 'Junction Investors Ltd.' (una società di gestione degli investimenti), presidente del consiglio di 'Jefferson Watermann International' (una società di business intelligence), amministratore delegato di 'Olimpic Partners' (impresa di investimento immobiliare), e infine è stato direttore di una società di software, la 'NWH Inc.' fino al 2006. Sposato, padre di cinque figli di cui uno titolare dei 'Red Sox', l'italo-americano sarebbe stato 'avvistato' allo Stadio Olimpico in occasione dello scorso Roma-Inter, terminata 1-0 con gol di Vucinic. Non è da escludere che sia stata proprio la rete all'ultimo minuto del montenegrino a far 'sventolare' verso i colori giallorossi la bandiera statunitense issata in quel di Manhattan...
HO VISTO SU CURRENT UN SERVIZIO AGGHIACCIANTE DI COME IN ALCUNE ZONE DELLA TERRA SI STIANO VERIFICANDO INGENTI DANNI DA INQUINAMENTO...ORA VI PROPONGO UN VIDEO DA YOUTUBE
NEW YORK (1° ottobre) - «Lassù potrebbe esserci qualcuno». Magari non nella forma di un essere umano, magari neanche nella forma di qualche animale terrestre. Ma a venti anni luce dal nostro pianeta, c’è un altro pianeta che ha «il cento per cento delle possibilità di aver sviluppato la vita». E questo corpo celeste che sta causando un’eccezionale ondata di entusiasmo nel mondo scientifico ha un nome molto poco romantico: Gliese 581, dal nome della stella intorno alla quale ruota, Gliese. Lo hanno scoperto due astronomi specializzati nella ricerca di pianeti, Steve Vogt dell’Università di California a Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington. I due ricercatori hanno avuto il supporto di una squadra di astronomi svizzeri, che li hanno aiutato nei loro calcoli. E sono calcoli complicatissimi, che si basano in gran parte sui lievissimi spostamenti delle stelle che provano l’esistenza di una forza gravitazionale esercitata dai pianeti. Gliese 581 è - in termini astronomici - nel cortile di casa nostra. Si trova nella costellazione della Bilancia. Il suo sole è uno dei 100 miliardi di stelle che popolano la Via Lattea, e dista da noi ”appena” venti anni luce, cioè quasi 200 mila miliardi di chilometri, vale a dire un milione e duecentomila volte la distanza che c’è fra la Terra e il Sole. Eppure, gli strumenti di cui oggi la scienza astronomica può avvalersi ci informano che questo pianeta con una massa corporea tre volte il nostro si trova a quella distanza dalla sua stella in cui l’acqua sulla sua superficie non congela e non bolle. Cioè: Gliese 581g orbita intorno al suo sole abbastanza vicino perché l’acqua non diventi ghiaccio, ma non tanto che il calore eccessivo la faccia evaporare. Insomma, una distanza simile a quella che divide noi dal nostro Sole. E l’acqua è l’elemento di base di ogni forma di vita. A differenza della Terra tuttavia, questo nostro gemellone resta immobile sul proprio asse, quindi mostra alla sua stella sempre la stessa faccia. E questo significa che una metà di Gliese 581 è gelida ed è sempre buia, mentre l’altra ha sempre luce ed è tiepida: «Direi che ci deve essere un clima che ci permetterebbe di circolare in maniche di camicia» ha detto il professor Vogt. L’entusiasmo per Gliese 581 è più che comprensibile. Dal 1995, quando fu confermata l’esistenza di altri pianeti oltre a quelli del nostro sistema solare, non si è mai trovato un corpo celeste che potesse essere ospitale per lo sviluppo della vita. In questi 15 anni sono stati identificati con certezza circa 200 pianeti. Ma in genere si tratta di palle di roccia gelida o giganti gassosi. Anche la stella Gliese ha altri pianeti in orbita, anch’essi inospitali come i nostri compagni del sistema solare. Quelli più vicini alla stella sono troppo caldi, e quelli più distanti sono palle di ghiaccio. E poi c’è 581, il pianeta «probabilmente abitato da qualche forma di vita».
Il massimo della visibilità a Milano. Lo spettacolo sarà doppio: martedì anche le stelle cadenti d'inverno.Il 2011 potrebbe essere ricordato come l'anno delle eclissi, che regaleranno spettacoli indimenticabili per gli appassionati di fenomeni astronomici. Se ne potranno ammirare sei: due riguarderanno la Luna e quattro, invece, il Sole. La prima parziale di Sole avverrà martedì 4 gennaio e sarà visibile da buona parte dell'Europa, che vedrà sorgere il Sole già oscurato dalla Luna. L'osservazione sarà migliore spostandosi verso Nord (a Copenaghen l'oscuramento sarà dell'82.6 per cento e a Berlino dell'80.6 per cento). In Italia, comunque, sarà un fenomeno da record. Secondo gli astronomi sarà, insieme a quella del 20 marzo 2015, la maggiore eclissi visibile sino al 2026. Nella tarda notte di martedì, inoltre, tutti con il naso all'insù per ammirare uno sciame di meteore delle Quadrantidi, che prendono il nome dalla costellazione che si trova nel Quadrante Murario. A partire dalle 7.45 del mattino comincerà l'eclissi parziale di Sole. Chi vive nel Sud del nostro Paese vedrà per primo il massimo dell'eclissi, che a Palermo è prevista intorno alle 9.06. A Roma sarà visibile alle 9.11 a Roma mentre un minuto dopo a Milano, dove la Luna coprirà il 70 per cento del disco solare. A Roma la percentuale scenderà al 60 per cento e, a Catania, al 50 per cento. Il fenomeno complessivamente durerà fino alle 10.40. Anche se sarà un'eclissi parziale, è necessario proteggere adeguatamente gli occhi per scrutare il cielo indossando occhiali da sole specifici per questo tipo di osservazioni che si possono acquistare anche nelle «normali» ottiche. Chi non lo fa, privilegiando soluzioni fai-da-te, può rischiare danni seri danni alla retina. È sconsigliabile, ad esempio, utilizzare i vetri affumicati, che lasciano filtrare le radiazioni più pericolose per gli occhi. L'importanza del fenomeno astronomico di martedì ha già richiamato l'attenzione degli appassionati che stanno organizzando in tutta Italia sedute di osservazione. «L'unico problema è che l'eclissi avverrà con il Sole ancora piuttosto basso - ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma - e quindi si potrà osservare da un punto in cui l'orizzonte è libero».
Uno studio americano, pubblicato su Nature Neuroscience, ha consentito di stabilire che la quantità di luce assorbita nelle prime settimane di vita – quantità che varia molto in base alla stagione - produce effetti indelebili sui neuroni dei neonati, influenzando per sempre il loro "ritmo cirdaciano", oltre che l'umore e la propensione alla depressione e alla schizofrenia. È dunque una conferma, seppur parziale dell'attendibilità dell'oroscopo? In realtà, la ricerca in questione, condotta dalla Vanderbilt Uiversity su topolini da laboratorio, regolando la quantità di luce artificiale del loro ambiente, ha dimostrato che è la quantità di luce, non la data di nascita, ad influenzare il carattere. Tale quantità varia in base al periodo dell'anno, ma in maniera opposta tra i due emisferi della terra: chi si trova in quello Nord, come noi, d'estate ha più luce che in inverno. Gli altri – sudamericani, australiani, sudafricani – vivono l'esperienza opposta, più luce nei mesi invernali e meno in quelli estivi.
La scienza della "biologia stagionale" studia gli effetti della luce su una piccola area del cervello, ribattezzata "orologio biologico", situata proprio dietro gli occhi, che detta all'organismo i ritmi circadiani, regolando perciò sonno, veglia, appetito, pressione sanguigna, voglia di quiete, movimento e molto altro ancora. "Lo studio – ha detto il direttore della ricerca, Doug McMahon - spiega come mai gli uomini nati in inverno siano più spesso affetti da depressione invernale". "Per chi è nato in estate – spiega Vincenzo Natale, docente di ritmi del comportamento e ciclio veglia-sonno all'Università di Bologna, citato dal quotidiano la Repubblica – "le giornate non finirebbero mai. Ecco da dove nasce la tendenza a diventare 'gufi'. In nati in inverno sono invece mattutini doc."
Espressioni come "carattere solare", facilmente applicabili a chi è nato nel Sud, trovano così un fondamento. E l'oroscopo? Non c'entra molto con ricerche del genere, basate sugli effetti della luce solare, mentre l'astrologia fonda le proprie presunzioni sulla posizione dei pianeti. Insomma, chi vuole credere all'oroscopo lo faccia pure, e si diverta con quello che ormai è, a tutti gli effetti, un genere letterario, leggendo magari cosa prevede l'oroscopo 2011. La scienza, invece, è tutta un'altra cosa.
La notizia è di quelle clamorose e genera molti interrogativi sull'utilità del servizio pubblico e sulla necessità di pagare ancora il famoso canone. Da fonti di Viale Mazzini è giunta la notizia che la Rai non trasmetterà le partite della prossima stagione della Champions League. Lo ha deciso il Cda Rai, che proprio nella giornata odierna aveva all’ordine del giorno la votazione sui diritti della Champions, degli Europei di Calcio e del Tour de France di ciclismo. I consiglieri hanno espresso parere favorevole per Tour de France e Europei del 2012 mentre il voto è stato contrario per il triennio della Champions a causa dei costi troppo elevati. Una decisione che finirà per scatenare un vespaio di polemiche, tanto per cambiare.
ORMAI LA RAI E' ALLO SBANDO OLTRE CHE A PRESENTARCI SEMPRE PROGRAMMI SECONDO IL MIO PARERE SCADENTI HA ABOLITO PER TRE ANNI UNA VISIONE DI UNA COMPETIZIONE SEMPRE PIU' DIFFICILE DA VEDERE POICHE' E' A PAGAMENTO SU MEDIASET PREMIUM E SKY E DI STI TEMPI NON VALE PROPRIO LA PENA MA TI COSTRINGE A VEDERTELA SGANCIANDO QUATTRINI IN UN PERIODO DI CRISI...TRA L'ALTRO HA FALLITO PER LA SECONDA VOLTA LA STESSA TELEVISIONE DETTA NAZIONALE POICHE' NON TRASMETTE NEMMENO PIU' L'ISPETTORE COLIANDRO CHE ERA SIMPATICO E PIU' LEGGERO DI QUELLE FICTION EXTRAEUROPEE AMERICANATE RICOPIATE!...LA TV E' DAVVERO SCADENTE ED E' MEGLIO NON VEDERLA TI COSTRINGE A PAGARE E PIUTTOSTO LA TENGO SPENTA MENOMALE CHE CI SONO OGNI TANTO PROGRAMMI SERI E COSTRUITI BENE...
Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi come un sussurro, come se la notizia dovesse passare sotto silenzio. Parliamo dei globicefali (specie Globicephala melas) o come meglio sono conosciuti le balene pilota (chiamati così perchè più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti in lingua spagnola come calderones. Sono delle creature molto pacifiche che amano vivere in branchi composti per lo più da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni. Hanno un carattere molto mansueto, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde (infatti l'unica zona del mondo dove non si localizzano sono le acque del polo. (Se desideri conoscerli meglio leggi l'articolo di biologia marina ad essi dedicato) Prima di raccontare che cosa succede vi voglio mostrare alcune immagini perchè più di ogni parola spiegano di cosa vi voglio parlare. Vi parlo di una vera e propria strage che da tanti anni viene compiuta nelle isole danesi Feroe (o Faroe) a spese dei globicefali. Le isole Feroe (che in lingua danese è scritto Fær Øer Islands) sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia che dal 1948 sono una regione autonoma del Regno di Danimarca (come la Groenlandia) con ampia autonomia per tutte le questioni politiche interne e non fanno parte dell’Unione europea con la quale hanno solo degli accordi commerciali bilaterali. La stima ufficiale delle catture dichiarata dai faeroesi è di circa mille delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000 all’anno. Se consideriamo che queste pacifiche creature vivono mediamente 50 anni e le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni con periodi di gestazione molto lunghi (15 mesi), una uccisione così massiccia, se sommata alle altre che avvengono nel resto del mondo, soprattutto in Giappone, deve destare seria preoccupazione per la conservazione di questa specie. Le motivazioni ufficiali che spingono questo popolo a compiere queste mattanze le possiamo leggere dal sito delle Isole Faroe: l’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo (considerato un alimento essenziale per la loro dieta), pelle per realizzare corde, grasso per ricavare olio come combustibile, stomaci come galleggianti e così via. Ora, sempre dallo stesso sito si legge che l’economia è retta da una fiorente industria della pesca, che produce prodotti ittici di alta qualità per l’esportazione, si allevano le pecore che forniscono fino al 60% di tutti i prodotti a base di carne, si cacciano gli uccelli marini, si allevano i bovini da latte che soddisfano tutte le esigenze interne di latte, così come la coltivazione delle patate. Insomma da quel che si legge non si comprende, come mai ci sia questo bisogno di caccia per sussistenza delle balene pilota. Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita e che occorre molta fantasia per immaginare che per illuminare le loro case usino le lampade alimentate con olio di balena! Tra l’altro non si spiega come mai, pur essendo scientificamente appurato che la carne dei globicephala melas contenga alti livelli di mercurio, estremamente dannosi per la salute umana, si continui questa caccia. Infatti, sempre nello stesso sito si legge “questo fatto è fonte di preoccupazione ma non è un motivo per smettere la caccia perché i rischi alla salute devono essere controbilanciati dal fatto che la carne di balena è ricca di grassi polinsaturi, è magra e ricca di proteine”. Allora quale è il vero motivo? Forse una caccia che ormai è diventata uno sport? Ma come avviene questa caccia? I calderones, animali pacifici, molto curiosi e che si muovono in branchi, durante le loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo. Come vengono avvistate viene dato l’allarme e tutta la popolazione si mette in moto per iniziare la caccia (i datari di lavoro danno dei permessi per partecipare ed anche una diaria). In pratica le balene vengono circondate a semicerchio dalle barche e convogliate verso piccole baie prestabilite che si trovano a ridosso delle città, verso l’acqua bassa, dove le attendono i loro massacratori. Secondo le fonti ufficiali, verrebbe fatto un taglio netto nel collo per recidere il midollo spinale e le arterie per cui l’animale rimarrebbe paralizzato e perderebbe coscienza in 5-10”. Secondo le testimonianze delle persone che hanno assistito a questa mattanza, i video e le foto che si trovano in rete, le cose non si svolgono esattamente in questa maniera: le balene, per essere portate verso l'acqua bassa verrebbero uncinate per la coda, trascinate a riva e quindi uccise barbaramente a coltellate mentre si dibattono e gridano di dolore ed il mare diventa rosso del loro sangue. Gli stranieri non possono assistere a questa caccia, per cui mi domando: se realmente le cose sono così "umane" come viene descritto dai feroesi perché è vietato assistervi? Una grossa denuncia su questa situazione viene fatta dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, a suo tempo, cofondatore di Greenpeace, da sempre in primo piano per cercare di fermare queste atrocità che intitola l'articolo "Vi è qualcosa di molto marcio in Danimarca" di cui riportiamo alcuni passaggi tradotti dall'inglese: "L'orribile macellazione annuale di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Feroe, in lingua danese Isole Fær Øer, è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E' uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (...)" Anche se non ci sono prove che sono in via di estinzione in quanto la stessa Red List 2008 dell’IUNC la classifica tra le specie delle quali non ci sono notizie (a questo indirizzo potete trovare la scheda), per cui non è possibile fare una stima della loro popolazione, è indubbio che il loro principale alimento, i calamari, sono in costante diminuzione con le conseguenze che questo comporta sulla popolazione di questa specie oltre il fatto che sono seriamente minacciate dall’inquinamento ambientale. Ora la domanda che sorge spontanea è: dato che queste isole pur appartenendo alla Danimarca, non fanno parte dell''Unione Europea, esiste una possibilità di intervento che possa mettere la parola fine a questa strage? Ad una domanda posta alla Commissione europea su questo problema, Stavros Dimas, il Commissario UE per l'ambiente risponde che l'Unione Europea vieta la caccia di tutte le specie di cetacei (balene, delfini e focene) in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della fauna e della flora selvatiche nota come la Convenzione di Berna in base alla quale è anche vietato vendere o scambiare cetacei e l'introduzione a fini prevalentemente commerciali ai sensi del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. Questa legislazione però non si applica alle balene pilota che vengono cacciate nelle isole Faroe in quanto non fanno parte dell'Unione Europea. E' altresì vero che la Danimarca ha firmato la convenzione di Berna ma dichiarando che tale accordo non si applica alla Groenlandia ed alle isole Faroe. Pertanto l'Unione Europea non può intervenire legalmente nei confronti di questi paesi. Stesso discorso per la IWC (International Whaling Commission) infatti pur tutelando le balene a livello internazionale, le balene pilota, facendo parte della categoria "piccoli cetacei" non sono di loro pertinenza. Nella riunione del 5 giugno 2008 la Commissione Europa rafforza quanto detto sopra: "La caccia alla balena non è autorizzata nelle acque dell’Unione europea. Nel quadro del diritto ambientale comunitario, tutte le specie di balena sono protette nelle acque dell’UE. Tuttavia, l’UE non si oppone alla caccia alla balena praticata dalle popolazioni autoctone a fini di sussistenza – secondo quanto previsto dalla Convenzione IWC - a condizione che tale attività rispetti limiti di cattura stabiliti sulla base di pareri scientifici. (…) La Commissione condanna invece la caccia alla balena dissimulata sotto forma di ricerca scientifica, quale viene praticata in Giappone." Ora il fatto che questo arcipelago non aderisca all’UE significa che è vincolato in tal senso per cui la stessa Unione Europea non può essere una voce autorevole, considerando anche che il governo danese, non entra in merito all’argomento. Ma allora se nè a livello comunitario, nè a livello internazione non è possibile alcun controllo sull’uccisione delle balene pilota nelle isole Feroe, che cosa si può fare per porre fine a queste stragi? Se non si acquista una coscienza culturale ma si continua a pensare che l’essere umano, in quanto specie dominante, abbia dei diritti incondizionati su ciò che è diverso dalla sua natura e possa disporne a suo piacimento; se continueranno a prevalere gli interessi economici; se non cesserà il piacere fine a se stesso di una caccia fatta per puro sport e divertimento, non si riuscirà mai a risolvere il problema. Il mondo civile con le persone di buona volontà sta lavora intensamente per cercare di trovare una soluzione. Ma la strada è lunga e difficile. La stessa riunione dell’IWC che si è tenuta a Santiago del Cile a giugno del 2008, non ha sortito risultati concreti sul problema della caccia alle balene: saranno ancora oggetto della caccia per scopi scientifici e la caccia aborigena a fini di sussistenza. Le Nazioni Unite, il 25 settembre 2008 nella loro relazione annuale sui progressi realizzati per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio, hanno incluso di "ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità entro il 2010". I progressi saranno monitorati misurando la percentuale di specie minacciate di estinzione (calcolata con la Lista Rossa IUCN) che tra le altre specie include anche il Globicephala melas. La cosa che sconcerta di più è che oggi sta subentrando una nuova motivazione per queste cacce: le balene, come i delfini mangiano troppo pesce e quindi stanno impoverendo i mari e per questo motivo devono essere cacciate! Tesi sostenuta soprattutto dal Giappone, dalla Norvegia e dall’Islanda (i più grandi cacciatori di balene del mondo). Purtroppo conosciamo la ferocia dei giapponesi e le stragi da loro effettuate al largo di Taiji in Giappone: tutti gli anni cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici. A tal proposito segnalo le interessanti domande/risposte dell'Institute of Cetacean Research giapponese che sono molto "illuminanti" riguardo le motivazioni che spinge questo popolo a queste uccisioni di massa. Le associazioni ambientaliste, a livello mondiale, si battono, ognuna a modo loro, per fermare questi massacri a tutti i livelli ed in tutti i paesi del mondo. Molti progetti mirano alla creazione di riserve marine e a rafforzare quanto sancito dall’IWC sulla caccia commerciale. Purtroppo non ci sono fondi sufficienti per sostenere tutte le campagne che dovrebbe essere portate avanti. Per cui è “la voce del popolo” che deve farsi sentire, assumere una maggiore coscienza in merito all’argomento, smettere di mangiare carne di balena, fare pressioni sui governi perché adottino delle politiche conservative. Qualche tempo fa, spinta dalla curiosità, ho iniziato a fare una ricerca per capire chi e che cosa si occupasse di questo problema, così ho iniziato a cercare nella rete per vedere quante associazioni, enti, commissioni, sottocommissioni, organismi di controllo, società, ecc. ecc. (e consentitemi ’“ecc. ecc.” che in questo caso è doveroso) che alla fine ho dovuto rinunciare perché la situazione è talmente vasta ed ingarbugliata che non si riesce a trovare un filo conduttore: è un universo. Ora, sono fermamente convinta che ognuna a modo suo sia importante e dia il suo piccolo/grande contributo ma forse se esistessero un po’ meno organismi e quei soldi venissero spesi per fare più studi approfonditi, per creare delle riserve naturali, per portare avanti delle campagne di sensibilizzazione, forse qualche risultato in più oggi si potrebbe ottenere. A questo punto ritorna la domanda iniziale: perchè pur essendo le stragi delle isole Feroe perpetrate da anni se ne sente parlare solo ogni tanto, sottovoce, come se la cosa dovesse passare sotto silenzio? Credo che fra le tante questioni ambientali che angosciano il nostro paese, e più in generale il mondo, questa di fatto sia considerata una goccia infinitesimale e quindi come tale venga considerata, vale a dire in modo totalmente irrilevante. Questo fatto non lo considero una giustificazione perché nell’era della globalizzazione, della dichiarazione del millennio (la dichiarazione più importante a livello mondiale che sia mai stata realizzata) proclamata dalla Nazioni Unite ed alla quale hanno aderito 189 paesi (su 191) tra cui la Danimarca ed anche l’Italia dove si parla, tra l’altro, di conservazione della specie, delle biodiversità, della tutela del mare e degli oceani, anche questa piccola goccia deve avere una sua voce. Vi segnalo questo indirizzo di Youtube, che mostra questo massacro e che data la crudeltà delle immagini non me la sento di metterlo online nel sito in quanto è letto anche da bambini. In questo articolo c'è molto sangue e non lo voglio concludere così ma con questa immagine e questa canzone di Roberto Carlos "El progreso" (Il progresso), perchè siano una speranza: che l'uomo diventi finalmente un essere umano.
(AGI) - Milano, 3 apr. - Maurizio Mosca era figlio dell'umorista e giornalista Giovanni Mosca, e fratello dello scrittore Paolo Mosca. Nato a Roma il 24 giugno 1940, aveva iniziato la carriera nel quotidiano 'La Notte' di Milano, passando poi alla Gazzetta dello Sport, dove e' rimasto per vent'anni, diventando caporedattore e anche direttore ad interim per due anni. Era appassionato soprattutto di pugilato, di cui ha seguito gli incontri di cartello, Il successo e la popolarita' vengono pero' dal calcio e dalle sue apparizioni televisive, cominciate nel 1979 su emittenti locali e nazionali. Mosca diventa celebre con 'L'appello del martedi'', una sorta di contraltare del 'Processo del lunedi'' di Aldo Biscardi, in cui appariva con tanto di toga da giudice, poi partecipa a 'Calciomania', 'Zitti e Mosca', 'Controcampo' e 'Guida al campionato', dove interpreta con ironia e umorismo il ruolo dell'opinionista e dell'esperto di mercato. Famose le 'bombe di Mosca', colpi a volte improbabili del calciomercato destinati a far sognare i tifosi, ma anche il 'Pendolino' con cui azzardava pronostici sui match di campionato.